Il collocamento dei titoli in Italia passa attraverso due interventi: quello della Banca d’Italia sull’offerta di valori mobiliari, in base al Testo unico bancario. E quello della Consob sulla sollecitazione all’investimento e la prestazione di servizi di investimento, come stabilito dal Testo unico della finanza. Il primo mira ad assicurare stabilità ed efficienza al mercato finanziario nel suo complesso. Non è perciò un giudizio sull’affidabilità della singola emissione. Il secondo cerca di evitare che i risparmiatori facciano investimenti senza la consapevolezza del rischio assunto.
Riprendono le audizioni al Senato sull’affaire Telecom Serbia: qualche numero su di un caso di cui si è parlato a lungo senza fornire i dati più elementari.Â
I risparmiatori e gli investitori esteri si aspettano una reazione al caso Parmalat. Il Governo ha varato un disegno di legge sui controlli nei mercati finanziari con molti punti in sospeso. In vista del dibattito in Parlamento, che si annuncia tutt’altro che rituale, contribuiamo al dibattito con alcune informazioni utili. Primo, non è vero che il denunciante civico è una novità in assoluto: le autorità antitrust  già da tempo usano i whistle-blowers con successo per difendere la concorrenza. Secondo, cerchiamo di chiarire quali sono le responsabilità di Banca d’Italia e Consob nei controlli sull’emissione di obbligazioni. Terzo, discutiamo la relazione fra banche e imprese: invece di vietare che unÂ’impresa troppo indebitata verso una banca partecipi alla vita societaria di quella banca, sarebbe meglio impedire agli istituti di credito di esporsi troppo verso società che siano loro azioniste. Quarto, ci poniamo una domanda: sarà poi vero che la trasparenza e la stabilità  dei mercati finanziari sono obiettivi fra di loro in conflitto?
Il ritorno al concorso nazionale deriva dal giudizio negativo sul funzionamento dei concorsi locali che hanno portato a un eccesso di promozioni dei docenti interni e limitato la mobilità . Oltre a determinare la crisi finanziaria di numerosi atenei. Ma sarebbe stato sufficiente istituire procedure di controllo e legare a queste i finanziamenti. Conseguenza di questa scelta è il controllo diretto del ministero sulla spesa, con la rinuncia a delineare un corretto sistema di incentivi.
Non è l’introduzione di elementi di precarietà nella carriera dei docenti il punto critico del progetto di riforma dello stato giuridico. Piuttosto, la proposta non incide sul vero problema: come dare spazio ai ricercatori e ai professori più bravi. Non indica infatti regole o incentivi per indurre i dipartimenti e le facoltà a produrre buona ricerca e buona didattica. Così si rischia di perpetuare l’attuale situazione di mediocrità . Con i fondi forse scarsi, ma sicuramente mal spesi.
La Corte dei Conti – censurata dal TG1 e TG2 – sottolinea l’eccessiva discrezionalità di cui gode il Ministro Tremonti nella gestione del bilancio pubblico, “una discrezionalità che non ha riscontro nelle democrazie occidentali” confermando il giudizio da tempo espresso a riguardo da lavoce.info. Le critiche sono sia sulla forma sia sulla sostanza. Riproponiamo gli interventi su questi temi di Piero Giarda e Giuseppe Pisauro.
Università e studi post laurea possono essere visti come beni internazionalmente commerciabili. L’Italia non ha in questo momento alcun vantaggio comparato nella produzione di formazione avanzata. Che perciò dovrebbe essere “importata” dall’estero, per esempio utilizzando i consorzi internazionali cui partecipano facoltà italiane. Più opportunità nella ricerca di punta, da rilanciare anche con la creazione di centri d’eccellenza. Potrebbero poi derivarne benefici anche per i programmi di dottorato italiani.
L’impegno preso a Lisbona di fare dell’Europa la più competitiva economia del mondo basata sulla conoscenza richiede un profondo ripensamento del sistema universitario. Da fondare su tre punti chiave. Una maggiore competitività tra università basata sulla reputazione, un autogoverno degli atenei in linea con gli obiettivi della società e una struttura di incentivi che sappia premiare l’impegno dei docenti. In tutto ciò resta decisivo il ruolo del settore pubblico
Se si escludono le tecnologie della comunicazione, il ritardo dell’Italia negli investimenti in It è ancora più grave di quello che appare. Non solo perché si dà scarsa importanza alla ricerca e sviluppo, ma anche perché il nostro paese ha da tempo abbandonato la produzione di beni ad alto contenuto tecnologico. Invece, il nostro declino economico può essere superato solo rafforzando questa filiera produttiva. Tra la produzione e l’utilizzo di It esiste infatti una complementarietà troppo spesso trascurata.
Non solo nel Regno Unito. In tutta Europa si cerca di riformare l’università . E’ il modo giusto per interpretare l’impegno a rilanciare la ricerca preso dai Governi europei a Lisbona nel 2000. Da noi, invece, si torna indietro. Il disegno di legge sulla riforma dello stato giuridico dell’università presentato dal Ministro Moratti reintroduce i concorsi nazionali. Ma non affronta i problemi di fondo, quelli dellÂ’assenza di regole o di incentivi tali da indurre i dipartimenti e le facoltà a produrre buona ricerca e buona didattica. Né si entra nel merito delle regole di governance dell’università . Ed è chiaro che senza incentivi efficaci e senza una riforma della governance, qualunque riforma sarà facilmente aggirata.
La Corte dei Conti – censurata da TG1 e TG2 – sottolinea l’eccessiva discrezionalità di cui gode il Ministro Tremonti nella gestione del bilancio pubblico, confermando il giudizio da tempo espresso a riguardo da lavoce.info. Riproponiamo alcuni interventi su questi temi.
Un sistema di incentivi finanziari è senz’altro necessario, ma non può essere sufficiente per contrastare le logiche autoreferenziali del sistema universitario italiano. La catena del potere e della responsabilità non può più far capo solo ai docenti, ma deve rappresentare l’intera società che intorno all’ateneo si muove. In Italia molti temono una nomina puramente politica dei vertici universitari, ma dalle esperienze straniere si possono ricavare esempi molto interessanti ed efficaci, che potrebbero servirci di ispirazione.