VENERDì 15 MAGGIO 2026

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Quell’Italicum che tutti (non) vogliono cambiare

Tra polemiche e mozioni incrociate provenienti da tutti gli schieramenti, l’Italicum è un cantiere ancora aperto e che non accenna a chiudersi. Con il rischio di trasformarsi in una legge elettorale approvata, ma mai utilizzata.

Il confine tra cyberbullismo e libertà di espressione

Giusto fermare il cyberbullismo. Ma se è mal congegnata, la tutela di un diritto rischia di danneggiarne altri. Ed è quello che si prefigura con il disegno di legge approvato alla Camera. Le sanzioni potrebbero portare a forme di censura preventiva. Compiti e risorse del Garante per la privacy.

I numeri della Nota di aggiornamento al Def

Previsioni al ribasso nella Nota di aggiornamento al Def approvata dal Consiglio dei ministri, che riporta numeri diversi rispetto alle previsioni di aprile. Un confronto con le stime degli altri enti.

Il governo verso un’inutile manovrina

Il governo arriva in difficoltà alla legge di bilancio 2017, per la scomparsa della crescita economica e le troppe promesse degli ultimi mesi. Si prefigura una manovrina che servirà davvero a poco per il rilancio del paese. Gli incentivi vanno alle imprese mentre i consumi languono.

Taglio al costo del lavoro? Difficile ma si può

Gli sgravi contributivi previsti nel 2015 hanno fatto aumentare in modo significativo le assunzioni. Ora l’incentivo è molto più ridotto, in sostanza un premio a chi assume. Meglio allora pensare a un taglio strutturale del costo del lavoro? I risultati si vedrebbero nel medio periodo, non subito.

Il Punto

Con l’economia ferma e un carico di troppe promesse, il governo fa fatica a finanziare la legge di bilancio 2017. Deve disinnescare clausole di salvaguardia da 15 miliardi per non peggiorare le cose. E ha scelto di indirizzare le poche risorse residue all’incentivo di investimenti che – in un’economia piatta – non arriveranno. Contribuisce al rallentamento il ridimensionamento dell’incentivo alle nuove assunzioni. Restano in vigore sgravi modesti, poco utilizzati dalle imprese. Si potrebbero destinare i fondi rimanenti a un taglio strutturale del costo del lavoro. In ogni caso, meglio non aspettarsi fuochi di artificio sul mercato del lavoro.
Tra poco l’Anvur pubblicherà la valutazione della ricerca universitaria. Intanto vediamo come è fatta nel Regno Unito e quanto incide sulle retribuzioni dei docenti. Il risultato è che i dipartimenti dove la qualità della ricerca è migliore sono anche quelli con stipendi più generosi e con maggiore disuguaglianza salariale tra colleghi.
Il caso Apple, a cui il fisco irlandese aveva accordato un trattamento di enorme favore, non si deve ripetere perché maschera aiuti di stato e distorce la concorrenza nella Ue. Più che puntare ad armonizzare le aliquote, meglio uniformare la determinazione della base imponibile tra gli stati membri. Il modo c’è.
Che siano gestiti da Ferrovie dello stato o da più piccoli concessionari, i nostri treni locali viaggiano nella nebbia. Dei rendiconti. A parte poche eccezioni, non si riesce a distinguere nei bilanci quanto è il ricavo dal mercato e quanto dai sussidi pubblici. Complice la politica, treni semivuoti generano grandissimi sprechi.

Quando lo stipendio del prof dipende dalla ricerca

Nel Regno Unito, la facilità di movimento da un’istituzione all’altra e il nesso diretto tra finanziamento e qualità della ricerca hanno creato un mercato del lavoro in cui le università competono per assicurarsi i docenti più produttivi. Con quali effetti sulla struttura salariale dei professori?

Come evitare un altro caso Apple

Non serve avere una aliquota per la tassazione del reddito comune a tutta la Ue. Bisogna invece arrivare a una armonizzazione della base imponibile. La commissione ci lavora da tempo. Ma i risultati peccano di astrattezza. Una soluzione immediata passa per il bilancio basato sui principi Ias.

Ferrovie: quanta opacità sui sussidi

I bilanci delle società ferroviarie, di Stato o in concessione, tendono a non distinguere tra ricavi e sussidi. E a nascondere il sottoutilizzo delle linee. Non è un esempio di trasparenza. Ma è un comportamento coerente se l’obiettivo reale è poter gestire la spesa, anche la più inefficiente.

Olimpiadi sì o no? Vediamo i conti

Tutte le candidature olimpiche sono precedute da stime ottimistiche sui risultati economici che dovrebbero produrre. Ma la realtà è spesso diversa. E i costi degli investimenti sbagliati ricadono sulla collettività, non sui promotori. Quello che manca nelle analisi costi-benefici per Roma 2024.

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