MARTEDì 12 MAGGIO 2026

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Lavorare meno non fa lavorare tutti

Ridurre l’orario di lavoro per permettere a un più ampio numero di persone di trovare un’occupazione sembra un meccanismo immediato e semplice, da utilizzare oggi per combattere l’alta disoccupazione. Ma non è così. E i rischi possono superare i vantaggi.

Giovani e giovanissimi disoccupati: la sterile “guerra” delle età

Metodo Padoan tra riequilibrio dei conti e rosee previsioni

Il metodo Padoan nella ricerca di un riequilibrio dei conti pubblici a partire da una situazione difficile ha avuto un certo successo. Ma le previsioni di crescita della Nota di aggiornamento al Def si basano su ipotesi ottimistiche difficili da giustificare.

Germania, i giorni dell’incertezza

I risultati delle elezioni in Germania, con l’arretramento dei due principali partiti, rendono complessa la formazione di una maggioranza. L’unica certezza è che Merkel sarà di nuovo cancelliera. Ma i nodi da sciogliere sono molti e le sorprese possibili.

Il Punto

Fresca di stampa, la Nota di aggiornamento al Def è un altro esempio del metodo Padoan. Dal 2014 all’Economia, il ministro vanta una graduale discesa del deficit e lo stop alla crescita del rapporto debito-Pil, con piccole riduzioni di imposte e spesa pubblica. Sempre con il consenso recalcitrante della Ue che chiede di consolidare i progressi.
L’unico dato certo delle elezioni tedesche è l’inquietante ritorno di un partito razzista (l’Afd) nel Bundestag. Su tutto il resto non si sa, tranne che Angela Merkel sarà ancora cancelliera. Ma con quali partiti? E con quale programma? Quale ruolo ha giocato il sistema elettorale? Sul fronte britannico Theresa May non finisce di stupire. Finora Brexit significava Brexit, la rottura con l’Europa. Ora non più. Il nuovo mantra è: via dalla Ue ma con calma – in quattro o cinque anni – e tenendo in piedi il grosso degli accordi economici.
Il governo ha ventilato l’idea di un bel concorsone per 500 mila posti nella Pa, in sostituzione dei pensionati dei prossimi anni. Potrebbe andare se si riuscissero a definire con precisione i fabbisogni delle diverse amministrazioni. “Vaste programme” avrebbe detto De Gaulle. Soprattutto alla luce dei sempre nuovi adempimenti e strumenti richiesti alle amministrazioni. Esempio: il Foia, Freedom of information act all’italiana. Dovrebbe migliorare la trasparenza negli atti pubblici, istituendo maggiori forme di controllo da parte dei cittadini.
L’elevata disoccupazione giovanile è un tema da convegno che poi fatica a trovare spazio nell’agenda politica. Ma è anche un problema di indicatori. C’è chi ritiene più corretto concentrarsi sulla fascia d’età 25-34 anni anziché guardare agli under 25. La sostanza del problema non cambia granché.

Se 500 mila nuovi statali vi sembran pochi

Assumere 500 mila nuovi dipendenti pubblici in quattro anni, per compensare i pensionamenti, rischia di essere poco produttivo. Prima occorrerebbe avere la cognizione precisa di quali siano i fabbisogni, anche alla luce della rivoluzione digitale.

Pubblica amministrazione: la partecipazione è solo a parole*

Il decreto legislativo sulla trasparenza della pubblica amministrazione parla anche di “partecipazione”. E ciò porta a pensare che i cittadini riescano finalmente a “prendere parte” ai processi decisionali, mentre hanno solo un ruolo di controllo.

Ma la disoccupazione giovanile non è un inganno

Chi contesta il tasso di disoccupazione giovanile conclude anche che il problema vero è la fascia 25-34 anni. Su cui dovrebbero concentrarsi le politiche pubbliche. La questione però non è anagrafica, riguarda invece alcuni passaggi cruciali.

Che fare se l’automazione porta alla scomparsa il lavoro

La quarta rivoluzione industriale rischia di creare una netta divisione nel mercato del lavoro: i privilegiati e i precari. Fioccano perciò le proposte per attenuarne gli effetti. Ma conviene concentrarsi su misure attive di prevenzione o compensazione.

Così la ricerca economica aiuta a scegliere la legge elettorale

Si torna a parlare di riforma della legge elettorale. Meglio un sistema maggioritario o uno proporzionale? Per decidere non dobbiamo pensare solo alle conseguenze politiche, ma anche a quelle sull’economia, dalla spesa pubblica alla corruzione.

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