Siamo ancora alla fase dei titoli. Il Governo ha adesso meno di un mese di tempo per passare dalle presentazioni in powerpoint agli atti, rendendo possibile il taglio delle tasse. Su questo sito molte proposte su come tagliare la spesa pubblica.
Possibilità di infinite proroghe per tre anni al contratto di lavoro a tempo determinato. Anche una alla settimana o al mese. Con gravi rischi. È quanto previsto dal decreto legge uscito dal Consiglio dei ministri. Da cambiare al più presto!
I numeri smentiscono la diffusa convinzione che famiglie e aziende italiane siano oppresse dal caro-energia. Soltanto per il 3,8 per cento delle imprese il costo dell’energia elettrica supera il 3 per cento del fatturato. E il sostegno alle rinnovabili è uno dei pochi investimenti per il futuro.
La riforma del Titolo V per definire le competenze di Stato e Regioni è opportuna. Ma non basta. Bisogna porre un freno anche all’inflazione di leggi regionali, spesso inutili, mal coordinate fra loro e mai sottoposte a valutazione. Il buon esempio dell’Emilia Romagna.
La revisione del catasto, contenuta nella delega fiscale, propone nuovi criteri per la definizione della rendita catastale. Le modifiche prospettate hanno importanti implicazioni sulla tassazione degli immobili, rendendo meno iniquo il sistema. Ecco come saranno rivalutate le rendite.
Il regime fiscale di favore concesso alle rendite finanziarie non fa che accentuare la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi: è giunto il momento che la politica spezzi questo tabù. Un dossier con i nostri contributi sull’argomento
Riducendo l’Irap si abbatterebbe il costo del lavoro senza incidere sui salari, intervenendo sull’Irpef si otterrebbe l’esito opposto. Una proposta alternativa per ridurre veramente il cuneo fiscale, a partire dai redditi più bassi. E incentivare l’emersione del lavoro nero.
Né Irap, né Irpef. Bene concentrare tutte le risorse disponibili nel tagliare i contributi sociali, il modo più diretto di tagliare il cuneo fiscale. Ecco come.
Dalle elezioni per il Parlamento europeo del prossimo maggio usciranno rafforzate le formazioni politiche euroscettiche e anti-europee. Un esito annunciato, data la latitanza delle istituzioni sovranazionali europee. A cosa serve l’Europa?
Come si comporterà il governo Renzi, sostenuto da un’eterogenea maggioranza, in tema di liberalizzazioni e privatizzazioni? Se guardiamo come hanno agito i governi dei paesi Ocse, scopriamo che quelli di destra hanno prevalentemente privatizzato, mentre quelli di sinistra hanno spinto di più le liberalizzazioni.
Una prima analisi dei risultati dei concorsi per l’abilitazione all’insegnamento universitario. Vediamo quanto hanno influito sui risultati la produzione scientifica dei candidati e le citazioni, il genere, le caratteristiche della commissioni e le eventuali relazioni tra esaminandi e commissari.
Il 97 per cento degli italiani considera la corruzione un problema nazionale ma solo il 2 per cento ammette di aver ricevuto richieste di tangenti. C’è contraddizione, forse anche omertà. E nel giudizio etico sulle bustarelle siamo più virtuosi della media europea. Come dire: le tangenti non mi riguardano, roba degli altri.
La sentenza dell’Antitrust che sanziona con 182 milioni Roche e Novartis riguarda il caso denunciato su lavoce.info nel luglio 2012 nell’articolo “Come risparmiare 200 milioni con un solo farmaco” di Nerina Dirindin e Nicola Magrini. Tanto che il provvedimento lo cita espressamente a pagina 55 dicendo che aveva “creato agitazione” e che i legali di Roche avevano commentato: “Urgente una iniziativa di Farmindustria”.
La fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee continua a scendere. Ma l’Europa non può fare a meno di un ampio consenso dell’opinione pubblica. Indispensabile quindi una svolta, per rendere più democratiche le istituzioni europee.