In Europa e negli Stati Uniti prosegue la “normalizzazione” della politica monetaria. La restrizione dipende anche dalla riduzione del bilancio delle banche centrali, non solo dai tassi. Non vanno sopravvalutati i contraccolpi sulla stabilità finanziaria.
A giugno Fed e Bce hanno assunto decisioni diverse di politica monetaria: la prima ha interrotto la serie dei rialzi, la seconda invece ha continuato quel percorso. La Bce sconta il ritardo nell’avvio di una strategia restrittiva, che ha messo in moto il meccanismo delle aspettative. Così ora si trova ad affrontare una situazione di difficile gestione, tra inflazione persistente e fragile tenuta dell’economia. Continuiamo a proporre alcuni temi di cui si è discusso al Festival Internazionale dell’Economia di Torino. Stati Uniti e Cina non sono i due soli protagonisti della riglobalizzazione selettiva: i paesi dell’Indo-Pacifico hanno un’importanza strategica nel commercio internazionale e sembrano orientati a mantenere una “neutralità selettiva” tra i due giganti economici. Se il Covid-19 non fa più paura è grazie ai vaccini. Lo mostrano chiaramente i dati europei su contagi e letalità. Usciti dall’emergenza, come suggerisce l’Ocse, anche in Italia si dovrebbe tornare a investire in prevenzione, personale e infrastrutture. Il Gse ha pubblicato le sue proposte di regole operative per l’adesione alle comunità energetiche rinnovabili. Il documento apre la discussione su tre questioni cruciali: individuazione del soggetto referente per tutte le tipologie di autoconsumo diffuso, definizione dei poteri di controllo e disponibilità dell’impianto di produzione. Il rincaro del prezzo del gas naturale dovuto all’invasione russa dell’Ucraina ha riaperto anche nel nostro paese la discussione sul nucleare, che però andrebbe liberata da contenuti ideologici e fondata solo sulle esigenze del sistema energetico, guardando soprattutto alla sfida della completa decarbonizzazione.
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A giugno Fed e Bce hanno preso decisioni diverse sui tassi. Se l’azione della prima lascia qualche dubbio, la seconda paga i ritardi nell’avvio della fase restrittiva e si trova a gestire una situazione complessa con alta inflazione ed economia debole.
La spinta verso la globalizzazione “selettiva” non porterà necessariamente i paesi ad aggregarsi sotto la sfera di influenza americana o cinese. Molti stati non vogliono né possono scegliere uno schieramento: potrebbe diventare un fattore equilibratore.
In un mondo interconnesso, a fare la differenza nella lotta al Covid-19 sono stati i vaccini. I dati dicono che in Europa è stato contagiato quasi il 30 per cento della popolazione, mentre la letalità è rimasta tra le più basse. La situazione in Italia.
Il Gse ha pubblicato le sue proposte di regole operative per l’adesione alle comunità energetiche rinnovabili. Tre le questioni cruciali: individuazione del soggetto referente, definizione dei poteri di controllo e disponibilità dell’impianto di produzione.
Il rincaro del prezzo del gas naturale ha riaperto la discussione sul nucleare. Le scelte dovrebbero però essere guidate dalle reali esigenze del sistema di fronte alla transizione energetica, non dal tornaconto elettorale o dalla volatilità dei prezzi.
La Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr, rilasciata dal governo, individua le misure che incontrano più difficoltà di realizzazione. Nella varietà delle criticità e delle cause dei ritardi, dalla Relazione traspaiono possibili linee di rimodulazione del Piano, che dovranno essere concordate con la Commissione europea. Silvio Berlusconi è stato a lungo protagonista della politica e dell’economia del nostro paese. Ripercorriamo la sua parabola politica attraverso le decisioni più significative dei quattro governi di cui è stato presidente del Consiglio, richiamando gli articoli che su lavoce.info le hanno discusse e commentate. La ripresa post-pandemia spinge l’occupazione verso risultati record, come certificano i dati Istat. Benché la gran parte dei nuovi contratti sia a tempo indeterminato, crescono nettamente quelli a tempo determinato. E alcune scelte del governo, come gli emendamenti al decreto Lavoro, sembrano favorire la precarietà. La digitalizzazione rivoluziona il mercato del lavoro. Stando ai numeri, scarseggiano le figure professionali capaci di gestire gli ambiti IT, sempre più ricercate dalle aziende. Altre mansioni, invece, sono probabilmente destinate a scomparire, con il rischio di accentuare disuguaglianze già oggi presenti.
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Il governo ha trasmesso al Parlamento la Relazione sullo stato di attuazione del Pnrr. Vi sono elencate le misure che incontrano più difficoltà nell’essere realizzate. Dalla Relazione si possono ricavare tre possibili linee di rimodulazione del Piano.
I dati diffusi da Istat registrano un record occupazionale e una domanda crescente da parte delle imprese. Ma gli emendamenti al decreto Lavoro e l’aumento esponenziale della quota di precari gettano più di un dubbio sulla visione futura del governo.