VENERDì 24 APRILE 2026

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Le conseguenze finanziarie della guerra

Per ora, la guerra in Ucraina non ha provocato un terremoto sui mercati finanziari internazionali. Ma è difficile immaginare una rapida soluzione della crisi. E la crescita economica mondiale è destinata a rallentare per le sanzioni e per l’inflazione.

Difesa comune: il paradosso di più spesa e meno integrazione

La spesa per la difesa dei paesi Ue è in costante crescita. Ma rimane per lo più gestita su base nazionale, con inefficienze e duplicazione di progetti e costi. Una frammentazione che la guerra in Ucraina potrebbe accentuare invece di risolvere.

Premi e sanzioni per favorire lo stoccaggio del gas naturale

Finora domanda e prezzi di gas hanno seguito un andamento stagionale. Ma ai prezzi attuali c’è il rischio che gli operatori non provvedano agli stoccaggi durante l’estate. Per arrivare preparati al prossimo inverno si possono adottare varie strategie.

Il problema della plastica nel mondo in cinque grafici

Donne e mercato del lavoro: non è solo un problema economico

A parità di istruzione, il tasso di inattività delle donne è superiore a quello degli uomini in quasi tutte le fasce di età. Per valorizzare questo potenziale occorre affrontare nel loro insieme gli aspetti economici e socio-culturali della questione.

Acqua del Sud: senza competenze non arrivano fondi

Il riassetto del servizio idrico al Sud è una vicenda ormai trentennale. La situazione è grave perché impedisce l’accesso ai fondi pubblici europei. Dove mancano operatori industriali deve essere obbligatorio l’affiancamento di soggetti qualificati.

Il Punto

La guerra in Ucraina cambia gli scenari. Tra Cina e Russia si profila un’alleanza di fatto, con gli acquisti di grano e gas che sostengono l’economia russa colpita dalle misure sanzionatorie decise da Ue e Stati Uniti. Ma le sanzioni economiche e finanziarie saranno davvero efficaci? Quelle imposte nel 2014 dopo l’invasione della Crimea non hanno funzionato perché potevano essere aggirate. Oggi sono mirate a obiettivi specifici, ma devono dare risultati velocemente. Per quanto riguarda l’Italia, la crisi ci impone di trovare un’alternativa per i 33 miliardi di metri cubi di gas che importiamo dalla Russia, prima ancora di preoccuparci dei rincari. In un contesto geopolitico e finanziario sempre più incerto, l’azione delle banche centrali diventa più difficile da prevedere. Nel 2022 si celebrano i vent’anni di vita dell’euro. La moneta unica ha già dovuto affrontare tre gravi crisi e, nonostante il ruolo acquisito nelle transazioni internazionali, resta fragile per la mancanza di una politica fiscale comune. La guerra non fa dimenticare un’altra crisi, quella pandemica. Mantenere aperte le attività essenziali ha avuto un costo, che avrebbe potuto essere mitigato da più alti investimenti in sanità e una scelta più selettiva dei settori esentati dal lockdown.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

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Vent’anni di euro

Nei suoi primi vent’anni l’euro si è affermato come una delle valute più importanti del mondo. E ai dodici paesi delle origini se ne sono aggiunti altri sette. Ma la moneta unica ha anche dovuto affrontare tre gravi crisi. Oggi la sfida è l’inflazione.

Russia e Cina alleate per forza

Non sarà un’alleanza formale, ma di fatto in questo momento la Cina sostiene la Russia. Gli acquisti di grano e gas aiutano Mosca ad arginare le sanzioni europee e americane. Ma già da qualche tempo, i legami economici tra i due paesi si sono rafforzati.

A cosa è servito il lockdown? L’impatto dell’attività economica sulla diffusione del Covid-19*

Quali sono stati i costi dell’attività economica durante la pandemia? Al crescere del numero di lavoratori considerati “essenziali” aumenta il numero di contagi e decessi, seppure in modo diverso fra settori. L’importanza degli investimenti in sanità.

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