GIOVEDì 21 MAGGIO 2026

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Quanto vale la Banca d’Italia *

Il tema delle riserve della Banca d’Italia è complesso e rilevante sul piano finanziario. Ma non può essere di competenza di soggetti privati. Solo lo Stato può decidere sulla destinazione di risorse prodotte con beni pubblici. E per questo deve essere il solo azionista della Banca d’Italia.

Il calcio italiano ai tempi di Thohir

L’ingresso del magnate indonesiano rappresenta un punto di svolta per il nostro campionato ancora legato a vecchie logiche di proprietà. Perché, come nell’ economia, non è semplice coniugare competitività e contenimento dei costi. L’esempio inglese è di aiuto, ma non è semplice da seguire.

Spendere meno, si può

Tutti vogliono ridurre le tasse. Ma non si può farlo se non si riduce la spesa. Per poter chiedere sacrifici, bisogna tagliare i costi della politica. Per farlo, è necessario avere un’idea chiara di numeri e sprechi. Vediamo quali. 

La spesa della Camera continua ad aumentare

Abbiamo visto che la Camera dei Deputati costa più del doppio della House of Commons  britannica, nonostante quest’ ultima abbia un numero di deputati addirittura superiore.

La Camera costa due volte e mezzo i Comuni britannici

Questo primo articolo prende in considerazione  la Camera dei Deputati. La Tabella 1  mostra la spesa (media dell 2011 e 2012) della Camera dei Deputati e della House of Commons britannica.

Le sofferenze bancarie? Da gestire in società

Una montagna di crediti deteriorati pesa sui bilanci delle banche ed è uno degli ostacoli principali alla ripresa della concessione di prestiti alle imprese. Per uscire dal circolo vizioso, i grandi istituti potrebbe costituire una società cui trasferire la gestione delle posizioni in sofferenza.

Il Punto

Torna a diminuire la fiducia di famiglie e imprese. Il rischio è che i germogli di ripresa appassiscano. Non aiuta la continua instabilità politica. Ancora meno la paralisi decisionale impersonificata dalla Legge di stabilità. Una tabella per illustrare anche quanto rinvia al futuro con il meccanismo delle clausole di salvaguardia.
Sono rimaste parole al vento gli impegni di Letta e dei politici di ogni parte di metter mano alla riforma della legge elettorale entro ottobre. Rischiamo perciò di andare alle urne ancora con le pessime regole del “Porcellum”. Vediamo quali opportunità di riforma ci sono e qual è la più desiderabile per gli italiani.
Il disastro del mercato del lavoro in Italia non è rappresentato solo dal 12,1 per cento di disoccupati ma anche dal dato degli inattivi: 36,6 per cento (media europea 26,4) che non lavorano e non cercano lavoro.
Il vertice europeo ha solo rinviato decisioni sui problemi di immigrazione e asilo. Ecco come si potrebbe affrontarli.
Tre banche su quattro commissariate da Banca d’Italia sono gestite da fondazioni. Bisogna salvare le banche dalle fondazioni, ma anche salvare le fondazioni da certe banche.
Il rubinetto dei finanziamenti alle imprese è sempre più stretto anche perché le banche dell’Eurozona sono incentivate a regolare la liquidità attraverso operazioni creditizie con istituzioni finanziarie anziché utilizzando operazioni di mercato aperto che facilitano il flusso di prestiti alla clientela.

La Legge di stabilità voce per voce

Analizzando i  numeri della Legge di stabilità possiamo fare tre considerazioni, nessuna delle quali è particolarmente incoraggiante.
La manovra netta è molto piccola: il disavanzo peggiora di 2,7 miliardi nel 2014 e migliora di 3,5 e 7,3 miliardi nel 2015 e 2016 (terza riga della prima tabella).

Numeri e fatti della Legge di stabilità

Al centro dell’analisi delle misure che la Legge di stabilità intende introdurre, la riduzione (modesta) del cuneo fiscale. E poi provvedimenti che riguardano banche, immobili, patrimonio demaniale, pubblico impiego. Chi guadagna e chi perde?

Senza fiducia niente ripresa

Dopo una serie di aumenti iniziata in primavera, la fiducia delle famiglie e delle imprese italiane è di nuovo in calo. È un campanello d’allarme da considerare con attenzione perché potrebbe minare una ripresa ancora fragile. Fibrillazioni politiche e la necessità di un Governo in grado di agire.

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