LUNEDì 18 MAGGIO 2026

Lavoce.info

Relazione annuale della Banca d’Italia

L’Iva dopo il no europeo al reverse charge *

La decisione della Commissione di non concedere la deroga per l’introduzione del reverse charge nelle transazioni della grande distribuzione sottolinea le difficoltà di gestione dell’Iva, che pur avendo un impatto notevole sul gettito nazionale, è giuridicamente di competenza europea.

Il Punto

Nella campagna per le elezioni regionali di domenica prossima i candidati governatori hanno taciuto sul tema più importante: cosa faranno per adeguare la spesa sanitaria – il grosso della spesa pubblica regionale – ai tagli complessivi di 2,3 miliardi previsti dalla Legge di stabilità.
Bruxelles ha vietato all’Italia l’uso del reverse charge applicato all’Iva quando l’acquirente è un’impresa della grande distribuzione. In effetti, far versare l’Iva in ognuno degli stadi di formazione del valore aggiunto di solito scoraggia l’evasione. Ecco allora un buco di 700 milioni nei conti del governo per il 2015.
E’ morto John Nash, noto come Premio Nobel 1994 per l’economia e per la sua battaglia contro la schizofrenia (raccontata in un libro e in un film, “A beautiful mind”). Ha elaborato il concetto di equilibrio ora usato come base per capire le tante situazioni di interazione strategica nelle scienze sociali.
In Gran Bretagna è già iniziata la campagna per il referendum sulla permanenza del paese nella Ue promesso da Cameron per il 2017. La Brexit (l’uscita dei britannici dall’Unione) comporterebbe un prezzo alto per l’Europa ma prima di tutto un lungo periodo d’incertezza, dannoso soprattutto per gli inglesi.
Un disegno di legge presentato in Senato scimmiotta nel nome il Freedom of information act americano. Vorrebbe aumentare la trasparenza della pubblica amministrazione. Ma in qualche caso (come il divieto di riuso dei dati acquisiti) costituisce un passo indietro. Ben poco a che fare, comunque, con la legge Usa.
Delle 97 fondazioni italiane monitorate da uno studio recente solo sette dichiarano di avere un metodo di valutazione del valore sociale delle loro iniziative. Eppure vari esempi – dagli Stati Uniti al Regno Unito – indicano che valutare il settore non profit si può. E quindi si dovrebbe.
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Cosa ci lascia la “beautiful mind” di John Nash

Conosciuto anche dal grande pubblico per il libro e il film che hanno raccontato la sua vita tormentata, Nash ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della teoria dei giochi. Il suo concetto di equilibrio ha avuto un enorme impatto nell’economia ed è oggi imprescindibile. Il premio Nobel.

Se sarà Brexit

La vittoria di Cameron alle elezioni rende più concreta l’ipotesi del referendum per l’uscita della Gran Bretagna dalla UE. Le regole sono fissate dai trattati e prevedono un negoziato con il paese che chiede il recesso. Si profila comunque un lungo periodo di incertezza, soprattutto per Londra.

Quel che manca al Freedom of information act all’italiana

Presentato in Senato un disegno di legge su diritto di accesso, libertà di informazione e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Amplia di molto l’ambito soggettivo di applicazione del diritto di accesso. Ma non si armonizza con altre norme e non risolve il problema del riuso dei dati.

Le elezioni regionali dimenticano i tagli alla sanità

Il 31 maggio vota in sette regioni. Ma poco si sa di come i candidati governatori intendano realizzare i risparmi di spesa sanitaria previsti dalla Legge di stabilità. Eppure, la sanità resta l’attività principale delle regioni. Le scelte del governo, i tagli e il poco tempo per attuarli.

Impatto sociale: per misurarlo serve l’aiuto delle fondazioni

La misurazione dell’impatto sociale è un tema sempre più attuale. Ma non è un’impresa facile, come dimostrano alcune esperienze internazionali. In Italia, a indicare un percorso di studio e condivisione potrebbero essere le fondazioni erogative, grazie alle loro particolari caratteristiche.

Vocecomics 26 maggio

Pensioni_striscia

Il Punto

Dopo sette anni di crisi e di manovre, la spesa pubblica è o non è diminuita? Bisogna vedere bene i numeri. Gli investimenti pubblici sono scesi dal 5 per cento del Pil a circa il 3. La spesa per i dipendenti pubblici e per il back office dei ministeri è poco sopra al livello del 2007. Solo la spesa sociale – per quattro quinti, pensioni – è cresciuta di quattro punti fino al 21 per cento del Pil. Poi, dopo la decisione della Consulta, il dossier pensioni torna sul tavolo del governo. Che vuole consentire di andare in pensione prima ma con meno soldi. La riforma piace a imprese e sindacati ma farebbe crescere la spesa previdenziale. Sulle spalle dei giovani.
Come mettere l’insegnante giusto al posto giusto? Non certo con l’attuale sistema basato sull’illusione che, a parità di punteggio in graduatoria, tutti siano uguali e adatti a qualsiasi posto. La #buonascuola parte dal giusto principio che qualcuno sia responsabile di selezionare. Ma dovrà essere a sua volta valutato. Dopo le polemiche sui test Invalsi, l’Anvur sperimenta sui laureandi più bravi un sistema di valutazione – il Teco – che certifica su base volontaria le capacità trasversali (lettura, problem solving), le competenze richieste dalle imprese. Tanti dettagli da mettere a punto.
Al centro dell’ennesimo scandalo del calcioscommesse, la Lega pro (l’ex Serie C). È il terreno ideale per lo sviluppo di fenomeni malavitosi perché la maggior parte delle società ha i conti disastrati. Ci vogliono una governance migliore e trasparente accanto a sanzioni sportive severissime per chi falsa le partite.
Si cerca di rilanciare il prestito vitalizio ipotecario. Permette a proprietari anziani un finanziamento garantito dalla casa. Dovrebbe contribuire a rilanciare la domanda. Ma le condizioni sono onerose, convenienti per pochi.
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