Poche settimane fa, quando Alessandro Profumo ebbe a dire che l’opposizione della fondazione capeggiata dalla Mansi all’aumento immediato di capitale del Monte dei Paschi di Siena poteva avere conseguenze sulla stabilità di Mps e di riflesso su quella del sistema bancario italiano, andò incontro alla censura di Giuseppe Guzzetti, presidente del cartello delle fondazioni italiane. Definì l’affermazione di Profumo “avventata e destituita di ogni fondamento” .
Nel discorso sullo stato dell’Unione, Obama ha fatto importanti proposte di politica sociale. Che però avranno un’efficacia limitata. Nessun accenno al livello di diseguaglianza che è in continua crescita. Il rischio è che si traduca in minori opportunità per le future generazioni.
Se la Bce dichiarasse di acquistare azioni europee, si avrebbe una riduzione immediata del costo del capitale e all’economia reale arriverebbe la liquidità necessaria per una crescita più forte. Benefici per le banche e condizioni più vantaggiose per l’avvio di piani di privatizzazione.
Gli ambasciatori italiani guadagnano, al netto di tasse, quasi due volte e mezzo i loro colleghi tedeschi. Ma alla Farnesina nessuno sembra preoccuparsi di questa sproporzione. E la rete diplomatica italiana non è nota per la sua efficienza.
Proprio vero che ambasciator non porta pena! Mediamente le remunerazioni nette degli ambasciatori italiani sono due volte e mezzo quelle dei loro colleghi tedeschi. Nelle sedi europee e in Nord-America quasi tre volte. Dunque, “Spendere meno si può”, una nuova puntata dell’inchiesta su privilegi e sprechi del paese.
È fasulla la cifra di 60 miliardi di giro d’affari della corruzione in Italia, rilanciata con clamore dai media. Ma la triste verità è che siamo, tra i grandi partner europei, il paese in cui circolano più tangenti e mazzette. Le cause: leggi ad personam, burocrazia pervasiva, reclutamento della classe dirigente, criminalità organizzata.
La scelta della holding Fiat-Chrysler di prendere residenza fiscale nel Regno Unito sottrarrà gettito al fisco italiano? In modo del tutto marginale perché le attività in Italia erano in perdita e sono le meno tassate.
Il Governo Letta vuole dalla Commissione europea l’autorizzazione a escludere una quota d’investimenti pubblici dal calcolo del deficit dal 2014. Per convincere Bruxelles, però, bisognerebbe mostrare che questi investimenti sono davvero utili: mettendoli al vaglio della spending review in corso.
A che punto sono i negoziati del Wto sull’agenda di Doha? Qualche passo avanti si è fatto. Sono temi molto tecnici (come dogane e controlli alle frontiere) dai quali però dipende lo sviluppo del commercio globale. Anche del nostro export. Ecco che cosa sta cambiando.
La crisi ha ridotto il livello d’integrazione finanziaria nell’area euro ancor più di quanto è avvenuto fuori dai paesi della moneta unica. Cerchiamo di capire perché e le ragioni per cui le banche dell’Eurozona si espongono sempre meno al rischio, adagiandosi sugli aiuti di stato dati loro in molti paesi.
Sostieni lavoce.info
È ormai il settimo anno di una crisi interminabile, ma lavoce.info vive ed è indipendente grazie al sostegno delle migliaia di suoi lettori. Vi chiediamo un piccolo-grande sforzo con un contributo finanziario secondo le vostre possibilità. Agli amici che ci manderanno almeno 100 euro offriremo nel 2014 la partecipazione al nostro convegno annuale a porte chiuse.
Leggi ad personam, burocrazia, meccanismi di reclutamento della classe dirigente e l’enorme peso della criminalità organizzata hanno reso il nostro paese la patria della tangente e della corruzione. Ma il fenomeno è difficile da quantificare.
La scelta di fissare la residenza fiscale di Fiat-Chrysler nel Regno Unito deriva da una pianificazione del gruppo a livello mondiale. L’obiettivo principale non è probabilmente quello di ridurre Ires e Irap pagate in Italia. Si sposta il baricentro economico.
Il Governo vuole ottenere dall’Europa la clausola di flessibilità sugli investimenti pubblici, indipendentemente dalla qualità dei progetti e dei loro effetti per il paese. È un errore, tanto più in tempi di spending review. Le norme mai applicate sulla valutazione economica degli interventi.
Dopo anni di scarsi risultati, la sessione di negoziati per l’attuazione della Doha Development Agenda si è chiusa a Bali con il primo accordo multilaterale. E’ un passo interlocutorio verso gli obiettivi ambiziosi stabiliti dal Wto, sostanzialmente mai raggiunti.
L’integrazione finanziaria nell’area euro diminuisce. E i Governi continuano a fornire aiuti di Stato al sistema bancario nazionale, per evitare che i problemi delle banche si riflettano sul costo del debito pubblico. Le conseguenze sulla crescita.