Il Patto di Stabilità non esaurisce la disciplina europea delle finanze pubbliche. Al di sopra si pongono le disposizioni del Trattato, in particolare l’articolo 104 che istituisce una procedura per i disavanzi eccessivi. Le regole del Trattato e quelle del Patto si ispirano però a principi divergenti: di flessibilità e discrezionalità , le prime; di rigidità e automatismo, le seconde. Improponibile una revisione del Trattato, non è senza difficoltà una modifica del Patto. Probabile, dunque, una soluzione intermedia
Non si parla più dello tsunami. Eppure sono molte le lezioni ancora da trarre. Primo gli aiuti non sono affatto disinteressati. La loro distribuzione, al contrario, risponde a precisi interessi geopolitici e lascia molti buchi. Il relief aid non può essere un sostituto della cooperazione allo sviluppo. Secondo, non sappiamo se lo tsunami ha una qualche relazione con il surriscaldamento del pianeta, ma certamente è un esempio su scala locale di ciò che potrebbe accadere su scala globale se non si applica il protocollo di Kyoto. Bene saperlo. Terzo, nel ricostruire il turismo utile chiedersi se è possibile integrarlo di più nella realtà locale.Â
I Presidenti di Camera e Senato nominano il nuovo Presidente dell’Antitrust. Al di là dei nomi, si tratta di definire regole che garantiscano indipendenza ed autorevolezza.Â
Mentre si avvicinano le riunioni cruciali per le sorti del Patto di Stabilità e Crescita e sembra sempre più probabile un rinvio delle decisioni più importanti che affosserebbe definitivamente il Patto, continuiamo ad ospitare interventi sul rapporto fra Patto e Trattato di Maastricht.Â
Tra una newsletter e l’altra abbiamo ospitato un intervento sulle rappresentanze offerte dalle elezioni primarie.
Non c’è bisogno di un’ulteriore revisione del Trattato: è sufficiente sfruttare gli spazi di manovra offerti dalle regole esistenti. La Costituzione europea fissa i principi: non consente che i disavanzi aumentino o restino inalterati, ma lascia ampi margini di discrezionalità ai governi e al Consiglio. Alla Commissione spetta il compito di verificare il rispetto dei principi, alla luce degli standard applicativi. E perché la disciplina europea risulti effettiva, sono cruciali l’accuratezza e la omogeneità dei dati sui risultati conseguiti dai governi.
Dopo le devastazioni dello tsunami, la corsa al ripristino delle attività turistiche fa emergere questioni etiche e pragmatiche sullo sviluppo del settore nei paesi colpiti. La programmazione degli investimenti a breve termine per accelerare la ripresa potrebbe portare all’aumento del divario tra l’attività turistica e la realtà locale. Va invece favorita l’adozione di un approccio integrato e sistemico, accompagnato da efficaci metodi di valutazione e monitoraggio. Solo così il turismo potrà essere un volano di sviluppo per le aree economicamente svantaggiate.
La travagliata vicenda delle primarie del centrosinistra pone un dilemma di rilievo per la “qualità ” del nostro sistema democratico: se sia possibile soddisfare la sacrosanta esigenza di rinnovare le procedure di selezione del personale politico, pur continuando a fare affidamento per vincere le elezioni sulle forme organizzative tradizionali. Per superarlo, sarebbe innanzitutto necessario fare delle primarie un metodo che vale sempre e per tutti. E studiare un sistema misto che attribuisca potere di voto direttamente agli elettori, ma anche ai rappresentanti delle “forme organizzate”.
L’analisi dei dati dellÂ’indagine Pisa mostra che la bassa competenza degli studenti italiani non è un problema generalizzato. I risultati sono più che soddisfacenti al Nord e nei licei. Preoccupanti al Sud e negli istituti professionali. Le carriere dipendono dalla famiglia e dal luogo di nascita, negando alla radice l’uguaglianza delle opportunità . La scuola dovrebbe perciò operare come meccanismo compensativo. Ma per farlo, occorre conoscere nel dettaglio quali elementi contribuiscono a potenziare l’acquisizione di competenze.
La riforma dello stato giuridico dei docenti universitari, con l’introduzione di contratti a tempo determinato, farà crescere la presenza delle donne nelle università . Ma continuerà a escluderle dal sistema di produzione della conoscenza. Si rafforzerà infatti il doppio binario professionale: una base flessibile e prevalentemente femminile di ricercatori, disposta ad accettare basse retribuzioni e scarse possibilità di carriera. E un vertice, prevalentemente maschile e spesso formatosi all’estero, in grado di accedere alle reti e ai fondi di ricerca internazionali.
Nei paesi dell’Ocse le imposte reali che gravano su singoli cespiti, quasi sempre gli immobili, sono nettamente dominanti rispetto a quelle sui trasferimenti. E solo in tre paesi la percentuale sul totale delle imposte dirette assume valori rilevanti: Giappone, Polonia e Stati Uniti. In Francia, la “impot de solidarieté sur la fortune”, voluta da Mitterand e ora confermata dal governo di destra, ha un effetto redistributivo minimo, ma serve ad aggiungere progressività a un sistema che non ne ha molta. E pagarla è diventato una sorta di status symbol.
Quale è stato l’impatto dei buoni scuola introdotti in Lombardia nei primi anni di applicazione ? I dati suggeriscono che il numero degli iscritti nelle scuole private sia diminuito nonostante una riduzione del prezzo netto pagato dalle famiglie. Questo significa che per ogni euro speso dalla Amministrazione Regionale, solo 17 centesimi sono finiti alle scuole private, mentre il restante è consistito in una redistribuzione a beneficio delle famiglie. Più ricche.
Per tornare a crescere abbiamo bisogno di potenziare il nostro capitale umano. Non è solo un problema di risorse. La qualità dei diplomati della nostra scuola secondaria è nettamente inferiore a quella di paesi che spendono in istruzione tanto quanto noi, in rapporto al loro prodotto lordo. Sono soprattutto le scuole del Sud a sfornare diplomati di basso livello. Anche le scuole private producono diplomati di bassa qualità . E hanno ricevuto solo una parte minore delle risorse messe a disposizione dalla Regione Lombardia mediante i buoni scuola. Si è trattato soprattutto di una redistribuzione a favore delle famiglie. Più ricche.
Aumenta la presenza delle donne nella scuola e nell’università , ma rischiano di rimanere segregate ai livelli più bassi di produzione della conoscenza.  E la riforma dello stato giuridico rischia di peggiorare le cose.
Cosa sono le imposte patrimoniali? Â Troppe volte se ne parla a sproposito. Â E si fa tanto rumore … per nulla.
Aggiornamenti:
Una terza via tra primarie e partiti, di Francesco Vella, 18-02-2005