GIOVEDì 20 AGOSTO 2026

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Sanità calabrese: cronaca di un super-commissariamento

Con un decreto legge, il governo ha esautorato la regione Calabria dalla gestione della sanità per 18 mesi. Per la prima volta, il commissario può sostituire i direttori generali di aziende sanitarie e ospedaliere. Un provvedimento giustificato dalla situazione di illegalità.

Il Punto

Una leggenda diffusa attribuisce l’alto debito pubblico italiano agli alti tassi di interesse che lo stato italiano paga da quando nel 1981 “divorziò” da Bankitalia. Come se – appeso sopra ai tassi di mercato che vanno su e giù – non ci fosse uno spread su cui le politiche nazionali hanno un’influenza cruciale.
Nel pieno di un dissesto e del caos amministrativo e contabile, la sanità della Calabria è stata sottratta alla regione e affidata a un commissario. Con poteri straordinari su aziende sanitarie e ospedali e una dote di 82 milioni per il 2019. Basteranno per il ritorno alla legalità e al riequilibrio dei conti nei 18 mesi previsti?
La mini flat tax al 15 per cento per chi fattura meno di 65 mila euro sta portando a un boom di nuove partite Iva che fa il paio con il calo nelle attivazioni di rapporti di lavoro dipendente.  Andrà a finire che salirà il numero delle false partite Iva anche nelle professioni e nei segmenti più qualificati del mercato del lavoro.
Il Parlamento europeo che rinnoveremo a fine maggio viene eletto con regole diverse da stato a stato. Dall’età minima degli elettori e dei candidati al voto di preferenza alle soglie di sbarramento, le differenze determinano diseguaglianze nel godimento dei diritti civili dei cittadini e nella possibilità di competere per chi vuole andare in politica. Confrontiamo i programmi delle principali liste che troveremo sulle schede in Italia. Tutti come un sol uomo a mungere soldi dalla Ue (che tutti dichiarano di voler cambiare). Vale comunque la pena chiedersi qual è il contributo finanziario che diamo all’Unione e quanto ne beneficiamo.

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Quanto ci costa la Ue. E quanto ci guadagniamo

Nel 2017 il contributo netto dell’Italia al bilancio europeo è stato di poco meno di 3 miliardi di euro. Ma limitarsi a considerare questa cifra è riduttivo. Perché i benefici che arrivano dall’adesione alla Ue vanno ben al di là delle risorse ricevute.

Se nei programmi dei partiti l’Europa diventa un bancomat

Con le elezioni europee alle porte, uno sguardo ai programmi elettorali ci mostra come molte proposte si riferiscano alla sfera nazionale italiana. Per tutti manca una visione lungimirante e l’Europa, al contrario, sembra buona soltanto per chiedere soldi.

Cosa c’è dietro il boom delle partite Iva a forfait

Nel primo trimestre sono state aperte più di 100 mila partite Iva in regime forfettario. È presto per conclusioni definitive. Ma i primi dati sembrano indicare che le nuove norme hanno già portato alla sostituzione di lavoratori dipendenti con autonomi.

Il Parlamento è europeo, le leggi elettorali no

Il 26 maggio si terranno le elezioni per il Parlamento europeo, con regole diverse da paese a paese. Rispetto per le identità e tradizioni nazionali o discriminazione tra cittadini? In ogni caso, una scelta che non garantisce uguali diritti politici.

L’Unione non si fa con l’Europa delle nazioni

Troppo facile imputare all’Europa anni di decisioni mancate. Soprattutto se la responsabilità è dei singoli paesi, che con un sistema di veti incrociati possono paralizzare le riforme. Quando è l’Unione Europea a decidere, il meccanismo non si inceppa.

Reddito di cittadinanza: un meccanismo sfuggito di mano*

Il meccanismo con cui si calcola il Reddito di cittadinanza nasconde una discriminazione più grave del previsto nei confronti delle famiglie numerose, in particolare di quelle con minorenni. La scala di equivalenza anomala gioca un ruolo decisivo e va corretta subito.

Il Punto

L’Unione Europea è un comodo capro espiatorio della politica nazionale che adora indicarne le lentezze. In realtà l’Europa che non si muove è quella del Consiglio dove gli egoismi nazionali manifestano i loro diritti di veto. Mentre su temi di interesse comune come commercio estero e antitrust la Ue ha saputo e sa decidere.
Nel meccanismo del reddito di cittadinanza è nascosta una discriminazione verso le famiglie numerose, particolarmente spiacevole per quelle con minorenni. Un’iniquità introdotta per ragioni di bilancio e per tenere fede alla promessa dei 780 euro e che andrebbe corretta.
In difficoltà per il caso Siri, Matteo Salvini vuole chiudere i negozi di cannabis light. Diffusi ovunque grazie a un errore legislativo nel 2017, hanno portato a una piccola riduzione del traffico di stupefacenti, e hanno in parte sostituito – dice una ricerca – il consumo di ansiolitici e sedativi. Oggi il settore è un far west da regolamentare.
Molti ritengono un grave errore che lo stato non abbia mantenuto il controllo sulla rete delle telecomunicazioni. Ripercorrendo le giravolte di politici e imprese del settore, si vede che il più recente tentativo per riportarla nel pubblico è la rete unica per la banda ultralarga.
Intanto su internet le fake news e le espressioni di violenza si diffondono in modo virale. Mentre Facebook chiude 23 pagine italiane con 2,4 milioni di follower, ci si chiede quante altre rimangano aperte. Spesso ci crediamo vaccinati contro questi rischi. Ma le tecniche di manipolazione diventano sempre più sofisticate. Soprattutto sotto elezioni.

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Effetto cannabis light

La cannabis light è arrivata in Italia nel 2017 grazie a una “liberalizzazione involontaria”. Dove sono stati aperti più negozi sono diminuiti i sequestri di stupefacenti e la vendita di tranquillanti. Ora però serve una regolamentazione del fenomeno.

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