Le misure sull’Imu varate ieri dal Governo sono state dettate da esigenze politiche, poco sensate sul piano economico. Restano molte incertezze sulle coperture e sui finanziamenti ai comuni. E la service tax che entra in vigore dal 2014 è avvolta nelle nebbie di decisioni ancora tutte da prendere.
Gli investitori sembrano avere più fiducia nel titolo Mediaset quando il suo azionista di riferimento fa almeno parte della coalizione di Governo, perché migliori sono i risultati economici dell’azienda. Ecco perché il crollo del titolo di qualche giorno fa potrebbe aver salvato il Governo Letta.
Tre casi recenti indicano che per le fondazioni bancarie le lezioni della crisi sembrano essere servite a poco. Continuano a perpetuare un sistema in cui la politica ha un ruolo primario di controllo sul sistema bancario. I rischi per l’economia italiana e il passo indietro dei partiti.
La politica non molla la presa sulle fondazioni bancarie e, per loro tramite, sulle banche. Inciuci locali impediscono così di affrontare i nodi di fondo della crisi e possono anche porre in essere ricatti che valgono a livello nazionale in un momento molto delicato per il paese. Matteo Renzi ha l’occasione di dimostrarsi politico estraneo a questi accordi nei fatti e non solo nelle parole: chieda che si adottino per le fondazioni bancarie, a partire da Fondazione Mps, gli stessi criteri di apertura e trasparenza che lui giustamente pretende per le primarie del suo partito. Con un mandato chiaro: separare la fondazione dalla banca.
Il Pdl ritirerà il proprio appoggio al governo Letta? L’azienda di famiglia Mediaset potrebbe giocare un ruolo chiave in questa decisione. Forte evidenza dimostra che inserzionisti pubblicitari comprano di più quando Berlusconi è nella maggioranza di governo.
La stabilizzazione dei “precari” della Pa avviata dal Governo è tutt’altro che una bella pagina e ancor meno una spinta alla modernizzazione. Più che stabilizzazione, meglio parlare di sanatoria.
Torniamo sulle pensioni d’oro. Il mancato contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate è a discapito dei giovani, non dei pensionati, come nelle motivazioni delle decisioni della Consulta.
Dobbiamo aspettarci campionati di calcio meno interessanti? Il financial fair play imposto dalla Uefa per una gestione più prudente dei club ha i suoi pregi e suoi difetti. Vediamo quali.
La redazione si stringe attorno a Roberto Ceredi, cui è improvvisamente mancata la sorella.
Lavoce.info ha compiuto undici anni di vita. Un’altra tappa che non si sarebbe potuta raggiungere senza il contributo finanziario di voi lettori. Per questo vi chiediamo ancora una volta di contribuire con le vostre donazioni . Chi ci ha finanziato con 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente con 200 euro di negli ultimi quattro anni avrà la possibilità di partecipare al nostro convegno annuale a porte chiuse mercoledì 25 settembre all’Università di Pavia.
La stabilizzazione dei 150mila precari della pubblica amministrazione è un pessimo segnale per il futuro. Non impedirà alle amministrazioni di ricorrere a contratti a tempo determinato anche quando non ce ne sono i presupposti. E viola i diritti costituzionali dei lavoratori che non vi rientrano.
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà sulle pensioni più alte. Perché ha natura tributaria e non può essere applicato solo ai pensionati. Ma il prelievo tentava di rimediare a vantaggi ingiustificati. Giudizio di legittimità e disegno dell’intervento.
Secondo un esperto di economia dello sport, il financial fair play cambierà in modo radicale il mondo del calcio, irrigidendo il divario tra piccoli e grandi club. Dobbiamo veramente aspettarci campionati di calcio meno interessanti?
Resi pubblici gli importi delle pensioni d’oro, quello che continua a mancare è quanto i beneficiari di tali pensioni hanno effettivamente versato. Un’informazione essenziale per ridurre le pensioni troppo generose senza incorrere nella censura della Consulta. Devono infatti valere principi di equità sia redistributiva che intergenerazionale.

Per una riforma federalista dell’Imu: l’opinione di alcuni assessori al bilancio
Di punto
il 22/08/2013
in Commenti e repliche, Rubriche
In vista di una riforma dell’imposta sulla casa, pubblichiamo un intervento di alcuni assessori-colleghi di scienza delle finanze.
Leggi tutto