MARTEDì 11 AGOSTO 2026

Lavoce.info

Sul fisco tutto come prima

Sulle politiche fiscali la prima manovra del governo Conte rivela una sostanziale continuità con il passato. Non affronta i nodi strutturali del nostro sistema fiscale, mentre ignora del tutto i temi del futuro dei rapporti tra fisco e contribuente.

Il Punto

I numeri sui conti pubblici del governo non stanno in piedi, come osservato anche da Banca d’Italia e Ufficio parlamentare di bilancio. Troppo costosa la controriforma delle pensioni. Inverosimilmente ottimistiche le stime su crescita e inflazione. Come al solito andrà a finire che il debito non scenderà. Sul prelievo fiscale la rivoluzione è rinviata a data da destinarsi. Per ora, in continuità con il passato, la solita schizofrenia: si introducono strumenti utili – da tempo allo studio – come la trasmissione telematica dei corrispettivi e la lotteria fiscale ma arriva anche l’ennesimo condono. Intanto sembra tramontare “quota 100” per l’accesso alla pensione. Invece il governo sceglie di rilanciare la pensione d’anzianità facilitandone l’accesso dopo i 62 anni. Dimenticandosi dei privilegi che essa garantisce e dei maggiori costi addossati al sistema.
Da luoghi esotici il pentastellato Di Battista torna su un tema a lui caro: la Banca d’Italia è controllata dalle grandi banche private da cui non potrebbe essere indipendente. Non è così, come spiega il fact-checking de lavoce.info.
Se i conservatori inglesi sono divisi e litigano sulla Brexit, i laburisti non sono da meno. Nei congressi dei due partiti si va dai “brexiter” chiassosi come Boris Johnson all’ambiguo signor “Ni” Jeremy Corbyn. Mentre si fa strada l’idea di un accordo stile Norvegia con la Ue, apparentemente tabù per Theresa May.
Proprio mentre da Stoccolma si assegnava il Nobel a uno studioso del cambiamento climatico, l’Ipcc (organo intergovernativo che tiene traccia del progresso scientifico su questi temi) ha pubblicato un rapporto che discute in modo equilibrato i costi e i benefici di contenere il riscaldamento globale facendo salire la temperatura del pianeta entro la soglia di sicurezza di 1,5 gradi.

Pensioni: la rotta è un’altra

La sostenibilità sociale della transizione verso il sistema contributivo richiede che le regole d’uscita siano uniformate estendendo ai lavoratori “misti” la flessibilità che la riforma Fornero riserva ai “contributivi puri”. Purtroppo, non è questa la strada imboccata dal governo.

Verso la Brexit, tutti divisi e in ordine sparso

Si avvicina la data della Brexit, ma non l’accordo con l’Unione europea. La stagione dei congressi dei partiti ha ulteriormente spaccato il Regno Unito e i gruppi politici al loro interno. Ci sarà un nuovo referendum? Tutto dipende dai laburisti.

Quanto costa evitare di riscaldare troppo la terra

Puntare a un riscaldamento del pianeta di “solo” 1,5 gradi permetterebbe di salvare una parte della barriera corallina e di contenere l’innalzamento dei mari. In termini economici il costo sarebbe altissimo. Ma forse lo sarebbero anche i benefici.

Per Di Battista la Banca d’Italia non è più pubblica

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Alessandro Di Battista sulla governance di Banca d’Italia.

Ma così l’Italia diventa un’isola*

Nella Nadef 22 miliardi in più di deficit. Per disinnescare l’aumento dell’Iva e cominciare a rispettare le promesse della maggioranza. Ma la spesa in più arriva a 40 miliardi. E ciò presuppone una rapida crescita del Pil.  Sostenibile? I dubbi dei mercati. E dell’Europa.

Quota 100 non risolve i problemi di lavoro dei giovani

Nel breve periodo, “quota 100” può contribuire a un ringiovanimento della forza lavoro, seppure aumentando in maniera strutturale la spesa per pensioni. Però, il problema di lungo termine sembra quello di creare opportunità di occupazione per tutti.

Il Punto

La nota di aggiornamento al Def (Nadef) contiene maggior spesa pubblica per 40 miliardi. Sostenibile solo se associata a un’improbabile impennata del Pil. Che non ci sarà perché, con l’aumento dello spread, salirà il costo dell’emissione di obbligazioni per banche e imprese e la perdita di valore dei risparmi. La novità previdenziale della manovra è “quota 100”, cioè può andare in pensione a 62 anni chi ha un’anzianità contributiva di 38. Con sorpresina: pare che a 63 anni la quota diventi 101, a 64 102 e così via. Altrimenti, oltre ai 7 miliardi previsti, per finanziare il provvedimento servirebbe un aumento del cuneo fiscale. Proprio sull’impennata dello spread e sul suo possibile effetto sul costo dei mutui immobiliari discute la politica. Il fact-checking de lavoce.info spiega che stavolta la verità è nel mezzo: l’effetto zero sarà sui vecchi mutui mentre i nuovi ne risentiranno.
Quest’anno il premio Nobel per l’economia va a due studiosi dei fallimenti cui il mercato va incontro in tema di ambiente e di innovazione.William Nordhaus ha saputo quantificare i danni del cambiamento climatico e costruire modelli con codici aperti a tutti – ingegneri, fisici, scienziati del clima. Mentre Paul Romer ha capito per primo che innovazione e aumenti di produttività sono il risultato anche involontario di attività di ricerca e sviluppo che devono potersi svolgere in contesti diversi da quello concorrenziale.
Forti di un regime fiscale favorevole, compiono due anni i Pir (Piani individuali di risparmio) in gran parte investiti nel finanziamento di piccole imprese con buone prospettive di crescita (ma alto rischio). Il mercato li ha graditi – i fondi raccolti sono arrivati a 18 miliardi di euro – nonostante gli elevati costi di gestione.
Dopo l’affossamento del Nafta, il nuovo accordo Usa-Canada-Messico è un esempio di trattato commerciale nell’era del protezionismo trumpiano. Nessun riferimento formale al “free trade” ma nella sostanza molte regole riprese dal Nafta e dal Tpp. Persino qualche piccolo passo avanti. E parecchi indietro.

Premio Nobel all’economista che dialoga con le scienze dure

William Nordhaus è un indiscusso pioniere dell’economia del cambiamento climatico. I suoi modelli di valutazione integrata sono strumenti che consentono un dialogo tra il sistema macroeconomico e quello climatico, integrando scoperte di molte discipline.

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