GIOVEDì 26 FEBBRAIO 2026

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Stress test 2016: foto di gruppo con sorpresa

Diffusi i risultati dello stress test sui principali gruppi bancari europei. Nel complesso, le banche italiane ne escono meglio di altre, nonostante le difficoltà del Monte dei Paschi. Meno positivo è il dato sulla redditività del capitale. Il rischio di perdite per comportamenti inappropriati.

Luci e ombre sul futuro della ricerca scientifica in Italia

Pur con le scarse risorse destinate alla ricerca, l’Italia si colloca in ottava posizione per produzione scientifica e miglioramenti significativi in diverse aree. Ma potrebbe trattarsi di un fenomeno destinato a esaurirsi. E c’è la necessità di stabilizzare i più bravi fra i giovani ricercatori.

Il Punto

La borsa non ha preso bene gli esiti degli stress test sulle banche italiane. A parte il Monte dei Paschi, i nostri maggiori istituti hanno spesso fatto anche meglio di quelli tedeschi, belgi, olandesi. Ma sulle loro capitalizzazioni pesa la scarsa redditività del capitale. E rimane – in Italia ma non solo –  il rischio delle multe per comportamenti scorretti verso i clienti.
Sorpresa: nonostante le scarse risorse destinate alla ricerca, l’Italia si piazza ottava nel mondo nella produzione di ricerca scientifica. Grazie anche al nuovo sistema di valutazione e a quello di abilitazione. E al lavoro (spesso gratuito) di tanti precari. Che, se non stabilizzati, andranno altrove a fare carriera.
Mentre il Parlamento discute la legalizzazione della cannabis, nello stato del Colorado le droghe leggere sono consentite da ormai 18 mesi. Risultati? Consumo di stupefacenti stabile, incidenti stradali attribuiti a un guidatore “fumato” diminuiti. In più, le tasse incassate dallo stato. Che in Italia potrebbero superare i 6 miliardi l’anno.
È utile a giovani e anziani, ma introdurre la flessibilità in uscita dal lavoro sembra molto difficile. Chi vuole la pensione in anticipo dovrebbe indebitarsi con banche o assicurazioni oppure ricevere prestazioni decisamente più basse. In ogni caso, il rischio che solo quattro gatti scelgano queste condizioni.
Dopo il disastro ferroviario di Bari Nord sotto accusa le politiche dei trasporti. Da un lato si spendono svariati miliardi di fondi europei per adeguare la rete. Ma poi lungaggini burocratiche e poca dedizione a servire gli utenti rimandano alle calende greche il miglioramento del servizio. Ora basta.

Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale riservato agli amici de lavoce avrà come titolo “Le riforme fatte e quelle da fare“. Si terrà la mattina di mercoledì 14 settembre all’Università Bocconi di Milano. Vi aspettiamo per incontrarvi di persona, dopo tante interazioni digitali!
La prima parte dell’incontro è riservata alla redazione de lavoce e ai nostri sostenitori più affezionati, chi ci ha finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni (chi non l’ha fatto, è ancora in tempo per compiere la donazione).

Cannabis, quanta paura di una pianta

Il dibattito sulla liberalizzazione della marijuana oggi può basarsi su dati precisi e non su stime, grazie all’esperienza del Colorado. Da quando la sostanza è legale, nello stato americano il consumo non è aumentato, mentre sono cresciute le entrate fiscali. Timori irrazionali che costano cari.

Ma chi vuole indebitarsi per anticipare la pensione?

Nella lunga recessione dell’economia italiana l’aumento dell’età media di pensionamento ha finito per spostare sui giovani buona parte dei costi. Ecco perché ora si parla di flessibilità in uscita. Difficile però attuarla perché implica pensioni più basse e debiti da ripagare per molti anni.

Trasporti finanziati dai fondi europei: imparare dagli errori

Dopo il disastro ferroviario di Bari Nord, sono finite sotto accusa tutte le politiche dei trasporti, comprese quelle finanziate con i fondi europei. Le valutazioni volute dalla Commissione europea consentono di tracciare il bilancio di quanto fatto. E soprattutto di capire dove e come migliorare.

Bail-in o bail-out? Il dilemma sul Monte dei Paschi*

Di fronte alla grave situazione del Monte dei Paschi, il governo italiano si è opposto a qualsiasi forma di coinvolgimento dei creditori subordinati nella procedura di insolvenza. Eppure, in Europa e nel mondo, in situazioni analoghe, ciò è avvenuto. Rimane la necessità di salvaguardare i truffati.

Mps: perché un solo Atlante non basta

I soldi rimasti ad Atlante 1 non bastano per risolvere i problemi di Monte dei Paschi. Dunque serve un Atlante 2. Se l’operazione riesce con le sole forze di mercato, gli obbligazionisti subordinati sono salvi. Difficile la deroga per aiuti di stato. (Primo di due articoli, il secondo a seguire).

Il Punto

Sugli esiti degli stress test sulle banche europee – in via di pubblicazione – sono uscite anticipazioni che indicano il Monte dei Paschi di Siena come la più fragile banca italiana. In caso di sua liquidazione la questione è se, come imporrebbe il bail-in, farne pagare il prezzo a tutti o solo a una parte dei detentori di obbligazioni. Il governo – per motivi politici – spinge per una soluzione che salvi gli obbligazionisti per un altro giro con il concorso di soldi pubblici, cioè del solito Pantalone. Ma si può arrivare a un compromesso. Certo il Fondo Atlante non basterà – con gli 1,2 miliardi che gli rimangono – a sanare una situazione da 47 miliardi di sofferenze. Servirà un Atlante 2 per un’operazione di ingegneria finanziaria il cui costo potrebbe ricadere in parte su tutti gli italiani. Tra i crediti deteriorati delle banche italiane, 25,5 miliardi sono quelli delle famiglie che non ce la fanno a pagare il mutuo. Un caso in cui a fianco delle garanzie reali (le case) c’è anche un problema sociale. Affrontabile con l’istituzione di un fondo ad hoc (un Atlante 3?) che utilizzi il leasing abitativo invece del pignoramento degli immobili.
Le compagnie di assicurazione hanno un grande massa di dati personali sui loro assicurati. Che utilizzeranno sempre più nell’offerta dei loro prodotti mirati a target specifici. È ora di regolamentare l’uso di questi “big data” sia per difendere la privacy delle persone sia per non distorcere la libera concorrenza.
Con una crescita ancora decimale e da sostenere, la politica di bilancio 2015-16 ha goduto di spazi di manovra più ampi rispetto al passato. La maggior parte delle misure punta alla riduzione del cuneo fiscale. Rimane da vedere se abbiamo colto in pieno le opportunità offerte dalla flessibilità parziale.

Un commento di Marco Bianchi a “Ma l’università non deve insegnare un lavoro” di Francesco Ferrante.

Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale riservato agli amici de lavoce avrà come titolo “Le riforme fatte e quelle da fare“. Si terrà la mattina di mercoledì 14 settembre all’Università Bocconi di Milano. Vi aspettiamo per incontrarvi di persona, dopo tante interazioni digitali!
La prima parte dell’incontro è riservata alla redazione de lavoce e ai nostri sostenitori più affezionati, chi ci ha finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni (chi non l’ha fatto, è ancora in tempo per compiere la donazione).

L’insostenibile leggerezza dell’università

Il ruolo dell’università

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