Con Monti abbiamo affrontato l’emergenza economica. Adesso dobbiamo affrontare quella politica. Dopotutto il declino dell’economia italiana è legato al fallimento di un’intera classe dirigente. E’ possibile cominciare a farlo anche con questo Parlamento.
La depressione del mercato immobiliare italiano non sembra essersi ancora arrestata. Influiscono la flessione del reddito delle famiglie e l’aumento della disoccupazione. Ma anche le condizioni del mercato del credito: sempre più compravendite si concludono senza la stipula di un mutuo.
Con il rinnovo del sito, è iniziata la consueta “campagna d’inverno” di sostegno finanziario a lavoce.info. Vi chiediamo di continuare a contribuire tangibilmente (o di farlo per la prima volta) a questa impresa che ha le donazioni dei lettori come risorsa indispensabile. E vi ringraziamo!
Qualche informazione in più per aiutare gli elettori indecisi. Se vogliono scegliere le persone da mandare in Parlamento, essendo incerti su quale partito votare, bene che guardino i candidati marginali nella loro circoscrizione, quelli che vengono subito dopo i seggi sicuri: il voto degli incerti può essere decisivo per farli eleggere. Ne forniamo una lista con tutti i dati di cui disponiamo su di loro. Oltre al Dossier su chi sono i futuri deputati, abbiamo ora analizzato anche gli aspiranti senatori con seggio sicuro, marginali, di riempitivo. Scarsissimo il ricambio nel centro-destra che conferma tre senatori uscenti su quattro probabili eletti.
Con le sue televisioni, Berlusconi ha avuto una volta di più un vantaggio competitivo nella campagna elettorale, come documenta una ricerca che tiene conto della copertura radio-televisiva delle reti Mediaset in diverse parti d’Italia in tutti questi anni. Mentre l’ampliamento dell’offerta tv grazie al digitale terrestre comincia a erodere sensibilmente il consenso conquistato in virtù della posizione dominante.
Perché l’Italia quasi non cresce dalla metà degli anni ‘90? Uno studio di economisti del Fondo monetario guarda ai problemi strutturali dell’economia italiana: dualismo e bassa partecipazione nel mercato del lavoro, scarsa concorrenza, restrizioni alle imprese, specializzazione nelle produzioni a bassa qualificazione. E prova a stimare quali sono stati gli effetti delle riforme del Governo Monti e cosa potrebbe accadere con riforme più decise.
C’è un modo per rendere meno impopolare Equitalia. Un esempio arriva dalla Gran Bretagna, dove l’agenzia di riscossione delle imposte ha sperimentato l’invio ai contribuenti di questionari semplici e lettere cortesi e personalizzate. Ha funzionato.
Veri o falsi i numeri che hanno usato Berlusconi, Maroni e Salvini nelle loro più recenti dichiarazioni? Altri fact checking vanno ad aggiungersi alla lunga serie pubblicata da lavoce.info in questa campagna elettorale.
Pubblichiamo circoscrizione per circoscrizione l’elenco dei candidati marginali, quelli che potrebbero andare in Parlamento grazie al voto degli indecisi. Per permettere, a chi deve ancora decidere, di scegliere in base ai nomi e non solo per schieramenti e partiti. Le incognite sul comportamento degli eletti con Grillo.
Roberto Maroni, Ballarò (Rai 3), 5 febbraio
“Noi abbiamo fatto il federalismo fiscale nel 2009 che riguardava il passare da un sistema di rimborso della spesa sanitaria a piè di lista ai costi standard […] questa legge c’è, doveva entrare in vigore nel 2013, purtroppo è stata bloccata messa in pausa dal governo Monti. Le Regioni hanno adeguato i costi standard però non è entrata in vigore.”
FALSO MA…
Il metodo dei costi e del fabbisogno standard come criterio per il rimborso della spesa sanitaria viene introdotto con la legge delega n.42 del 5 Maggio 2009 (“Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione”).
Le nuove direttive tuttavia non vengono a sostituire il rimborso a piè di lista (introdotto con la legge 833/78), come sostiene Maroni, ma il sistema di finanziamento a “quota capitaria” che sostituì il primo nel 1992.
Procediamo con ordine.
All’art. 2, comma 2, della legge delega 5/5/2009, costo e fabbisogno standard vengono individuati come parametri per il finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in quanto, valorizzando efficienza ed efficacia, costituiscono l’indicatore rispetto al quale comparare e valutare l’azione pubblica. I costi standard determineranno per ciascuna Regione il limite di spesa ammesso e coperto dai meccanismi di autofinanziamento e di perequazione previsti.
La norma delega quindi al governo il compito di individuare e istruire operativamente sul metodo di calcolo da adottare. Tutto ciò avviene con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo sui costi standard della sanità regionale e sull’autonomia impositiva delle Regioni (7 Ottobre 2010). Il decreto specifica appunto il metodo di calcolo sottostante il criterio dei corsi standard.
Quello che da questo decreto viene fuori non è nulla di innovativo, anzi. Il “nuovo” concetto di standard coincide di fatto col precedente basato sulla c.d. “quota capitaria”. Entrambi i sistemi definiscono allo stesso modo tale standard relazionandolo al numero di abitanti. (Per la precisione la quota di spesa procapite pesata per l’età della popolazione.)
Per una visione più dettagliata in merito al dibattito scaturito in questa direzione si veda:
http://archivio.lavoce.info/articoli/pagina1001921.html
http://www.saluteinternazionale.info/2010/10/costo-standard-in-sanita-tanto-rumore-per-nulla/
Per quanto riguarda invece il blocco della legge del 2009 operato dal governo Monti, occorre precisare che si tratta non di un accantonamento del singolo provvedimento bensì di una fase di stasi, in cui si trova la complessa legge sul federalismo fiscale della quale il provvedimento in questione fa parte. Mancano infatti alcuni decreti attuativi necessari all’entrata in vigore della legge delega in attuazione del federalismo fiscale. In particolare, su questo stesso tema, risulta in corso di predisposizione ma non ancora adottato il decreto per l’individuazione delle regioni da usare come benchmark.
FONTI
Stato attuale della legge:
http://www.camera.it/561?appro=644&Federalismo+regionale%2C+provinciale+e+costi+e+fabbisogni+standard+sanitari#approList
Decreto attuativo DPR 7/10/2010:
http://www.regioni.it/upload/SchemaDlgsCostiStandard_121010.pdf
Legge Delega 42/2009:
http://www.saluteinternazionale.info/2010/10/costo-standard-in-sanita-tanto-rumore-per-nulla/
Decreto Legislativo 502/92 (relativo al precedente sistema):
http://www.iet.unipi.it/p.donati/files/decreto_legge_502-92.htm
Legge 833/1978 (rimborso secondo il criterio della spesa storica)
http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1978-12-28&atto.codiceRedazionale=078U0833¤tPage=1
Uno studio documenta un effetto significativo dell’esposizione ai canali Mediaset sulla probabilità di votare per Forza Italia. Questo effetto e’ molto persistente e opera principalmente attraverso l’esposizione ad un modello culturale compatibile con la retorica politica berlusconiana.
Un’informazione distorta può avere effetti rilevanti sul voto? L’aumento di offerta televisiva dovuto al digitale terrestre ha ridotto la quota di voti del centro-destra di diversi punti nelle elezioni regionali del 2010. Il calo è più rilevante dove la popolazione è più anziana e meno istruita.
Qual è l’impatto sulla crescita delle riforme strutturali? È il tema di un recente Working Paper del Fondo monetario internazionale dedicato al caso Italia. Vi sono riportati risultati promettenti. Accompagnati, però, da un ammonimento: le riforme vanno attuate e poi rafforzate con tempestività.
Spingere gentilmente i cittadini alla collaborazione è molto spesso più efficace di norme cavillose. Perché contribuisce a eliminare quel senso d’inadeguatezza e ostilità quasi sempre provato da chi entra in contatto con organi amministrativi. Suggerimenti per avvicinare Equitalia ai contribuenti.
Matteo Salvini, Otto e mezzo (La7), 6 febbraio:
“La Lombardia ha il quarto Pil d’Europa. Se fosse uno stato a sé stante sarebbe la quinta economia d’Europa. Secondo Moody’s la Regione Lombardia è più affidabile della Repubblica italiana”.
Questa affermazione può essere divisa in tre parti distinte.
“La Lombardia ha il quarto Pil d’Europa”.
Falso ma…
In base a dati Eurostat, se si considerano le regioni europee classificate come NUTS2, la Lombardia risulta essere la seconda regione Europea per Pil in milioni di euro, inferiore solo all’ Ile de France. La posizione relativa della regione risulta quindi essere migliore rispetto a quella prospetta dal politico della Lega Nord.

“Se fosse uno Stato a sé stante sarebbe la quinta economia d’Europa”
Falso
Considerando anche in questo caso valori aggregati il Pil della Lombardia risulta essere il decimo in Europa. Escludendo la Turchia la posizione diverrebbe la nona.
“Secondo Moody’s la Regione Lombardia è più affidabile della Repubblica italiana”
Vero
In base alle informazioni riportate sul sito della Regione, la Lombardia ha, a partire dal 17 Febbraio 2012, un rating A2 mentre lo Stato italiano ha rating A3. La Regione Lombardia ha ricevuto un giudizio sulla sua qualità di debitore migliore rispetto allo Stato italiano seppure questa differenza risulti estremamente contenuta. La situazione non era differente precedentemente alla data indicata in quanto i rating erano rispettivamente A1 per la Lombardia e A2 per lo Stato italiano. Ulteriori informazioni possono essere ricavati sul sito della Regione (1).
