Di nuovo al centro del confronto politico, l’articolo 18 è un tema di discussione troppo spesso viziato dall’ideologia. Per evitare sterili discussioni, bene allargare invece il ragionamento a tutto il tema dei contratti di lavoro. Una selezione di interventi de lavoce.info.
Il ministro Giannini ha ribadito che dal 2015 il test di ingresso alla facoltà di medicina sarà abolito, sostituito da una selezione alla fine del primo anno. Il progetto del Governo ha molti difetti. Meglio sarebbe affidarsi a una soluzione che parte dalla revisione dell’esame di maturità .
Il Governo starebbe studiando la possibilità di trasferire una parte del Tfr in busta paga. È una buona idea, purché si lasci al lavoratore libertà di scelta. Quanto agli oneri aggiuntivi per le imprese, il problema potrebbe essere risolto coinvolgendo nell’operazione il sistema bancario.Â
Nonostante la normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche, salire sui treni è ancora troppo spesso complicato per le persone con ridotte capacità motorie. Eppure, basterebbero alcuni semplici interventi sui marciapiedi delle stazioni per risolvere molti problemi.
Bene che si discuta dell’introduzione di un salario minimo. Anche perché con la crisi è aumentato il numero di lavoratori al di sotto della soglia di povertà . Ma il testo dell’emendamento del Governo è troppo ambiguo. La misura deve essere applicata a tutti i lavoratori. Vediamo come.Â
Il Jobs act prevede l’introduzione in Italia di un salario minimo. Ma non può circoscriverne l’applicazione ai settori non coperti dalla contrattazione collettiva perché, così facendo, lo renderebbe del tutto inefficace. Bene, invece, discutere il livello a cui fissare il compenso minimo, le modalità di regolazione e aggiustamento nel tempo e, infine, la copertura e la vigilanza.
Se il governo Renzi vuole davvero combattere le lobby, dovrebbe mettere fine al sistema delle concessioni autostradali praticamente perpetue, con tariffe opache, rendite d’oro e rischio d’impresa quasi zero. Tre sono scadute e altre quattro sono vicine al termine. Invece il decreto Sblocca Italia prevede l’accorpamento di concessioni con proroga alle scadenze più lontane, oltre i 20 anni.
Sul mercato dell’energia elettrica italiano si può arrivare presto a prezzi negativi. Come già succede nei maggiori paesi europei se si verificano bassa domanda ed eccesso di offerta. Vediamo quando e a chi conviene vendere la propria produzione pagando il compratore.
Di quanto l’aumento dell’immigrazione sposta l’elettorato verso i partiti di destra? Uno studio dice che per ogni punto percentuale di crescita degli stranieri in Italia, le coalizioni favorevoli alla restrizione dei flussi guadagnano l’1,3 per cento.
Nonostante un’inflazione vicina allo zero, i pedaggi continuano ad aumentare. Il motivo sarebbe la necessità di remunerare gli investimenti. Ma spesso si tratta di investimenti utili solo alle concessionarie, che così ottengono proroghe ingiustificate.
L’Italia dovrà introdurre la possibilità di prezzi elettrici negativi. È un’opportunità . E non solo per l’integrazione del nostro mercato con quello di altri paesi europei, ma anche per valorizzare il ruolo della borsa elettrica.
I flussi di immigrazione che nel recente passato hanno caratterizzato il nostro paese hanno contribuito a modificare le preferenze dell’elettorato, a favore dei partiti che sostengono una regolamentazione più restrittiva del fenomeno. Escluse, però, le grandi città . I risultati di uno studio.
Ricetta per l’Eurozona: più Pil senza nuovo debito
Di Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Warren Mosler e Giovanni Zibordi
il 30/09/2014
in Commenti e repliche
Per uscire dalla stagnazione serve una soluzione che consenta di rilanciare la domanda nell’Eurozona, senza creare nuovo debito e senza coinvolgere la Bce. Come l’emissione di certificati di credito fiscale destinati a ridurre il cuneo fiscale. L’impegno ad accettarli per il pagamento delle tasse.
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