Con la risalita dei prezzi e dei tassi di interesse, l’educazione finanziaria diventa ancora più importante per comprenderne le ripercussioni sul potere di acquisto e sulle scelte finanziarie. Così una scheda informativa aiuta i cittadini a orientarsi.
Inflazione e rialzo dei tassi di interesse hanno ripercussioni sulla vita quotidiana delle persone. Non tutti però ne sono consapevoli, perché l’educazione finanziaria resta scarsa. Per rafforzarla, Banca d’Italia, Consob e Ivass hanno pubblicato una scheda informativa che spiega come prendere decisioni finanziarie. Reddito di cittadinanza e bonus edilizi sono finiti sotto accusa nel nostro paese. Negli Stati Uniti, invece, i crediti di imposta cedibili o rimborsabili sono il fondamento non solo del sostegno ai lavoratori poveri, ma anche delle politiche di rilancio dell’economia. La legge di bilancio 2023 ha inasprito i requisiti per aderire a “Opzione donna”, fino a renderla quasi inaccessibile. Eppure, era uno dei pochi strumenti di flessibilità in uscita dal lavoro in linea con un sistema contributivo ben disegnato. La ricerca finanziaria rende più trasparente il mercato, ma ormai sono pochi ad occuparsene perché le rigide regole europee ne rendono complessa la remunerazione. La Ue cerca ora di tornare sui suoi passi, tuttavia i cambiamenti finora proposti non risolvono la questione.
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Negli Usa i crediti di imposta cedibili o rimborsabili sono un caposaldo delle politiche di rilancio dell’economia e di sostegno al reddito dei lavoratori poveri. In Italia, invece, reddito di cittadinanza e crediti su bonus edilizi sono malvisti.
L’attività di ricerca finanziaria offre informazioni utili alla trasparenza del mercato. Ma regole europee troppo rigide ne rendono difficile la remunerazione. Un errore da correggere, permettendo un adeguato compenso per chi produce le analisi.
“Opzione donna” ha rappresentato uno dei pochi strumenti di autentica flessibilità in uscita che un sistema contributivo ben disegnato dovrebbe avere. L’aver reso molto difficile l’accesso alla misura risponde solo a ragioni di contenimento della spesa.
La proposta delle forze di opposizione sul salario minimo universale risponde a un problema reale. Non affronta però due questioni cruciali: le differenze di potere d’acquisto tra territori e la scarsa trasparenza della struttura delle retribuzioni. Il Parlamento ha rinviato di altri quattro mesi la discussione sulla ratifica del Meccanismo europeo di stabilità. Se ripercorriamo obiettivi, governance e funzionamento del Mes, le ragioni del rinvio non appaiono molto solide. E utilizzare la sua approvazione come partita di scambio nel dossier che comprende la riforma del Patto di stabilità e crescita e la revisione del Pnrr potrebbe non rispondere agli interessi del paese. Il disegno di legge delega fiscale prevede il concordato preventivo per alcune categorie di contribuenti. Secondo il governo, permetterebbe di recuperare una quota di evasione. Come dimostrano le esperienze del passato, è difficile che ciò avvenga. Meglio sarebbe aumentare i controlli. Il “buono scuola” permette di favorire la libertà di scelta delle famiglie tra scuole statali e scuole paritarie? I risultati di una ricerca sull’esperienza di Regione Lombardia ne fanno dubitare: anche quando il contributo regionale per il pagamento delle rette è stato nettamente ridotto, le iscrizioni alle paritarie sono rimaste stabili.
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La proposta di uno standard retributivo minimo universale avanzata dalle opposizioni risponde a un’esigenza reale e urgente. Ma non affronta due questioni cruciali: le differenze interregionali di potere d’acquisto e la poca trasparenza della struttura delle retribuzioni.
Di ratifica del Mes si riparlerà fra quattro mesi. Ma come funziona il Meccanismo europeo di stabilità? Sono reali i problemi di governance? Il tentativo di inserire la partita in un dossier più ampio potrebbe non essere vantaggioso per il nostro paese.
Il “Buono scuola” di Regione Lombardia è stato introdotto per favorire la libertà di scelta educativa delle famiglie. Ma forse non è lo strumento giusto, perché quando è stato tagliato, le iscrizioni alle scuole paritarie sono rimaste stabili.
Il Ddl di delega fiscale prevede l’istituto del concordato preventivo per alcune categorie di contribuenti. Tra l’altro, dovrebbe permettere di recuperare almeno parte dell’evasione. Criticità di oggi ed esperienze del passato ne fanno dubitare.