LUNEDì 18 MAGGIO 2026

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Il Punto

Code ai bancomat e fughe di capitali, crediti deteriorati per il 40 per cento del totale e casse piene di titoli pubblici spazzatura: le banche greche sono in ginocchio. Per ricapitalizzarle arriveranno tra 10 e 25 miliardi del piano di salvataggio attraverso l’Esm (European stability mechanism). Il recupero di stabilità del sistema creditizio non è un regalo alle banche ma un sostegno al ritorno del bene più prezioso per la Grecia di oggi, la fiducia. Su questi temi un nuovo intervento nel confronto che abbiamo aperto.
La relazione annuale dell’Inps contiene cinque proposte di riforma. Una riguarda il funzionamento dell’Istituto, quattro i lavoratori anziani nel mercato del lavoro. Reti di protezione per gli over 55 servono, eccome, se non si trasformano in un incentivo a espellerli dalle imprese.
È pronto il nuovo disegno dei collegi elettorali previsti dall’Italicum. Il governo può modificarlo prima dell’emanazione del decreto legislativo compiendo magari – come purtroppo succede – qualche forzatura. Speriamo di no, perché il lavoro fatto dai tecnici ubbidisce a una varietà di criteri sufficientemente neutri.
Si chiamano “margin loan” i principali responsabili della bolla del mercato azionario cinese che ha cominciato a sgonfiarsi dopo dodici mesi di Toro. Sono acquisti a leva, prendendo a prestito liquidità garantita con depositi o con azioni. Della bolla c’è però anche una possibile spiegazione politica …
Crescono criminalità informatica e hackeraggi e si affinano le misure di protezione. Riconoscimento facciale, lettura delle impronte e del tracciato cardiaco, scansione vocale, identificazione dell’occhio e persino dell’orecchio sostituiranno le password. Qui il futuro – non troppo lontano – è biometrico.

Previdenza: i costi della flessibilità

Le riforme proposte dalla relazione Inps hanno come filo conduttore la posizione dei lavoratori anziani nel mercato del lavoro. Ma sul reddito garantito agli over 55 si dovrà fare attenzione ai possibili effetti perversi. E ricordare che se la flessibilità in uscita è un bene, non è priva di costi.

Le possibili salamandre dell’Italicum

Pronto lo schema di decreto legislativo che definisce i nuovi collegi elettorali previsti dall’Italicum. Non si tratta solo di un problema tecnico perché il ridisegno dei collegi è una pratica spesso utilizzata per rafforzare o indebolire alcuni gruppi elettorali. Come insegnano gli Stati Uniti.

Rischi politici nella bolla di Shanghai

Il prevedibile scoppio della bolla cinese non avrà un effetto contagio sulle borse internazionali. Ma se dovesse contribuire all’instabilità politica ed economica del paese che più di tutti ha trainato la crescita mondiale, le conseguenze sarebbero devastanti. Diseguaglianze sempre più evidenti.

Il corpo come password. Il futuro è biometrico

Le password sembrano avere i giorni contati: il corpo è la chiave che la tecnologia usa per sostituire i codici alfanumerici. Entro il 2020 l’industria biometrica varrà 33 miliardi di dollari. Verso un metodo di autenticazione universale, sicuro e semplice da utilizzare. I problemi di privacy.

I soldi al popolo greco. E quelli alle sue banche

Il bail-out della Grecia del 2010 ha sostituito debito privato con debito pubblico. E certo parte delle risorse sono finite a banche tedesche e francesi. Ma perché gli aiuti alle banche greche non dovrebbero essere conteggiati nel totale di quanto ricevuto dal popolo greco? Due questioni separate.

Dove andrà il denaro del bailout di Atene?

Dove andranno a finire gli 82-86 miliardi previsti dal terzo programma di aiuti alla Grecia? Troika, Eurogruppo e governo greco non brillano per trasparenza, ma sembra che buona parte servirà per ripagare i debiti verso Fmi e Bce. Poi vengono le banche greche. Gli investimenti arrivano buoni ultimi.

Chiarezza sui numeri dei salvataggi greci

Dove sono finiti i soldi dei bail-out della Grecia nel 2010 e 2012? Tsipras ha in parte ragione quando sostiene che sono andati alle banche – francesi, tedesche e greche – e non al popolo. Il vero problema è che l’Europa non ha voluto accollarsi il salvataggio attraverso il bilancio “federale”.

Il Punto

Dopo la “crocifissione” di Tsipras parte il nuovo programma di aiuti alla Grecia per oltre 80 miliardi di euro. Di questi, pare di capire, 23,5 miliardi andranno in rimborsi a Fmi e Bce, 25 alla ricapitalizzazione delle banche elleniche e circa 35 all’economia reale. Intanto si continua a discutere sulla vera destinazione dei soldi nei due precedenti salvataggi. Abbiamo aperto un confronto su questo tema. Dopo un primo articolo sul tema, un calcolo più dettagliato indica che gli aiuti del passato sono andati soprattutto alle banche del cui salvataggio l’Europa avrebbe dovuto – ma non ha voluto – farsi carico.
Mentre tutti pensavamo alla Grecia, è andato in porto l’accordo stato-regioni per tagliare 2,3 miliardi di spesa sanitaria. Ai tagli però nessuno crede, tanto che già nell’accordo si prevede una spesa 2016 in salita da 110 a 113 miliardi. Un bel ripiano preventivo. Sarebbe ora di cominciare a distinguere, tra le regioni e dentro le regioni, chi ha già fatto i compiti e chi non ha nemmeno aperto i libri (contabili).
Se le banche italiane negano finanziamenti a imprese e famiglie è anche perché i loro bilanci sono zavorrati da 200 miliardi di crediti in sofferenza. Un recente decreto legge ne agevola la cessione e il trattamento fiscale. Ma per gli istituti con minori coperture la soluzione più conveniente rimane una bad bank pubblica.
Sono stati 64 mila gli stranieri che hanno chiesto asilo all’Italia nel 2014, su 626 mila dell’intera Ue. Per ognuno di essi spendiamo meno di altri paesi e offriamo un’accoglienza caratterizzata da frammentarietà delle strutture, sovraffollamento, incertezza nei tempi di permanenza e distribuzione territoriale disomogenea.
Daniele Fano commenta l’intervento di Angelo Baglioni e Andrea Boitani “Adesso rottamiamo la Troika
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Sanità, quando il ripiano è preventivo

L’accordo tra Stato e regioni sulla sanità regionale prevede un taglio da 2,3 miliardi. Raggiunto per l’assenza del Veneto, rinvia tutte le questioni più spinose. Soprattutto prevede un aumento delle risorse per il 2016. E allora chi si metterà a tagliare oggi, quando domani potrà spendere di più?

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