Per il governo Lega-M5s la crescita arriva soprattutto dalla spesa pubblica. Ma la legge di bilancio contiene anche misure a sostegno di imprese e innovazione. Pur cancellando l’Ace si rifinanzia la nuova legge Sabatini e arriva il voucher per il manager dell’innovazione nelle Pmi. Manca un disegno di politica industriale ed emerge una certa sfiducia nel nostro sistema imprenditoriale. Per migliorare l’efficacia degli investimenti pubblici potrebbero risultare utili, con correttivi, due nuove strutture di coordinamento di cui è prevista l’istituzione: Investitalia, alle dipendenze del presidente del Consiglio, e la Centrale per la progettazione delle opere pubbliche presso l’Agenzia del demanio.
Sui fondi per la riqualificazione delle periferie il governo torna sui suoi passi: dopo averli congelati, ora li rimette a disposizione dei comuni. Per gli enti locali una boccata d’ossigeno relativa: investiranno anticipando tutte le spese e saranno rimborsati con i tempi della burocrazia. Nel bilancio 2019 c’è poi la strana disposizione che assegna terra da coltivare alle coppie che fanno il terzo figlio. Contro lo spopolamento delle campagne e il calo delle nascite. In pratica, però, le politiche per la famiglia sarebbero altre: lavoro, prima casa, sconti fiscali, conciliazione famiglia-lavoro e congedo di paternità.
Tagli all’accoglienza dei rifugiati (da 35 a 20 euro al giorno ciascuno) e, nel pacchetto sicurezza, più stanziamenti per espulsioni e rimpatri. Aumenteranno illegalità e disordine. Perché salirà il numero delle persone a cui verrà negato l’asilo, ma non quello delle espulsioni, nonostante i proclami.
Evasori fiscali in galera? In tempi di populismo riprende quota la proposta di inasprimento delle pene. L’esperienza però mostra che più severità non contrasta efficacemente i reati tributari. E come distinguere i furbi dai “poveri” contribuenti che “non ce la fanno a pagare le tasse” che il governo vuole tutelare?
Il governo cambia idea sui fondi per le periferie e la legge di bilancio li restituisce ai destinatari. Lo fa però con alcune correzioni che potrebbero rivelarsi problematiche. Soprattutto per gli enti che non possono permettersi di indebitarsi.
Un terreno in “regalo” alle coppie che decidono di avere un terzo figlio: il governo vorrebbe così risolvere due problemi: bassa natalità e spopolamento delle aree rurali. Ma la misura non risponde alle sfide poste dal rapporto tra demografia e sviluppo.
I tagli alle risorse per l’accoglienza dei rifugiati e il pacchetto sicurezza finiranno per far aumentare disordine e illegalità. Perché salirà il numero delle persone a cui verrà negato asilo, ma non quello delle espulsioni, nonostante i proclami.
Si torna a parlare di modifiche dell’assetto penale tributario. Si andrebbe verso un inasprimento delle pene per rendere più efficace la lotta all’evasione. Nell’illusione che la sanzione penale incrementi di per sé la capacità dissuasiva del sistema.
Ancora una volta, la legge di bilancio non fa una scelta chiara sul futuro del servizio sanitario nazionale. A parole lo si sostiene, ma le risorse aggiuntive sono poche. Eppure, finora ha permesso di controllare la spesa pur garantendo servizi di qualità.
Le banche italiane sono appena uscite da una grave crisi e rimangono fragili. Però la legge di bilancio le penalizza rispetto a qualsiasi standard internazionale. D’altra parte, la promessa di un intervento del governo in caso di crisi non è credibile.
Nel bilancio 2019 il governo conferma il miliardo in più per il Sistema sanitario preventivato dal precedente esecutivo. Zero novità anche sulla missione del Ssn: in futuro vogliamo mantenere il primato del pubblico (finora: buoni risultati e contenuto aumento di costi) oppure dare più spazio ai privati? Ah, saperlo.
Prosegue il purgatorio delle banche italiane. Le loro basse quotazioni di borsa riflettono il nuovo scenario politico che a parole vuole salvarle – come si è sempre fatto – per tutelare il risparmio ma poi le identifica come polli da spennare per finanziare redditi e pensioni di cittadinanza. Intanto stavolta gli istituti di credito italiani passano indenni gli stress test sulla cui utilità nel prevenire future insolvenze si discute, come al solito. Proprio per capire quanto siamo al riparo da una possibile crisi sistemica, ci siamo chiesti cosa è stato fatto e cosa no nei dieci anni dopo il fallimento di Lehman brothers. Il quadro che vien fuori da un libro fresco di stampa non è rassicurante.
Il 3 novembre (come nel 2017) è stato l’Equal pay day – il giorno a partire dal quale è come se le donne europee lavorassero gratis fino alla fine dell’anno. Il riflesso di una differenza salariale del 16,2 per cento. La distanza è più contenuta per le donne italiane che però partecipano molto meno delle loro colleghe al mercato del lavoro.
Mentre il governo annacqua la legge Fornero, un rapporto Inps fornisce tanti dati che spiegano a chi vanno i 286 miliardi all‘anno della previdenza: pensioni d’oro e pensioni da fame, pluripensionati con due o tre trattamenti, differenze di genere e differenze geografiche. Tutti diseguali di fronte (e grazie) alla legge.
Solo sulla Milano-Roma Trenitalia+Alitalia coprono almeno il 70 per cento del traffico. Probabile dunque che Il piano governativo di ingresso di Fs nel capitale della compagnia aerea sollevi problemi di antitrust. Da affrontare con la dismissione di rami delle due aziende e il rischio di un’operazione in perdita.
Il mercato azionario non sembra aver accolto con particolare entusiasmo i risultati dello stress test bancario. Forse perché non c’è più un minimo da superare e gli scenari della simulazione erano ottimisti. A dicembre però arriveranno dati più completi.
Dieci anni fa esplodeva la crisi finanziaria. In “La rete bucata. Le regole e i controlli sulla finanza”, Angelo Baglioni spiega cosa è stato fatto perché non si ripeta. Il quadro non è consolante. Pubblichiamo qui un estratto dell’introduzione al libro.