GIOVEDì 21 MAGGIO 2026

Lavoce.info

I pericoli inediti della deflazione prossima ventura

Il rischio deflazione incombe sul mondo, in particolare su Europa e Italia. Non è la grande depressione degli anni Trenta, anche per la presenza di valvole di sicurezza sociale. Ma il margine sostenibile di intervento dei governi è molto più risicato, per l’elevato peso della spesa pubblica.

Imu e non più Imu: il valzer di un’imposta impazzita

È surreale la scelta dei nomi per la nuova tassa sugli immobili. Il guaio è che dietro ad ogni nuova sigla c’è un diverso modo di calcolare l’imposta. Che quasi nessuno vorrebbe ma è vitale per il finanziamento dei comuni. Cerchiamo di ricostruirne la tormentata storia.

Lo squilibrio nelle pensioni di anzianità

L’iniquità del sistema pensionistico italiano ha le sue radici nei privilegi di alcuni settori, nelle pensioni (di anzianità) più alte, nel loro numero e nel sistema di calcolo retributivo. Abbiamo calcolato lo sbilanciamento tra prestazioni contributive e retributive dal 2008 al 2012.

Donne nell’economia: perché la crescita sia inarrestabile *

Assicurare maggiore parità di genere produce non solo società più eque, ma anche più benessere economico. Anche in Italia la situazione sembra migliorata, almeno in alcuni campi. Ma vanno rimosse le radici profonde dei divari. Altrimenti, il processo sarà molto lungo e con possibili distorsioni.

Finanziamento all’impresa: cosa propone il Governo*

La ripresa del finanziamento alle aziende è fondamentale per la ripresa del paese. Non solo attraverso le banche. Destinazione Italia propone alcune misure per indirizzare verso l’impiego produttivo parte del risparmio nazionale e per catturare l’interesse di investitori qualificati internazionali.

La continua crescita della disoccupazione giovanile

giubiFonte: Istat

I costi della politica

Il costo della politica in senso stretto, cioè degli organi legislativi ed elettivi, è di 2,5 miliardi di euro. Un risparmio totale di 1 miliardo è però possibile. Con 10 semplici proposte

Il Punto

Nel maxi-emendamento alla Legge di stabilità cambiano le detrazioni per lavoro dipendente proposte nella prima formulazione dal Governo. Conti alla mano, vediamo per chi sono vantaggi e svantaggi. C’è un po’ più la logica distributiva. Ma troppo timida e ancora insufficiente. E non tocca i contribuenti incapienti.
Sugli assetti proprietari della Banca d’Italia il ministero dell’Economia procede a una privatizzazione per decreto per finanziare la cancellazione della seconda rata dell’Imu. Facendo un regalo alle banche ai danni del contribuente che dovrà pagare d’ora in poi dividendi fino a dieci volte più alti ai dententori delle quote di via Nazionale. Un Dossier con gli articoli sul tema pubblicati da lavoce.info. Rimangono sulla carta, invece, le privatizzazioni di imprese controllate dallo stato che servono a ridurre il debito pubblico. Ma anche a innescare dinamiche competitive in mercati ingessati, come quello energetico. Continua il confronto.
Il decreto “Fare 2” dovrebbe ridurre il costo salato per gli incentivi alle fonti rinnovabili che viene caricato nella bolletta elettrica. Ma la gran maggioranza degli utenti, rivela una ricerca, non è consapevole del prezzo che paga. Soprattutto i giovani.
Il commissario straordinario per la revisione della spesa Cottarelli interviene per spiegare come intende superare i possibili conflitti d’interesse dei funzionari della pubblica amministrazione che fanno parte del suo gruppo di lavoro. Una replica dell’autore de “L’anello debole della nuova revisione della spesa”.

Una replica al commissario Cottarelli

Cottarelli sostiene che l’aspetto innovativo della nuova revisione della spesa rispetto al recente passato consiste nel fatto che essa sarà attuata dalle stesse pubbliche amministrazioni. In linea di principio, concordo sul fatto che nell’ottica di una attività continuativa e istituzionalizzata – anche in relazione ad esperienze di altri paesi – questa sarebbe la scelta preferibile (per i due motivi citati da Cottarelli).

Chi è il padrone di Banca d’Italia?

La Banca d’Italia diventerà una public company con un semplice decreto del Governo. Sono sicuri, Letta e Saccomanni, di fare questa discutibile riforma storica nell’interesse degli italiani?

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