MERCOLEDì 8 LUGLIO 2026

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Tfr in busta paga: un siluro alla previdenza integrativa*

A mo’ di replica all’intervento di Stefano Patriarca e di tutti quelli che plaudono all’idea di mettere il Tfr in busta paga rispondo a due domande, accenno ad un progetto e faccio una controproposta. Senza alcuna pretesa di essere esaustivo.

Il Punto

Si chiamano cicli e ricicli. L’idea di mettere il Tfr in busta paga continua a riaffiorare nella politica italiana. Recuperiamo un pezzo d’archivio che discuteva questa proposta tre anni fa. E prima di allora Tremonti e Damiano ne avevano trattato. È una misura sicuramente popolare ma che apre voragini sul futuro pensionistico di molti e ben difficilmente potrà rilanciare i consumi. Se è questo l’obiettivo, il Governo dovrebbe anzitutto dimostrare di saper coprire il bonus di 80 euro e altri tagli alle tasse. Ma della spending review nella manovrina si è persa ogni traccia.
Riuscirà la legge di stabilità che il Governo sta preparando a non venire rimandata al mittente da  Bruxelles? Bene riguardare i vincoli europei raccolti in un nostro Dossier che riproponiamo.
Con la riforma della pubblica amministrazione la politica dovrebbe rimanere fuori dalla porta. Peccato che sia prevista la possibilità per gli enti locali di assumere dirigenti a tempo determinato. Un modo per cooptare esponenti di partito nelle amministrazioni.
Altro che olio per gli ingranaggi! La corruzione fa crescere la spesa pubblica per il maggior costo dei servizi e dei beni e allo stesso tempo diminuisce il tasso di crescita del Pil e perciò riduce il gettito fiscale. Eppure né da questo Governo né dai precedenti sono arrivate misure efficaci per arginarla.

Michele Tronconi, presidente di Assofondipensione, commenta l’intervento di Stefano Patriarca “Tfr in busta paga?

Se i fedelissimi di partito diventano dirigenti di enti locali

La riforma della pubblica amministrazione prevede la possibilità per gli enti locali di assumere dirigenti a tempo determinato. Non è spoils system all’italiana, ma la possibilità di cooptare nelle amministrazioni esponenti di partito. Aggirando i tentativi di diminuire le cariche politiche. 

Non aspettiamoci miracoli dal Tfr in busta paga

Al di là di obiezioni più o meno fondate, la vera questione è se il Tfr in busta paga servirà a rilanciare l’economia italiana. La crisi ha cambiato in peggio le aspettative delle famiglie italiane sul futuro e non sarà facile riportare l’ottimismo.

Quanto pesa la corruzione sul debito pubblico

L’elevato livello di corruzione del nostro paese ha influito sulla crescita del Pil e di conseguenza ha peggiorato la situazione della nostra finanza pubblica. Necessari provvedimenti coerenti che aumentino la probabilità di condanna e riducano nettamente i benefici per corrotti e corruttori.

Europa intrappolata nel labirinto delle regole*

Le regole europee sono più complesse e articolate del semplice rispetto di un tetto del 3 per cento di rapporto deficit/Pil.  Esistono anche regole sul saldo strutturale, la spesa e il debito. Raccolti in un nuovo dossier gli interventi sul tema.

Il Punto

Dopo la Francia, l’Italia abbandona unilateralmente gli obiettivi di saldo strutturale e di rientro del debito imposti dall’Europa. Per il 2015 la legge di stabilità conterrà tagli di spesa per soli 5 miliardi (rispetto ai 20 miliardi annunciati) e più poco più di 1 miliardo di inasprimento delle tasse. Si punta tutto sui risparmi legati alla riduzione degli interessi sui titoli di stato, che andrebbero invece utilizzati per ridurre il debito. È una manovra molto rischiosa. Come reagirà Bruxelles all’abbattimento dei suoi paletti? E, quel che più conta, come reagiranno i mercati?
È un ammasso di frammenti spesso incoerenti il nostro sistema di welfare. Sostegno ai più poveri, al costo dei figli, conciliazione lavoro-famiglia: salvo che per la sanità, pressoché tutte le politiche sociali sono per chi ha un lavoro e appartiene a una categoria, anziché essere dirette ai cittadini in quanto tali. Bene dunque che Renzi abbia annunciato una riforma complessiva del welfare. Meglio ancora se la farà al più presto.
Sulla qualità della vita degli italiani ha un ruolo importante la (scarsa) efficienza dei trasporti pubblici locali. Generalmente scadenti e fortemente dipendenti dai contributi pubblici. Manca lo stimolo della concorrenza. Ma come incentivare gli operatori? Vediamo un esempio virtuoso: gli autobus di Londra.
Nel decreto Sblocca Italia una norma dice che gli impianti di incenerimento (localizzati per lo più al Nord) sono autorizzati a operare al limite massimo della capacità per assorbire le eccedenze di rifiuti di altre regioni (più che altro quelle del Sud). Esaminiamo vantaggi, svantaggi e possibili correttivi.

Da dove partire per la riforma del welfare

Il welfare italiano è certamente da riformare. Ma occorre farlo in modo coerente, evitando di accentuare la frammentarietà del sistema. Bene introdurre politiche universali di sostegno al costo dei figli e garantire forme di reddito a chi si trova in povertà.

Stile londinese per gli autobus italiani

Un buon servizio di trasporto locale aumenta la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Tuttavia il sistema soffre ancora di tanti problemi, in particolare della mancanza di concorrenza. Ecco cosa si può imparare da Londra.

La manovrina

Il Governo ha messo le carte in tavola sulla Legge di stabilità. I 20 miliardi di tagli alla spesa si riducono a 5 e saranno lineari. Poche le risorse per gli ambiziosi progetti annunciati. Bene rimandare gli obiettivi sul bilancio strutturale. Cosa dirà ora l’Europa? E i mercati?

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