MARTEDì 7 LUGLIO 2026

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Part-time senza entusiasmo

In Italia il part-time è ancora poco diffuso. I molti interventi susseguitisi negli ultimi anni per favorirne l’adozione hanno ridotto le rigidità normative e contrattuali che lo rendevano costoso per le imprese. Per i lavoratori i rischi restano maggiori dei benefici. Andrebbero invece facilitati i passaggi da full-time a part-time e viceversa, l’utilizzo di congedi parentali e formativi flessibili, l’investimento formativo e la progressione professionale. Così non sarebbe più solo una scelta obbligata per donne costrette a conciliare impegni familiari e di lavoro.

L’artigianato straniero del Piemonte

La regolarizzazione di quasi 700mila lavoratori extracomunitari non è priva di effetti sulle statistiche sullÂ’occupazione. LÂ’analisi dei dati, anche in caso particolare come quello delle iscrizione allÂ’Inps dei dipendenti di imprese artigiane in Piemonte, offre molti spunti di riflessione: sulla congruità delle quote di ingresso e sull’entità della domanda di lavoro rivolta anche a cittadini extra-comunitari. E su come identificare le aree di attività in cui è maggiore l’impiego di stranieri.

Il sindacato nella riforma del lavoro

Nel decreto legislativo di riforma del lavoro tocca il suo culmine la tendenza a delegare funzioni paralegislative alle parti sociali. Ma quali sono le conseguenze dell’ormai inestricabile intreccio tra legge e contrattazione collettiva? Al di là di incoerenze ed equivoci, bisognerebbe distinguere tra concertazione, intesa come forma di cooperazione tra pubblico e privato-collettivo, e contrattazione collettiva, che è invece una manifestazione dell’autonomia negoziale privata. E alla luce di questa distinzione andrebbe affrontato il problema della riforma delle regole della rappresentanza sindacale.

L’occupazione cresce ancora

Nonostante il brusco rallentamento dell’economia, il mercato del lavoro “tiene” e il tasso di occupazione aumenta, anche se resta lontano dai livelli europei. Arriva però un segnale preoccupante: l’occupazione cresce solo al Nord e resta ferma nel Mezzogiorno. Un motivo in più per ricorrere a un decentramento territoriale della contrattazione collettiva. Quanto all’aumento del part-time, è un elemento cruciale per aumentare l’occupazione italiana femminile nel lungo periodo, ma implica una automatica diminuzione del numero di ore lavorate per addetto.

Le soluzioni in campo

La più semplice è seguire il diritto societario e mettere in amministrazione controllata le squadre mal gestite. Anche il lodo Petrucci impedisce alle società con debiti verso il fisco o i giocatori di fare nuovi acquisti. Più dubbi solleva l’idea del salary cap o di una superlega europea, mentre sarebbe auspicabile una sorta di mutualità, che ristrutturi la divisione dei ricavi all’interno dell’industria del calcio in modo che anche i club più piccoli abbiano parti sostanziali degli introiti. Resta comunque il problema di un’autorità di controllo credibile.

Sommario 30 Marzo 2004

Segnali contrastanti dal mercato del lavoro. Rallenta la crescita dell’occupazione. Ma poteva andare peggio dato l’andamento dell’economia. Preoccupa il profilo piatto dell’occupazione nel Mezzogiorno: è lì che andrebbero creati i nuovi lavori. Importante rivedere gli assetti contrattuali affrontando al contempo anche il nodo della rappresentanza del sindacato. Il part-time aumenta, grazie anche agli interventi legislativi di questi anni. Il suo sviluppo abbasserà il numero di ore lavorate per occupato, una statistica molto discussa di questi tempi. Troppo presto per trarre un bilancio degli effetti della Legge Biagi. Si può invece valutare sulla base di metodi scientifici il contributo del lavoro interinale alla crescita occupazionale.

Calcio. Il lodo Petrucci è paradossalmente punitivo. Meglio l’amministrazione controllata.

Ricordiamo ai nostri lettori l‘incontro del 31 marzo in Senato sul Ddl sul risparmio.

Il Governo del carrello

Il Governo del carrello

Tre anni son passati da quella goleada
Quando giunsero a Roma in truppa numerosa
Eletti in ogni borgo, metropoli e contrada
Pronti a rifar l’Italia più ricca e vittoriosa

Imposte da ridurre, pensioni da aumentare
Ponti, trafori e strade per farci più moderni
L’inglese dalla culla, l’impresa da imitare
La nuova primavera dopo quei tristi inverni

A garantire il tutto l’uom dalle mille facce
Imprenditore, giudice, profeta e allenatore
E’ ormai finito il tempo di tante figuracce
Darà del tu ai potenti, è l’Unto dal Signore.

Oggi mi sembra il tempo per un primo bilancio
Tempo ne avete avuto, i voti li avevate
Tutte le condizioni per muoversi di slancio
E per tradurre in leggi promesse un po’ avventate.

Se oggi dovessi dire qual è la mia impressione
Senza pensarci su, parlando sul più bello
Vi evocherei di certo, scusate il paragone
Con una sola immagine: Il governo del carrello

Tra gli scaffali pieni dei nostri molti guai
Si aggirano i Ministri con l’aria incuriosita
Cercando qualche cosa che possa casomai
Tornar di utilità prima che sia finita

Il Silvio ha dato il la a tutta l’orchestrina
Con quelle leggi infauste cucite su misura
Votate a ranghi stretti, con grande disciplina
Ed ecco nel carrello TV e Magistratura

Guardando la riforma al voto in queste ore
Sembra di essere entrati nel sito della Destra
Dove si fa politica cliccando sul cursore
“Mettiamo nel carrello?” ti chiede la finestra

Sulla Grande Riforma la spesa è a molte mani
Maroni vuol comprare l’Italia Federale
Il Silvio vuole un Premier scelto dagli Italiani
Storace chiede spazio per Roma Capitale

Peccato che alla fine, percorsi i corridoi
Con quel carrello pieno di pezzi astrusi e strani
Si arriverà alla cassa, e lì guarderai noi
Chè tanto a pagare saranno gli Italiani.

Nuove regole per le fusioni

Il nuovo regolamento comunitario sulle fusioni tra imprese interviene su questioni importanti come la giurisdizione, i tempi delle procedure e i poteri di indagine della Commissione. Soprattutto, ridefinisce i criteri di ammissibilità, sulla falsariga di quelli americani. Si tratta di una riforma profonda e le incertezze applicative che ne deriveranno dovranno essere risolte in modo da favorire la capacità delle aziende europee di competere sui mercati internazionali e dunque il superamento del nanismo industriale che ancora caratterizza molti settori.

Finlandia da imitare

Per rilanciare la crescita dell’Italia viene spesso indicato come esempio da seguire il modello spagnolo. Ma proprio la Spagna insegna che una strategia basata su poco Stato e un’accelerata liberalizzazione del mercato del lavoro non genera un aumento duraturo della produttività, il vero motore della crescita. Meglio allora guardare più a Nord, all’esperienza finlandese. Dove si è riusciti a produrre innovazione utilizzando la spesa pubblica per finanziare riforme capaci di garantire i giusti incentivi per investire e fare ricerca.

La politica economica dei luoghi comuni

Invocare una sterzata decisa alle politiche macroeconomiche per uscire dalla mini-recessione è utopistico. Possono forse stimolare l’economia nel breve periodo, ma pagandone i costi nel medio. Si dovrebbe invece preparare il terreno ottimale per l’aumento della produttività del settore privato. I governanti europei dovrebbero preoccuparsi di varare riforme strutturali, con un piano serio e concreto che ne limiti le ricadute sulle fasce sociali più deboli, anziché criticare la Banca centrale europea o fantasticare sugli investimenti pubblici.

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