Il contratto di governo Lega-M5s promette il rimpatrio di 500 mila migranti irregolari. Un obiettivo difficile da raggiungere senza la cooperazione con i paesi di origine e di transito e la condivisione delle responsabilità con gli altri stati europei.
L’analisi testuale del contratto di governo tra M5s e Lega suggerisce che il futuro esecutivo punterà a intercettare la crescente domanda di assistenzialismo. Il Movimento 5 stelle sembra così essere riuscito a imprimere la direzione principale al testo.
Ai primi posti dell’agenda del prossimo governo Lega-M5s c’è il rimpatrio di 500 mila migranti irregolari o senza diritto all’asilo. Missione impossibile secondo l’agenzia Frontex che ha contato 150 mila rimpatri nel 2017 da tutti i paesi Ue. Un piano praticabile ha tre ingredienti: cooperare con i paesi di origine e di transito, armonizzare le procedure di asilo e riaprire di canali di migrazione legale. Abbiamo rilevato le 130 parole più citate nelle 57 pagine del Contratto per il governo del cambiamento (con contenuti ben diversi dalle prime due versioni). I tre termini più frequenti sono: necessario, sistema e occorre. Una chiave di lettura per capire le aspettative delle basi elettorali dei due partiti e come si muoverà il nuovo Consiglio dei ministri. Probabilmente si partirà con la “quasi” flat tax. Una riforma per le classi medie, come sostiene la Lega? No, dà di più a quelli che hanno di più, in termini percentuali e assoluti, spiega il fact-checking de lavoce.info. Nel Contratto di governo spicca l’impegno di ridurre le accise sulla benzina. Per circa 6 miliardi stimati. Obiettivo condivisibile, perché il trasporto su strada assorbe risorse pubbliche per 16 miliardi e ne trasferisce (al netto di Iva) 55. Ma la copertura di quei 6 miliardi implica che prima si trovino gli spazi per ridurre la spesa nei trasporti.
Quarant’anni fa la legge 194 riconosceva il diritto delle donne di interrompere la gravidanza dando però la facoltà di obiezione di coscienza agli operatori sanitari. Ma le troppe obiezioni hanno ridotto pesantemente l’esercizio sostanziale del diritto alla scelta delle donne incinte. Tuttavia ci sono margini di azione.
Dopo due mesi di minacce di guerra commerciale per ottenere meno disavanzo con la Pechino, Trump ha negoziato un aumento delle esportazioni Usa verso la Cina, chiedendo un cambiamento strutturale. Ciò che conta (anche per noi) è che il dragone asiatico continui a crescere aprendosi di più.
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Se i costi di produzione nel trasporto pubblico si allineassero a quelli degli operatori europei più efficienti, spesa complessiva ed entità dei sussidi potrebbero ridursi. Ci sarebbe allora spazio per un taglio del prelievo fiscale sui carburanti.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni del senatore della Lega Armando Siri sulla “quasi” flat tax. Vuoi inviarci una segnalazione? Clicca qui.
Ogni anno migliaia di donne abortiscono lontano dal proprio luogo di residenza. Uno studio sui dati del ministero della Salute e sulle singole interruzioni di gravidanza mostra un collegamento con la distribuzione territoriale dei ginecologi obiettori.
La guerra dei dazi tra Usa e Cina sembra rientrata, ma resta il tema della dipendenza della crescita mondiale da quella cinese. I suoi pilastri sono stati accumulazione di capitale e aumento di popolazione attiva e produttività. Cosa accadrà in futuro?
Proposte come quella di annullare 250 miliardi di titoli del debito pubblico italiano detenuti dalla Bce si alimentano della confusione profonda su quali siano i limiti alla capacità della banca centrale di alleviare le obbligazioni fiscali di uno stato.
Mario Draghi ha mandato un messaggio chiaro ai governi europei. La maggiore fiducia nella stabilità del sistema argina le crisi e riduce così la necessità di interventi pubblici di emergenza. Si deve partire da qui perché l’Unione monetaria funzioni.
Il falò di 250 miliardi di titoli del debito pubblico italiano detenuti dalla Bce, ipotizzato ma poi sparito dal “contratto” Lega-M5s ancora in divenire, sarebbe una pessima idea. Una banca centrale con il capitale netto azzerato perderebbe la sua indipendenza e sarebbe molto più esposta alle pressioni della politica. Anche il governatore della Bce Mario Draghi ha riconosciuto che i progetti velleitari di questi mesi nascono dalla persistente fragilità istituzionale della zona euro. Per la stabilità servono una rete di sicurezza pubblica europea per le crisi bancarie e l’assicurazione dei depositi e un meccanismo fiscale che spezzi gli effetti a catena dei mercati e delle austerità nazionali.
Nel loro programma, pentastellati e leghisti inseriscono un “patto fiscale” che non sarebbe un condono. Ma dal fact-checking de lavoce.info viene fuori che di condono si tratta.
il Rapporto Istat sulla situazione del paese mostra che alle reti sociali – soprattutto familiari – è delegata una gran parte del welfare e della ricerca di lavoro. Risultato: più disuguaglianze sociali, freno alla crescita e minore efficienza nella gestione delle risorse. Uno studio recente trova che, anche da noi come nel resto d’Europa, la maggior parte delle coppie omosessuali ora garantite dalle unioni civili sono tra uomini. C’è insomma un gender gap tra gay e lesbiche, forse perché gli omo o bi-sex dichiarati sono più spesso uomini. Ma dipende anche dalle norme sull’adozione di bimbi da parte di queste coppie.
L’Italia è tra gli ultimi membri della Ue nell’utilizzo dei 75 miliardi di fondi strutturali che le spettano. Spesso per la scarsa capacità delle amministrazioni locali di svolgere il ruolo di stazioni appaltanti. C’è da ripensare la politica di coesione, anche in vista del negoziato sul bilancio dell’Unione.
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