VENERDì 15 MAGGIO 2026

Lavoce.info

Formazione, povertà ed esclusione sociale

Un rapporto della Commissione europea mostra come il rischio di esclusione sociale sia concentrato sulle persone con bassi livelli di istruzione. E come la povertà in Italia duri più a lungo e sia spesso ereditata da una generazione all’altra.

sommario 13 agosto 2003

A ridosso di Ferragosto inauguriamo una nuova rubrica di recensioni, rispondendo a richieste dei nostri lettori. I tre saggi passati in rassegna trattano della povertà e delle sue vie d’uscita.  Lezioni utili per paesi, come il nostro, che devono invertire la tendenza al declino economico, un problema già affrontato da lavoce.info (riproponiamo qui alcuni interventi  anticipatori).

Ma vogliamo offrire anche un’immagine di ottimismo: un fenicottero rosa liberato in questi giorni nella riserva naturale delle saline di Margherita di Savoia, popolate anche da numerosi cavalieri d’Italia.

Il declino dell’industria italiana tra globalizzazione e campanilismo

Pietro Ichino

recensisce il saggio di Luciano Gallino, La scomparsa dellÂ’Italia industriale (Torino, Einaudi, 2003) che documenta in modo vivido e toccante il progressivo smantellamento di importanti settori dellÂ’industria italiana.

La liberazione del fenicottero rosa

In esclusiva per i nostri lettori, proponiamo la sequenza fotografica della liberazione di un fenicottero rosa, avvenuta il 12 agosto 2003 nelle acque della riserva naturale delle saline di Margherita di Savoia, popolate anche da numerosi cavalieri d’Italia.  L’evento (il primo in sei anni e il secondo da quando si è insediata nella salina una colonia di fenicotteri) Ã¨ stato reso possibile grazie alla cooperazione tra il Cipr di Cosenza e il Corpo Forestale dello Stato

 

Medici pubblici, sanità privata

La recente proposta del ministro Sirchia di incentivare le polizze assicurative per l’intra moenia rischia di generare effetti opposti rispetto alla auspicata “interazione virtuosa” tra pubblico e privato. Nella situazione attuale, le maggiori entrate finirebbero nelle casse delle cliniche convenzionate e non in quelle delle aziende sanitarie pubbliche

Quanto conta la politica economica?

Nel giro di tre anni le fede di questo governo nelle virtù taumaturgiche delle sue politiche economiche è bruscamente calata. Nel Dpef 2002 si prefigurava una crescita reale del PIL sopra il tendenziale di un punto l’anno per tutto il periodo 2002-2006; nel Dpef 2003 il contributo della politica economica alla crescita era stimato in 0,2 punti nel 2003 e 0,6-0,7 punti in ciascuno dei tre anni successivi. Nel Dpef 2004 si presume che le azioni di politica economica avranno effetti ancora più modesti: 0,2 punti l’anno nel 2004 e 2005, 0,3 nel 2006, 0,5 nel 2007. Ritorno coi piedi per terra o rinuncia a qualsiasi azione riformatrice?

Il nodo degli insegnanti in Italia

La politica di razionalizzazione del personale scolastico del Ministro della Pubblica Istruzione Moratti porterà presumibilmente a una riduzione del numero di docenti per studente. Ma nessuno sembra tenere conto del fatto che questa scelta potrebbe avere costi sociali elevati dati i forti squilibri regionali presenti nel nostro Paese e il ruolo da noi giocato dal background familiare nel rendimento dell’istruzione

sommario 6 agosto 2003

Serve la politica economica? Comparando i Documenti di programmazione economico-finanziaria degli ultimi tre anni viene da pensare che il Governo abbia sempre meno fiducia nella capacità delle proprie politiche di sollevare il tasso di crescita dell’economia sopra il tendenziale. Oppure che abbia rinunciato a qualsiasi azione riformatrice. E quelle poche riforme di cui ancora si parla in settori chiave quali l’istruzione e la sanità potrebbero avere molti effetti indesiderabili.

Quel silenzio assordante sulle liberalizzazioni

Perché le parole “privatizzazione” e “liberalizzazione” sono bandite dal Documento di programmazione economico-finanziaria? L’assenza di linee guida su questi argomenti è stupefacente. Se non un governo di centro-destra chi dovrebbe compiere significativi passi avanti nell’affidarsi maggiormente al mercato, liberalizzando e privatizzando?

Per un Codice delle comunicazioni

Occorre autoregolazione ex-ante e controllo antitrust ex-post degli operatori con posizione dominante nel settore delle telecomunicazioni. Le osservazioni inviate in materia al Parlamento da Assonime propongono una forma di regolazione “leggera” in cui forme di autoregolazione degli operatori dominanti possono anticipare un intervento regolatorio d’autorità.

Pagina 1401 di 1417

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén