DOMENICA 17 MAGGIO 2026

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Il Punto

Esce finalmente la legge di stabilità, con tanti dettagli che commenteremo uno a uno nelle prossime settimane. Fuori dalla “finanziaria” rimane la Buona scuola dove si prevede un bonus per i docenti meritevoli, oggi mortificati dal non vedere riconosciuta la loro professionalità. Il criterio scelto – quello di offrire incentivi monetari individuali – è però una pezza peggiore del buco perché inevitabilmente influenzato da elementi soggettivi dei valutatori.
È arrivata in Italia Netflix, società di video on demand venduti via internet a 63 milioni di abbonati che negli Usa sta sbaragliando le pay tv tradizionali. Qui darà probabilmente una spinta allo sviluppo della banda ultra-larga. E una scossa salutare alla concorrenza. Perché il broadcasting non è più quello di una volta.
Addebitare il canone Rai insieme al costo dell’elettricità sniderà un bel po’ di evasori. Al costo di complicare ancora la lettura della bolletta, già oggi gravata da aiuti alle fonti rinnovabili e altri oneri di sistema. Un cattivo servizio alla trasparenza delle tariffe.
Ogni metodo forzoso di riduzione dell’uso del contante per combattere l’evasione fiscale prefigura uno stato “grande fratello” che invade le vite dei cittadini. Almeno lo si può disegnare come un meccanismo premiale, di detassazione. Continuiamo il confronto su un tema sensibile per la giustizia fiscale e per le libertà individuali.
Se un comune dà l’allacciamento all’acquedotto agli inquilini che occupano abusivamente una casa popolare o accetta che vi stabiliscano la loro residenza anagrafica, ne va di mezzo il sindaco che può dover rispondere di abuso d’ufficio. Forse vanno riscritte le norme del 2014 sull’emergenza abitativa.

Insegnanti meritevoli: un premio troppo soggettivo

Giusto prevedere un premio per i docenti più meritevoli. Ma valutare la qualità di un insegnante non è semplice. Il metodo scelto dalla “Buona scuola” si fonda su elementi molto soggettivi, con il rischio di ottenere risultati diversi da quelli sperati. La composizione del comitato di valutazione.

I rischi del canone Rai nascosto in bolletta

Per contenere l’evasione del canone televisivo si è pensato di ricorrere a una soluzione semplice, il pagamento tramite la bolletta elettrica. Il meccanismo però cozza con la funzionalità del mercato dell’energia, non quantifica i costi di realizzazione e non giustifica i maggiori incassi.

Arriva Netflix e cambia la tv

Finalmente arriva anche in Italia Netflix, la società che offre film e serie in streaming. Come cambierà il nostro panorama televisivo? Nei primi tempi è probabile che si affermi un modello complementare di fruizione da parte dei consumatori. Ma poi a soffrire saranno soprattutto le pay tv.

Più Iva per lo stato se la famiglia ha poco contante

Per ridurre l’evasione dell’Iva, va limitato l’uso del contante. Ma come? Si potrebbe proporre alle famiglie di ritirare solo una piccola somma ogni mese, effettuando la maggior parte dei pagamenti con strumenti tracciabili. Il premio sarebbe una detrazione del 3 per cento. I guadagni per lo Stato.

Ai sindaci la patata bollente degli inquilini abusivi

Nel 2014 il parlamento ha votato una legge contro l’occupazione abusiva delle case di proprietà pubblica. Anche sindaci e sindacati ne condivisero gli obiettivi. Ora però da più parti se ne chiede una revisione. Ma non bisogna dimenticare le ragioni di equità, oltre che di legalità, violate.

Tagli di tasse nel 2016: si scrive 23, si legge 3

Con la legge di Stabilità il governo taglia le tasse, con l’intento di dare un sostegno all’economia. E lo fa in deficit. Ma più che ridurre imposte in vigore, la manovra evita che scattino le clausole di salvaguardia previste dalle passate finanziarie. Finzioni contabili e (poca) spending review.

L’evasione paga in contanti

L’innalzamento del limite all’uso del contante a tremila euro potrà portare a un aumento dell’evasione fiscale. I dati suggeriscono infatti che il fenomeno è legato alla tipologia dei pagamenti. Soprattutto, però, sembra un segnale di scarso impegno nella lotta all’evasione e al riciclaggio.

Il Punto

A leggere le tabelle della legge di Stabilità il taglio delle tasse sembra di 22,8 miliardi. Ma a ben guardare, tolti i mancati aumenti di Iva e accise, il vero taglio è di 3 miliardi, pari a un modesto 0,2 per cento del Pil. Rinviate al 2017 le clausole di salvaguardia e più corpose riduzioni di spesa, rimangono 14,6 miliardi di maggior deficit. Per combattere la povertà questa “Finanziaria” istituisce un fondo ad hoc di 600 milioni per il 2016 (su fino a 1 miliardo dal 2017). Ci vorrebbe dieci volte tanto. È però un aiuto concreto a 200 mila famiglie. Tra le misure della legge di Stabilità, l’innalzamento del limite all’uso del contante da mille a 3 mila euro. È vero che i pagamenti con bancomat, carte di credito e debito hanno costi ancora troppo alti. Ma la tracciabilità, anche di somme modeste, rimane fondamentale per battere l’evasione fiscale.
Con l’attuazione della riforma fiscale le imprese possono finalmente sottoporre all’amministrazione tributaria i dubbi interpretativi sulle tasse che intralciano la vita delle aziende e ottenere risposte vincolanti per il fisco stesso. Entro tempi certi ma ancora molto lunghi. Un piccolo passo per migliorare la competitività del paese.
Il problema industriale del Sud è presto detto: salari simili a quelli del Nord accoppiati con una produttività del 10 per cento inferiore. Sullo sfondo i fattori che tengono bassa la qualità del lavoro nel Mezzogiorno e spiegano i divari: imprese troppo piccole e attive nel sommerso, domanda interna e credito insufficienti.
 

Nella legge di Stabilità spunta un’idea di reddito minimo

La legge di Stabilità introduce un fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, allargando a tutta Italia la sperimentazione del Sia. Pur con tutti i suoi limiti, la misura si avvicina a uno schema generale di reddito minimo. Beneficiari, esclusi e una gradualità positiva.

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