L’economia italiana registra un forte rimbalzo nel secondo trimestre, E’ una buona notizia; rimangono però fondati motivi di preoccupazione sulla solidità della ripresa economica nei prossimi trimestri.
Le polemiche di questi giorni sui protagonisti della scalata ad Antonveneta sembrano sempre più improntate (anche da parte dell’opposizione) a criticare le intercettazioni telefoniche e la diffusione dei loro contenuti. La seconda carica del Paese ha addirittura affermato che non rinveniva in esse elementi di carattere penale o deontologico. Il punto non è affatto questo: le intercettazioni sono solo la forma colorita di una sostanza grave, già emersa negli atti di accertamento Consob e nel decreto di sequestro delle azioni. Questi documenti dimostrano che la scalata è avvenuta violando tutte le regole possibili di funzionamento del mercato finanziario e bancario e che il Governatore della Banca d’Italia ha avallato e sostenuto violazioni così gravi.
Nel mercato concorrenziale l’interazione tra i soggetti economici si svolge a partire da decisioni decentrate. E’ contraddittorio ed erroneo sostenere che una politica della concorrenza come decisione collettiva che si sostituisce o anche soltanto si accompagna a decisioni private, offra i presupposti per la piena trasparenza, la chiarezza e la certezza circa i criteri con i quali le norme antitrust vengono applicate. Mentre la concezione che vede nell’autonomia decisionale di un’impresa un valore in sé, sarebbe fonte di “opacità ” e di “ingiustificati formalismi”.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato sostiene da tempo che lÂ’introduzione di opportune forme di incentivazione alla concorrenza contribuisce a rendere più efficiente l’offerta sanitaria e a contenere la spesa pubblica e privata in farmaci. Ma in Italia il sistema è ingessato e ciascun operatore adegua le proprie strategie alla prassi regolamentare vigente. Con danni per i consumatori. Buoni risultati si potrebbero avere invece ammettendo la vendita dei prodotti da banco anche fuori dalle farmacie. E da una nuova concezione della figura del farmacista.
Avrà effetti positivi il decreto sugli sconti in farmacia. L’applicazione di regole di concorrenza beneficia i consumatori, senza alcun rischio per l’equità all’accesso ai farmaci. Il blocco dei prezzi per due anni è invece una misura fortemente limitativa del mercato e indurrà le imprese farmaceutiche ad aumenti ingiustificati, per recuperare i mancati guadagni. Ma l’unico modo per aumentare davvero la concorrenza nella distribuzione e il risparmio dei cittadini è la vendita dei farmaci senza obbligo di prescrizione e da banco anche nei supermercati.
L’antitrust in Europa e in Italia segue un modello amministrativo, nel quale il procedimento avviene all’interno delle Autorità con l’accusa istruita dagli uffici e la decisione presa dalla Commissione. La necessità di garantire equilibrio tra ragioni dell’accusa e della difesa ha portato in Europa ad introdurre nuove figure come quella del Chief Economist, una esperienza che potrebbe rivelarsi utile anche per l’Italia.
L’Autorità antitrust presieduta da Tesauro ha utilizzato in modo incisivo le sanzioni nei confronti delle imprese. La capacità di deterrenza delle sanzioni resta tuttavia debole per i limiti posti dalla legge e per la mancanza di sanzioni penali. L’Amministrazione Catricalà apre una strada diversa, imperniata sul dialogo e la moral suasion nei confronti delle imprese. Quale approccio si rivelerà alla fine più incisivo?
Secondo molti l’eccesso di rigore della BCE è una delle cause della stagnazione di Eurolandia. In realtà , la BCE ha peccato in questi anni del difetto opposto. La stagnazione europea ha cause di lungo periodo, legate all’andamento della produttività . Proprio il rallentamento recente della produttività deve mettere in guardia da pericolose tentazioni al ribasso dei tassi di interesse.
Nel nostro paese non si applicheranno le regole sin quando non vi saranno authority forti, in grado di vigilare sulla loro applicazione. Forti non solo per le norme che ne determinano i poteri, ma anche e soprattutto per la qualità , lÂ’integrità e lÂ’indipendenza delle persone chiamate a dirigerle–come purtroppo dimostra la triste vicenda della Banca dÂ’Italia. I danni che Antonio Fazio sta arrecando alla credibilità internazionale dellÂ’Italia crescono di ora in ora. Ma il governo pare non accorgersene e rinvia il problema a dopo lÂ’estate. Ancora una volta il ministro dellÂ’Economia deve incassare una bruciante sconfitta.
Quanto all’antitrust, l’amministrazione Catricalà propone la concertazione e moral suasion nei confronti delle imprese, mentre la gestione Tesauro utilizzava sanzioni contro i comportamenti devianti, ribadendo la distinzione dei ruoli tra imprese e autorità . Due modelli che nascono da una diversa visione del processo concorrenziale e del ruolo dell’intervento antitrust. Che può servire a contenere i prezzi come mostrato dalla segnalazione dell’antitrust sul recente decreto del ministero della salute.
Si riunisce il Board della Bce; non dobbiamo sperare in una riduzione dei tassi di interesse, ma non è loro la colpa della stagnazione europea.
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Linda Lanzillotta, membro del consiglio d’amministrazione dell’Enav, commenta l’articolo di Marco Ponti sulla vicenda Enav – Vitrociset.
Aggiornamenti: Le regole violate di Marco Onado.
Nella vicenda Banca d’Italia il Governo sta a guardare, dando l’impressione di non poter far nulla. E’ un atteggiamento irresponsabile che rischia di dilapidare il grande capitale di competenze e credibilità che rimane nella Banca d’Italia. E’ necessario, invece, che il Governo intervenga su tre aspetti: durata del mandato, collegialità delle decisioni e competenze della Banca. Questi problemi devono essere affrontati prima di una eventuale nomina di un nuovo Governatore. Non è necessario inventare nulla di nuovo: basta applicare le regole già previste per la Banca centrale europea.