DOMENICA 23 AGOSTO 2026

Lavoce.info

Il nodo dell’Irap

L’Irap così com’è oggi assicura una rendita fiscale alle imprese ad alta intensità di capitale all’interno di uno stesso settore, ma anche ad interi settori di attività: banche, telecomunicazioni ed energetico rispetto al settore industriale in senso stretto. Uno sgravio integrale sul costo del lavoro li avvantaggerebbe ulteriormente. Per aiutare l’industria esportatrice, invece, è assolutamente necessario redistribuire il carico fiscale mediante una razionalizzazione dellÂ’imposta, intervenendo poi sull’aliquota per abbassarla ulteriormente.

Irap: dove sono le Regioni?

Il governo ha ripetutamente annunciato il ridimensionamento dell’Irap disinteressandosi dei potenziali effetti sulle finanze regionali. Come compensare le Regioni per la perdita di gettito conseguente al ridimensionamento dell’Irap? La questione va inquadrata nella prospettiva più ampia del ridisegno complessivo della finanza regionale necessario per realizzare i principi contenuti nel nuovo Titolo V della Costituzione. La soluzione non è a portata di mano né sono state avanzate proposte plausibili. Una prospettiva possibile, non priva di controindicazioni, consiste nell’ampliamento della addizionale Irpef.

Ridurre l’IRAP e il “costo del lavoro”

È urgente avviare un processo di graduale eliminazione dell’Irap a partire dal costo del lavoro. Eliminare da subito la tassazione dei contributi sociali costerebbe, in termini aggregati, circa 4 miliardi di euro. Per verificare gli effetti redistributivi dell’intervento abbiamo analizzato un campione di imprese del manifatturiero e calcolato che porterebbe per l’80% delle imprese un risparmio significativo, compreso tra il 14 e il 30% dell’IRAP attuale. Il risparmio risulta sufficientemente ben distribuito tra le imprese.

Tre domande sul DPEF

L’analisi delle previsioni della spesa pubblica contenute nel DPEF fa sorgere una serie di interrogativi. Nel caso di interessi, investimenti e dipendenti pubblici alcune ipotesi discutibili hanno l’effetto di migliorare il saldo nel 2006, sul quale verremo giudicati in sede europea. Se le cifre si rivelassero ottimistiche il vero onere dell’aggiustamento si sposterebbe al 2007 e agli anni successivi. Un chiarimento è quindi essenziale.

Pensioni e TFR

In vista del tavolo con le parti sociali, riproponiamo ai lettori una serie di interventi che lavoce.info ha dedicato al decreto del Governo in tema di trasferimento del Tfr ai fondi pensione.

Intanto a Bruxelles …

Il 6 luglio scorso, il Parlamento europeo ha respinto una controversa proposta di direttiva sulla brevettabilità dei software elaborata dall’esecutivo UE e approvata dal Consiglio nel marzo scorso. Lavoce.info si era occupata del tema nei mesi scorsi, con alcuni articoli che riproponiamo ai lettori.

Benzina nel motore

In tre anni lavoce.info si è fatta sentire. Siete benzina del motore dello spirito civico e della cultura democratica del paese. Grazie e buon lavoro.

Tre ragioni per un successo

Competenza, autonomia e indipendenza: tre ragioni che spiegano il successo de lavoce.info, e la rendono uno strumento utile, originale, affidabile. Un punto di riferimento.

Una comunità che ci aiuta a capire

Non ho mai scritto a lavoce.info, né per lavoce.info. Ma vi faccio ricorso sempre più spesso. Viene spontaneo rivolgersi a questo strumento di dibattito informato, approfondito ma scorrevole, sovente appassionato e sempre civile. Rallegramenti di cuore, e grazie, a chi ha inventato lavoce.info, a chi la tiene chiara e forte, a chi dà vita a questa comunità di dibattito e di proposta. Una comunità che si sforza di capire e che aiuta a capire. Auguri!

Migliora il clima

Segue con molto interesse quello che appare su lavoce e trovo molto interessante il progressivo allargamento dei temi di discussione. Avere un luogo che permetta di discutere in modo razionale i problemi enormi e incartapecoriti che abbiamo di fronte e’ un grande valore aggiunto.
Non c’e’ che dire, una visita a lavoce.info migliora il clima.

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