MERCOLEDì 8 LUGLIO 2026

Lavoce.info

sommario 29 maggio 2003

Parliamo di giustizia.  Non per unirci a chi discetta di uso politico della magistratura, ma per cercare di capire le cause delle sue lungaggini e inefficienze.  Contrariamente a un credo diffuso, la lunghezza eccessiva del processo civile in Italia non sembra dovuta ad una carenza di magistrati, il cui numero è quasi raddoppiato negli ultimi 50 anni.  Conta, invece, la normativa sul compenso degli avvocati che pone in essere forti gli incentivi ad allungare i tempi procedurali.  
Lunghi e in continuo aumento anche i tempi del processo penale.  Colpa degli spazi offerti agli imputati per procrastinare il più possibile una decisione definitiva, sperando che, nel frattempo, arrivi la prescrizione?  Esempi recenti non mancano. Importante, comunque, ridurre gli incentivi al ricorso e una diffusa sfiducia nei confronti della magistratura. 
Il nuovo processo societario rafforza la conciliazione stragiudiziale, alleggerendo le controversie giudiziarie.  Bene.  Ma il nuovo diritto societario ha aperto varchi in cui la “giustizia privata” potrà insinuarsi ritoccando a vantaggio di cha ha più potere di mercato normative che dovrebbero proprio tutelare la concorrenza.  Mentre i soggetti più deboli verranno dissuasi dal ricorrere all’arbitrato per via dei suoi costi elevati.
Tra i soggetti più deboli anche le piccole imprese, che rischiano di essere danneggiate dalla riforma del diritto societario.  Le costringe a scegliere fra due forme giuridiche –SpA e Srl — che, nella loro nuova veste, potrebbero accrescere, le une, le rendite di posizione dei professionisti contabili, le altre,  quelle delle professioni legali.  Un’alternativa poco appetibile.

Sindacato e Confindustria: il ruolo degli interessi organizzati

Lavoce.info ha ospitato alcuni interventi sul ruolo degli interessi organizzati con gli interventi di Daniele Checchi, Innocenzo Cipolletta e Marino Regini. A questi si aggiunge un contributo di Tommaso Nannicini sul ruolo della concertazione, vale a dire la prassi più o meno istituzionalizzata di concordare le principali misure di politica economica e sociale con gli interessi organizzati.

Dialogo sul lavoro

Bruno Trentin discute con Pietro Ichino di accordi separati, misurazione della rappresentatività dei sindacati e “modello tedesco” di disciplina dei licenziamenti.
Dopo la polemica a distanza che nei giorni scorsi ha visto contrapposti Bruno Trentin e Pietro Ichino, sulle pagine dellÂ’Unità e poi su quelle del Corriere della Sera nella rubrica di Paolo Mieli, lavoce.info ha promosso una discussione fra i due “contendenti” su due questioni cruciali della politica del lavoro italiana. Ne riportiamo il contenuto essenziale.

Il dollaro tra bluff e scommesse

L’amministrazione Bush pensa già alle prossime elezioni e incoraggia un ribasso del biglietto verde che non avrà effetti sostanziali sul deficit commerciale americano. Una posizione che potrebbe avere conseguenze molto serie se la ripresa non dovesse arrivare: potrebbe indurre infatti un disinvestimento netto dallÂ’estero.

sommario 27 maggio 2003

Il Presidente D’Amato presenta al convegno annuale di Confindustria una relazione da uomo politico, più che da capo di un’associazione di categoria.  Politiche anche le cause ultime di molte attuali divisioni nel sindacato.  Quando le organizzazioni di datori e lavoratori si dividono e assumono una forte connotazione politica, diventa indispensabile affrontare il problema della rappresentanza.  Per quali lavoratori e per quali imprese possono negoziare?  A chi si applicano gli accordi sottoscritti da alcune sigle, ma non da altre? Bruno Trentin ne discute con Pietro Ichino.
Il Segretario al Tesoro USA, John Snow, predica il ribasso del dollaro.  Anche se la discesa del biglietto verde non ha molto a che fare con le affermazioni di Snow, utile interrogarsi sul ruolo che una ulteriore svalutazione del dollaro può avere nel risollevare le sorti dell’economia americana.  Molti i rischi di questa strategia.  Anche perchè gli Stati Uniti sono fortemente indebitati a breve.
Il disegno di legge sulla libertà religiosa torna in Parlamento fra mille polemiche.  Nessuno sembra porsi una domanda fondamentale: fa bene la competizione religiosa alle Chiese?  Molte le ragioni per ritenere che sia proprio così.

Le critiche all’Istat

Da qualche tempo lÂ’operato dellÂ’Istat è al centro di un dibattito che ha posto in discussione…

Chi ha paura della concorrenza tra religioni?

Anche per le Chiese valgono le leggi del mercato: una maggiore competizione implica una migliore qualità del servizio. Così il disegno di legge sulla libertà religiosa dovrebbe essere apprezzato proprio da chi considera il bisogno di spiritualità un valore importante della cultura occidentale. Ma, una volta ottenuti pari diritti, un credo intollerante potrebbe voler eliminare i concorrenti.

Impegno civile: il messaggio di Marina Orlandi, moglie di Marco Biagi

Ognuno di noi, nel suo lavoro di docente universitario, ha contatti con giovani nella loro fase di formazione. A questi cerchiamo di trasmettere non solo le nostre conoscenze economiche, ma anche un impegno civile. Per questo abbiamo chiesto a Marina Orlandi, moglie di Marco Biagi, lÂ’autorizzazione a pubblicare questo messaggio da lei inviato agli organizzatori della manifestazione in ricordo della strage di Capaci.

Figlio mio, quanto mi costi

I bambini “costano” tempo e denaro. In più, in Italia la responsabilità di essere genitori dura a lungo. Allora, per non scoraggiare chi desidera avere figli, servono misure di sistema che favoriscano l’autonomia economica dei giovani e permettano di conciliare meglio tempi di lavoro e famiglia.

Il quasi-monopolio di Sky Italia

Precisi impegni pro-concorrenza hanno garantito il “sì” europeo alla fusione tra Telepiù e Stream. Ne dovrebbero beneficiare gli operatori che utilizzano piattaforme alternative al satellite. Che però in Italia sono deboli per i ritardi nella diffusione del digitale terrestre e del cavo e con il rischio che i grandi gruppi televisivi e di Tlc riescano ad impedirne lo sviluppo.

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