Nel suo secondo anno di vita, il governo è stato molto attivo sul fronte bancario. Sulle quattro banche salvate ha agito in condizioni difficili. La riforma delle popolari e delle Bcc ha rimediato all’immobilismo del settore. La bad bank e il pasticcio della garanzia statale senza aiuto di Stato.
La normativa sul sistema contabile degli enti locali ha introdotto l’obbligo di redigere un rendiconto semplificato per i cittadini. Aumenterà la trasparenza, soprattutto nei comuni più piccoli. Il nuovo strumento non ha i difetti che hanno portato al sostanziale abbandono del bilancio sociale.
Sulle borse che crollano incombe anche il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue (Brexit). Sul suo esito regna la nebbia più fitta. Favorevoli e contrari sono gruppi definiti ma minoritari mentre il grosso degli elettori è indifferente. Decisivi saranno gli elettori meno informati, forse influenzati da eventi marginali. E l’Europa paga pegno.
La legge sulla concorrenza in lettura (attenta, a giudicare dai tempi) al Senato consente di costituire srl semplificate con scrittura privata, risparmiando i salati costi notarili. Il tira-e-molla tra governo e notai continua. Sullo sfondo una direttiva europea che prevede la possibilità di costituire società unipersonali anche solo online.
Siamo all’ultimo posto in Europa per numero di laureati e calano drammaticamente le immatricolazioni all’università. Non è solo la demografia. Le riduzioni sono più contenute al Nord e spesso marcate al Centro-Sud. Per controbilanciare sarebbe ora di fare di più per attrarre studenti stranieri nel nostro paese.
Prorogate le detrazioni Irpef per il recupero edilizio e l’efficientamento energetico. Bene, perché hanno dato buona prova. Capita spesso, però, che la classificazione comunale degli interventi crei un accavallamento di regole tutt’altro che chiaro. Cercasi un po’ di riordino. Anche perché i bizantinismi diventano facilmente iniquità. Lo si è visto con le norme approdate in Parlamento per limitare l’uso di terreni agricoli per fini diversi dalla coltivazione. I meccanismi contorti rischiano di consolidare la mappa disegnata a livello locale, premiando i comuni che più hanno cementificato.
Il referendum per la permanenza del Regno Unito nell’UE potrebbe tenersi già in giugno. La maggioranza dei cittadini ha però scarsa consapevolezza di ciò che si decide a Bruxelles. Non seguirà le indicazioni ufficiali dei partiti e voterà sulla base di emozioni più che di convinzioni profonde.
Il disegno di legge sulla concorrenza riprova a introdurre la possibilità di costituire la srl base senza l’intervento del notaio, per favorire l’imprenditoria. Ma non è facile vincere le resistenze. Intanto l’Europa presenta una proposta per la costituzione on line delle società con un solo socio.
Le immatricolazioni negli atenei italiani sono in calo. Non è una buona notizia per un paese che ha già un basso numero di laureati. Il fenomeno ha varie cause e non è uniforme in tutte le zone del paese. Ma ha riflessi rilevanti sul bacino di domanda delle università. E sul loro finanziamento.
Da molti anni le detrazioni fiscali previste per la ristrutturazione degli edifici rappresentano un rilevante volano economico e un ottimo strumento per ridurre inquinamento e consumo di territorio. Ma per sfruttare appieno le opportunità della buona edilizia occorre rivedere la catena decisionale.
Il Parlamento si appresta a discutere un disegno di legge per limitare l’utilizzo di terreni agricoli per finalità diverse dalla coltivazione. Prevede meccanismi complessi e rischia di consolidare la mappa del consumo disegnata a livello locale. La riduzione in valore percentuale genera un paradosso.
L’Arabia Saudita è l’unico paese che oggi può orientare le politiche dell’Opec, grazie alle risorse finanziarie di cui dispone e alle caratteristiche della sua industria petrolifera. Ha utilizzato la sua influenza per non tagliare la produzione e mantenere quote di mercato. E può resistere a lungo.
Passare da un target di inflazione “vicino, ma al di sotto del 2 per cento” a uno del “2 per cento in media” sarebbe pienamente coerente con l’obiettivo di stabilità dei prezzi previsto dallo statuto della Bce. E permetterebbe di tutelarsi contro l’insorgere del limite zero sui tassi di interesse.