DOMENICA 23 AGOSTO 2026

Lavoce.info

Quanto conta la politica economica?

Nel giro di tre anni le fede di questo governo nelle virtù taumaturgiche delle sue politiche economiche è bruscamente calata. Nel Dpef 2002 si prefigurava una crescita reale del PIL sopra il tendenziale di un punto l’anno per tutto il periodo 2002-2006; nel Dpef 2003 il contributo della politica economica alla crescita era stimato in 0,2 punti nel 2003 e 0,6-0,7 punti in ciascuno dei tre anni successivi. Nel Dpef 2004 si presume che le azioni di politica economica avranno effetti ancora più modesti: 0,2 punti l’anno nel 2004 e 2005, 0,3 nel 2006, 0,5 nel 2007. Ritorno coi piedi per terra o rinuncia a qualsiasi azione riformatrice?

Il nodo degli insegnanti in Italia

La politica di razionalizzazione del personale scolastico del Ministro della Pubblica Istruzione Moratti porterà presumibilmente a una riduzione del numero di docenti per studente. Ma nessuno sembra tenere conto del fatto che questa scelta potrebbe avere costi sociali elevati dati i forti squilibri regionali presenti nel nostro Paese e il ruolo da noi giocato dal background familiare nel rendimento dell’istruzione

sommario 6 agosto 2003

Serve la politica economica? Comparando i Documenti di programmazione economico-finanziaria degli ultimi tre anni viene da pensare che il Governo abbia sempre meno fiducia nella capacità delle proprie politiche di sollevare il tasso di crescita dell’economia sopra il tendenziale. Oppure che abbia rinunciato a qualsiasi azione riformatrice. E quelle poche riforme di cui ancora si parla in settori chiave quali l’istruzione e la sanità potrebbero avere molti effetti indesiderabili.

Quel silenzio assordante sulle liberalizzazioni

Perché le parole “privatizzazione” e “liberalizzazione” sono bandite dal Documento di programmazione economico-finanziaria? L’assenza di linee guida su questi argomenti è stupefacente. Se non un governo di centro-destra chi dovrebbe compiere significativi passi avanti nell’affidarsi maggiormente al mercato, liberalizzando e privatizzando?

Per un Codice delle comunicazioni

Occorre autoregolazione ex-ante e controllo antitrust ex-post degli operatori con posizione dominante nel settore delle telecomunicazioni. Le osservazioni inviate in materia al Parlamento da Assonime propongono una forma di regolazione “leggera” in cui forme di autoregolazione degli operatori dominanti possono anticipare un intervento regolatorio d’autorità.

Chi deve vigilare sulle banche?

Un nuovo studio porta acqua a favore della separazione tra attività di vigilanza e politica monetaria. La congiunzione di queste due attività nella medesima istituzione, la banca centrale, limita anche la disciplina cui è sottoposta la banca centrale, poiché trasferisce sui contribuenti, in modo assolutamente non trasparente, il costo di eventuali errori che la banca centrale commetta nello svolgere l’attività di vigilanza.

Pro e contro la “corsia della vergogna”

Vi sono molte contro-indicazioni all’abolizione, prevista dal nuovo codice della strada, della cosiddetta “corsia della vergogna”, quella riservata ai veicoli lenti lungo i tratti autostradali a tre corsie. Simulazioni alla mano, si mostra che la vecchia regola, con corsia dedicata ai veicoli lenti, è di norma superiore a quella nuova, anche in termini di incidenti stradali.

sommario 29 luglio 2003

La ripresa dei corsi azionari e la felice cessione della ETI spingeranno finalmente questo Governo a riprendere il cammino di privatizzazioni e liberalizzazioni avviato nella precedente legislatura? Anche su questo aspetto il Documento di programmazione economico-finanziaria è reticente.
Una proposta per rendere più efficiente il controllo antitrust degli operatori con posizione dominante nel settore delle telecomunicazioni.
Uno studio recente trova nuove ragioni per separare attività di vigilanza bancaria e politica monetaria.
Milioni di italiani in viaggio per godersi meritate vacanze. Il nuovo codice della strada, assieme a provvedimenti preventivi molto utili, prevede lÂ’abolizione della corsia per i veicoli lenti. Ma le simulazioni sugli effetti di questa misura sono tuttÂ’altro che incoraggianti.

Nel mese di agosto lavoce.info uscirà con un solo aggiornamento alla settimana, il mercoledì. E che nessuno si illuda: terremo gli occhi ben aperti. Anche sott’acqua. A tutti i lettori auguri di buone vacanze.

Grazie a una polemica

La “polemica” di Scalfari mi ha fatto scoprire un sito ottimo, che merita di essere sostenuto

Contrattazione: quale modello dieci anni dopo?

Tre riletture del Protocollo Ciampi da parte di autorevoli interpreti delle relazioni industriali in Italia (Carlo Dell’Aringa, Paolo Garonna e Ida Regalia). Hanno tutte il pregio di guardare in avanti e di prendere posizione, anche se non sempre queste posizioni sono fra di loro convergenti. E un intervento di Tito Boeri e Pietro Garibaldi che chiarisce alcuni equivoci sul decentramento della contrattazione in Italia

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