GIOVEDì 21 MAGGIO 2026

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Ridateci il Mattarellum

Tramontata la speranza di un compromesso alto sulla legge elettorale, restano aperti quattro scenari. Quello oggi preferibile prevede il ritorno al Mattarellum. Perché con i collegi uninominali, migliorerebbe anche la selezione della classe politica. Ma serve un colpo di mano in Parlamento.

Privato e pubblico nei servizi per l’impiego

Il tema della riorganizzazione dei servizi per il lavoro, in occasione dell’avvio del programma Youth Guarantee è certamente fondamentale.

Come si garantisce l’accoglienza dei profughi

Dal Consiglio europeo di fine ottobre sono arrivate affermazioni piuttosto vaghe su immigrazione e asilo. Per trasformarle in misure efficaci, è necessario separare i due problemi ed equilibrare gli sforzi degli Stati membri nell’accoglienza dei profughi. Il rischio di obiettivi di pura facciata.

Politica monetaria: se le banche vanno sul mercato aperto *

Nonostante la liquidità fornita al settore bancario con le aste a lungo termine della Bce, nell’area euro il credito al settore privato continua a contrarsi. Da ripensare gli strumenti della politica monetaria. Eliminando gli incentivi delle banche a investire in titoli di Stato.

Un esercito di disoccupati e inattivi

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Fonte: Eurostat – I dati si riferiscono al secondo trimestre 2013

Il Punto

“La legge elettorale andrà approvata a ottobre”, parola di Enrico Letta al Meeting di Rimini di fine agosto. Ma ottobre finisce tra meno di una settimana. Il rischio di elezioni aumenta. E gli italiani aspettano le regole che sostituiscano il “Porcellum”.
Prima l’Ici, poi l’Imu e la Tarsu, e ancora la Tares, anzi no: la Tari e la Tasi. Il groviglio surreale delle tasse sugli immobili non è solo nelle sigle ma -ancor più- sui criteri di imposizione. Cerchiamo di vederci chiaro e – conti alla mano – di capire chi guadagna e chi perde con le ultime contorsioni tributarie introdotte dalla Legge di stabilità. Purtroppo a rimetterci sono soprattutto i cittadini con i redditi più bassi.
Una lettura consigliata mentre la Banca centrale europea ci informa su quale tipo di vigilanza eserciterà su 130 grandi banche entro un anno. Cosa sono risk assessment, asset quality review e stress test? Fondamentale sfruttare il tempo che ci separa dall’inizio della vigilanza della Bce per rimettere ordine nella governance delle nostre banche, popolari in testa. Dall’inizio di questa grande depressione 1.500 sportelli bancari chiusi e meno dipendenti per filiale: così gli istituti di credito italiani reagiscono alla crisi. E ne fanno le spese soprattutto le piccole e medie imprese.
In arrivo la riforma dei servizi pubblici per l’impiego. Vediamo cosa prevede e se funzionerà. Molti i dubbi: troppe istituzioni coinvolte, rapporto con i privati ancora nella nebbia, appesantimento burocratico, assenza di servizi per le imprese.

Prove di vigilanza della Bce: cosa rischiano le nostre banche

La Bce ha presentato la cosiddetta “valutazione approfondita”, un insieme di esercizi di vigilanza rivolti a centotrenta grandi banche europee, destinati a concludersi entro un anno. Quali sono le ambizioni e i timori che li accompagnano? E le banche italiane hanno più da perdere o da guadagnare?

Legge di stabilità: il conto delle imposte sugli immobili

Non è semplice orientarsi nel settore senza pace delle imposte sulla casa. Anche il disegno di Legge di stabilità contiene novità importanti sul tema, sia per le tasche dei contribuenti sia per i bilanci dei comuni. Ecco chi ci guadagna e chi ci perde tra famiglie, imprese, prime e seconde case.

Un problema di governance

La Banca centrale europea ha fatto capire in questi giorni che Unione bancaria europea non vuol dire bail-in e men che meno bail-out europeo. Alcune banche sono destinate a fallire e saranno i governi nazionali a doversi far carico di eventuali salvataggi. La Bce non avrà riguardo verso nessuno (banca o paese) quando dovrà esaminare i bilanci delle principali 130 banche europee, tra cui il Monte dei Paschi, Banca Carige e il Credito Valtellinese.

Gli effetti sul credito delle ristrutturazioni bancarie

Dal 2008 al 2012 in Italia sono state chiuse oltre 1.500 filiali bancarie. Per le grandi banche la stretta è stata soprattutto sulla rete degli sportelli nel Mezzogiorno, dove invece sono cresciute i piccoli istituti. La relazione tra numero di dipendenti per sportello e finanziamento alle Pmi.

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