Le domande di reddito di cittadinanza sono meno del previsto. A non riceverlo potrebbero essere famiglie che invece ne avrebbero grande bisogno, per lo più straniere. Perché a loro si richiede di rispettare due requisiti di dubbia legittimità .
La banda larga è davvero un fattore che favorisce lo sviluppo economico? Uno studio su un intervento infrastrutturale in alcune aree rurali del Trentino suggerisce effetti positivi nel breve periodo su fatturato e produttività . Ma non sull’occupazione.
Le manifestazioni dei giovani europei contro i cambiamenti climatici testimoniano la crescita della consapevolezza attorno al tema. Ma dal governo non sono arrivati atti concreti. Né le categorie produttive hanno fatte proprie le potenzialità dell’economia verde.
Con il reddito di cittadinanza sicuramente diminuirà la povertà economica, perché le risorse impegnate sono ingenti. Dalla misura rischiano però di essere esclusi gruppi sociali in condizioni spesso difficili, come famiglie numerose o extracomunitari.
La campagna per il voto Ue poteva essere un’occasione per parlare di ambiente, una delle questioni su cui l’Europa conta di più. Invece no. Dopo le manifestazioni dietro a Greta, le piazze si sono vuotate, e così se n’è andata l’attenzione della politica e di chi potrebbe dare un contributo prezioso sul tema: imprese e sindacati.
Mentre infuriano le polemiche nella maggioranza, il governo Lega-M5s sta per compiere un anno. Come con gli altri esecutivi, analizziamo che cosa ha fatto, cosa no, cosa potrà o dovrà fare. Primo tema: il reddito di cittadinanza, che amplia molto le risorse per ridurre la povertà ma discrimina famiglie numerose e stranieri. C’è poi da accelerare la crescita che è scomparsa. E qui il decreto sbloccacantieri semplifica e sveltisce l’iter delle opere pubbliche. Con il rischio che la maggiore flessibilità nei sub appalti e l’affidamento diretto dei lavori fino a 200 mila euro (in qualche caso fino a 5 milioni) incoraggi la criminalità , attenui i controlli e peggiori le procedure di selezione.
Forse anche perché l’economia ristagna, nel Def si guarda oltre al Pil, agli indici di benessere equo e sostenibile (Bes) che rappresentano in modo più completo la salute della società . Alcuni sono strettamente correlati con il reddito, altri meno, come è naturale che sia.
Tra gli immigrati la quota di poveri è più alta in Italia che nella media Ue. Per questo beneficiano del 12 per cento degli aiuti sociali. Ma da noi c’è chi ritiene questo inaccettabile. Ma farli uscire dall’indigenza è eticamente giusto e anche economicamente conveniente.
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In Italia le infrastrutture di trasporto non ripartiranno solo grazie a un pur condivisibile decreto sbloccacantieri. È necessaria la ripresa della programmazione di settore, metodologicamente fondata, che ponga le basi di una crescita di lungo periodo.
Gli indici di benessere sociale non vogliono sostituire gli indicatori economici tradizionali. Ma possono fornire strumenti utili per valutare le condizioni di un paese. Ecco perché anche l’Italia li ha inseriti nel quadro della programmazione economica.
Gli immigrati hanno salari e redditi più bassi degli italiani. Per questo rappresentano una componente rilevante tra coloro che ricevono sussidi contro la povertà . La soluzione migliore è costruire efficaci politiche del lavoro e per l’integrazione.
Gli immigrati hanno salari e redditi più bassi degli italiani. Per questo rappresentano una componente rilevante tra coloro che ricevono sussidi contro la povertà . La soluzione migliore è costruire efficaci politiche del lavoro e per l’integrazione.
L’Italia ha sprecato, nei primi anni dell’euro, l’occasione storica per risolvere il problema del debito pubblico. E oggi trovano sostenitori coloro che propongono ricette miracolose per ridurlo o eliminarlo senza pagare pegno. La realtà , però, è ben diversa.