I ministri dell’Interno dell’UE hanno respinto il compromesso della presidenza bulgara sulla riforma del trattato di Dublino. Il Consiglio europeo di fine mese potrebbe perciò decidere di mantenere le norme attuali. Per l’Italia non sarebbe una vittoria.
Il nuovo governo deve affrontare alcune questioni spinose in tema ambientale, soprattutto quando si tratta di infrastrutture di comunicazione o industriali. Per trovare soluzioni adeguate a problemi complessi meglio sarebbe evitare proclami e dogmatismi.
Il reddito di cittadinanza è una misura simbolo della proposta politica del Movimento 5 stelle. Per questo è stato inserito nel contratto di governo con la Lega. La sorpresa è che ora è riservato solo ai cittadini italiani. E anche i costi cambiano.
Qual è il profilo dei parlamentari della XVIII legislatura? Al Senato le donne sono il 34 per cento e l’età media è di 52 anni. Gli eletti alla Camera sono più giovani rispetto al passato, ma anche meno istruiti. Le deputate restano sotto il 40 per cento.
Il piano per preparare una possibile uscita dall’euro può aumentare la forza di contrattazione rispetto ai partner europei, ma anche indurre una fuga di capitali. Non proprio la condizione ideale per sedersi al tavolo negoziale.
Nel nuovo Parlamento che comincia a lavorare, sale la quota di donne elette (specie nel M5s) e di giovani. Scende però la proporzione di laureati rispetto alla scorsa legislatura. Tra i parlamentari della Lega molti quelli con esperienza di politica locale. Gli eletti Pd sono spesso giornalisti e insegnanti.
Il piano del ministro Paolo Savona per uscire dall’euro è un’arma a doppio taglio. La minaccia serve ad accrescere il nostro potere negoziale in Europa, ma al costo di massicce fuoruscite di capitali. È questo che succede quando, come diceva Keynes, arrivano “Pazzi al potere” (“Madmen in Authority”). Sempre la storia – degli ultimi tre o quattro secoli – insegna che, per abbattere il debito pubblico italiano, non basta cancellarlo con un tratto di penna dal bilancio della Bce. Durante la crisi delle ultime settimane, è tornato lo spread, il differenziale di rendimento tra titoli decennali tedeschi e italiani. Che sale o scende seguendo avvenimenti politici, annunci, aspettative dei mercati, non gli acquisti settimanali della Bce.
Cosa aspettarci dal governo Lega-M5s sull’istruzione? Di sicuro andrà in soffitta la Buona scuola, con la sua solo parziale eliminazione del precariato. Niente più chiamata diretta degli insegnanti, più legame con il territorio, attenzione all’edilizia scolastica e rivisitazione dell’alternanza scuola-lavoro. Ma senza un disegno.
I paesi con una classe dirigente capace di uno sguardo lungo stanno investendo sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. In Italia lo si fa poco. Di questi temi si è discusso nei giorni scorsi al Festival dell’Economia di Trento, dove lavoce.info ha partecipato con vari suoi redattori e organizzando alcuni confronti. Riproponiamo i video di questi eventi e il materiale illustrativo.
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Il passato offre suggestioni utili a comprendere il presente. La storia del fiorino di banco permette di capire che alcune tesi care ai sovranisti sul bilancio delle banche centrali sono false, mentre altre comportano comunque conseguenze significative.
Lo spread non è nato con l’euro. Esiste da quando esiste un mercato per il denaro che gli stati prendono a prestito per finanziare il loro fabbisogno. Senza moneta unica, il prezzo sui titoli italiani rifletterebbe il rischio di default e quello di cambio.
Il contratto di governo tra Lega e M5s prevede il superamento della Buona scuola. Ma è probabile che continui la politica delle assunzioni. Mentre forse sarà abolita l’alternanza scuola-lavoro. C’è però un grande assente: il rinnovamento della didattica.
Gli effetti del progresso tecnologico sul mercato del lavoro e sull’economia di un paese dipendono anche dalla capacità di reazione delle istituzioni. E in Italia c’è molto da cambiare per favorire una più ampia diffusione dell’intelligenza artificiale.