MARTEDì 17 FEBBRAIO 2026

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Anche il reddito di cittadinanza è in salsa leghista*

Il reddito di cittadinanza è una misura simbolo della proposta politica del Movimento 5 stelle. Per questo è stato inserito nel contratto di governo con la Lega. La sorpresa è che ora è riservato solo ai cittadini italiani. E anche i costi cambiano.

Foto di gruppo del nuovo Parlamento

Qual è il profilo dei parlamentari della XVIII legislatura? Al Senato le donne sono il 34 per cento e l’età media è di 52 anni. Gli eletti alla Camera sono più giovani rispetto al passato, ma anche meno istruiti. Le deputate restano sotto il 40 per cento.

Cose da pazzi. Nelle stanze del potere

Il piano per preparare una possibile uscita dall’euro può aumentare la forza di contrattazione rispetto ai partner europei, ma anche indurre una fuga di capitali. Non proprio la condizione ideale per sedersi al tavolo negoziale.

Il Punto

Nel nuovo Parlamento che comincia a lavorare, sale la quota di donne elette (specie nel M5s) e di giovani. Scende però la proporzione di laureati rispetto alla scorsa legislatura. Tra i parlamentari della Lega molti quelli con esperienza di politica locale. Gli eletti Pd sono spesso giornalisti e insegnanti.
Il piano del ministro Paolo Savona per uscire dall’euro è un’arma a doppio taglio. La minaccia serve ad accrescere il nostro potere negoziale in Europa, ma al costo di massicce fuoruscite di capitali. È questo che succede quando, come diceva Keynes, arrivano “Pazzi al potere” (“Madmen in Authority”). Sempre la storia – degli ultimi tre o quattro secoli – insegna che, per abbattere il debito pubblico italiano, non basta cancellarlo con un tratto di penna dal bilancio della Bce. Durante la crisi delle ultime settimane, è tornato lo spread, il differenziale di rendimento tra titoli decennali tedeschi e italiani. Che sale o scende seguendo avvenimenti politici, annunci, aspettative dei mercati, non gli acquisti settimanali della Bce.
Cosa aspettarci dal governo Lega-M5s sull’istruzione? Di sicuro andrà in soffitta la Buona scuola, con la sua solo parziale eliminazione del precariato. Niente più chiamata diretta degli insegnanti, più legame con il territorio, attenzione all’edilizia scolastica e rivisitazione dell’alternanza scuola-lavoro. Ma senza un disegno.
I paesi con una classe dirigente capace di uno sguardo lungo stanno investendo sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. In Italia lo si fa poco. Di questi temi si è discusso nei giorni scorsi al Festival dell’Economia di Trento, dove lavoce.info ha partecipato con vari suoi redattori e organizzando alcuni confronti. Riproponiamo i video di questi eventi e il materiale illustrativo.

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Sembra facile cancellare il debito, ma la storia dice di no

Il passato offre suggestioni utili a comprendere il presente. La storia del fiorino di banco permette di capire che alcune tesi care ai sovranisti sul bilancio delle banche centrali sono false, mentre altre comportano comunque conseguenze significative.

Se lo spread torna sulle montagne russe

Lo spread non è nato con l’euro. Esiste da quando esiste un mercato per il denaro che gli stati prendono a prestito per finanziare il loro fabbisogno. Senza moneta unica, il prezzo sui titoli italiani rifletterebbe il rischio di default e quello di cambio.

Superare la Buona scuola: sì, ma come?

Il contratto di governo tra Lega e M5s prevede il superamento della Buona scuola. Ma è probabile che continui la politica delle assunzioni. Mentre forse sarà abolita l’alternanza scuola-lavoro. C’è però un grande assente: il rinnovamento della didattica.

L’intelligenza artificiale si sviluppa nel contesto adatto

Gli effetti del progresso tecnologico sul mercato del lavoro e sull’economia di un paese dipendono anche dalla capacità di reazione delle istituzioni. E in Italia c’è molto da cambiare per favorire una più ampia diffusione dell’intelligenza artificiale.

Gig economy: un diritto per il lavoro nella terra di mezzo

Come garantire protezioni essenziali ai lavoratori delle piattaforme online? Occorre definire il lavoro cui applicare le protezioni sulla base della tecnologia utilizzata per la sua organizzazione, indipendentemente dalla qualificazione come lavoro autonomo o subordinato.

Il Punto

Arriva il governo Conte-Salvini-Di Maio. A Paolo Savona sono andate le Politiche (poco) comunitarie. Rimane il suo piano B (oppure A) per l’uscita dall’euro. Il default sul debito pubblico sarebbe inflitto anche agli investitori esteri mentre i residenti con un tesoretto all’estero potrebbero mantenere i loro conti in euro senza alcuna tassazione. Il nuovo ministro del Lavoro Luigi Di Maio dovrà fare qualcosa per i lavoratori della gig economy che pedalano nelle nostre città per fare le consegne, guidati da un algoritmo, con bassi compensi, e scarse garanzie. C’è da pensare a salari minimi, assicurazione infortuni, contributi. Anche di questo si discute in questi giorni a Trento al Festival dell’Economia. Con la partecipazione di vari redattori de lavoce.info. Non mancate!
Matteo Salvini ha detto che In Italia spendiamo 5 miliardi per mantenere gli immigrati in albergo. In realtà, dal fact-checking de lavoce.info viene fuori che la spesa dell’accoglienza è più bassa e gli hotel (non a cinque stelle!) sono solo una parte delle strutture utilizzate.
Cancellare la parte del debito pubblico che ha in pancia la banca centrale (la Bce, nel nostro caso) è pericoloso. Lo insegna la storia dei grandi scandali finanziari del XVII e XVIII secolo. Colorati dai tulipani e profumati dalle spezie importate dai velieri della Compagnia delle Indie Orientali. Anche in Svizzera arrivano fantasiose idee monetarie. A giorni nella Confederazione ci sarà un referendum sulla “sovereign money initiative”, per la quale si imporrebbe alle banche commerciali di dare a prestito solo fondi garantiti. Con un calo del credito e un aumento del suo costo, senza ridurre la rischiosità del sistema bancario ombra.
Con la ripresa i redditi delle famiglie sono un po’ risaliti ma povertà e disuguaglianza hanno continuato ad aumentare. Perché anche la crescita è sempre più diseguale e il 5 per cento più povero della popolazione si è immiserito ancora.
Se si desidera passare dal full al part time meglio avere una donna manager. Secondo uno studio è più propensa ad assecondare le richieste dei lavoratori. E forse il comportamento di maggior attenzione non si limita a questi casi.

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