DOMENICA 23 AGOSTO 2026

Lavoce.info

Il virus della paura

Anche il solo timore di una pandemia genera rilevanti effetti economici negativi. L’unica strategia efficace per contenere l’allarmismo è agire in modo rapido per assicurare la produzione in quantità adeguata dei farmaci in grado di prevenire o contrastare il virus. Nel caso dell’influenza aviaria i ritardi sono già gravi a livello nazionale e internazionale. Si potrebbe coprire il fabbisogno di antivirali e antiepidemici indotto da profilassi e trattamenti di massa ricorrendo a unità di produzione sotto la diretta responsabilità del commissario europeo alla Salute.

Sommario 17 Ottobre 2005

La globalizzazione è fonte di grandi opportunità. Va però gestita con politiche efficaci. L’opinione pubblica nei paesi industrializzati si oppone alle importazioni e ancor più a un aumento dei flussi migratori. Per favorire l’integrazione di culture diverse è indispensabile rivisitare tutto il nostro apparato di regole, riducendo quelle che non sono indispensabili o in palese contraddizione con una società multiculturale, assicurando allo stesso tempo che le regole rimaste vengano rispettate da tutti.
La globalizzazione rischia anche di favorire il diffondersi di epidemie e pandemie. LÂ’esperienza dellÂ’Aids evidenzia un fallimento di mercato, lÂ’atteggiamento attendista degli stati di fronte ai rischi dellÂ’ influenza aviaria, ci ricorda che esistono anche “i fallimenti” dei governi.
Con mercati sempre più integrati a livello mondiale il prezzo della benzina in Italia dipende anche dai tassisti cinesi. Anche in questo caso però i policy makers possono intervenire per correggere le distorsioni indotte da politiche mal congegnate.

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Aggiornamenti: Per qualche antivirale in più di Marcello Basili e Maurizio Franzini;
Il capitale umano nella lotta alla povertà di Emanuele Baldacci;
Finanziare lo sviluppo di Alessandro Magnoli e Nicola Pontara.

Il federalismo tradito

Le reazioni negative di Regioni ed enti locali alla Finanziaria 2006 si concentrano sul livello dei tagli. Ma ancor più dovrebbe preoccupare la filosofia del provvedimento. Porre un limite alla spesa rappresenta infatti un’indebita interferenza del centro sull’autonomia della periferia. Ed è concettualmente incompatibile con il federalismo che ammette solo il controllo sul saldo di bilancio. E’ necessario evitare manovre estemporanee e impostare invece con urgenza un sistema di finanza pubblica regionale e locale che sia certo, stabile e coerente.

Giochi da Nobel

Il Nobel per l’economia è stato assegnato ancora una volta a due studiosi di teoria dei giochi, Robert J. Aumann e Thomas C. Schelling. Entrambi hanno dato un notevole contributo innovativo, con forte impatto sulle discipline economiche e sociali. Aumann sviluppa le sue idee in modo analitico, sistematico, rigoroso. Il suo lavoro è accessibile solo a un pubblico scientificamente preparato. Schelling predilige l’esposizione informale e basata su esempi. E i suoi libri hanno fornito nuove categorie interpretative a manager, politici e diplomatici.

Quattro conti sul ponte

La cordata Impregilo ha appena vinto la gara (due soli partecipanti) per costruire il Ponte sullo Stretto. Lasciando da parte la congruità dell’offerta, restano fortissimi dubbi sull’utilità dell’opera, sull’entità dei finanziamenti privati (se tali sono i soldi di FS) e sulle inevitabili esigenze di risorse pubbliche nel prossimo futuro, per tacere dell’incubo paesistico-ambientale di un mostro di cemento iniziato e non finito. Ma è tutto il disegno della “grandi opere” a lasciare perplessi: non sembra che esse siano le più urgenti per risolvere i problemi della logistica, che avrebbe bisogno molto più di “piccole opere”, mentre i meccanismi previsti dalla Legge Obiettivo per accelerare le opere non sembrano aver funzionato. Intanto il cattivo esempio del Ponte tende ad attecchire anche nelle piccole città…

Domande sulla Finanziaria

Dopo la pubblicazione di tutti i documenti di bilancio la copertura della manovra di finanza pubblica per il 2006 continua ad apparire debole. Intanto, si parla di un possibile intervento correttivo sul 2005, per rimediare al mancato realizzarsi delle misure previste dalla Finanziaria dello scorso anno. E’ un problema che potrebbe ripresentarsi anche nel 2006. In particolare suscitano interrogativi le entrate da vendite di immobili, la regolazione dei flussi di Tesoreria, il co-finanziamento dei progetti comunitari, la lotta all’evasione e la riforma della riscossione.

Le molte conferme sulla povertà in Italia

Dall’indagine campionaria Istat 2004 sui consumi emerge l’aumento di quasi un punto della quota di famiglie povere, che arriva all’11,7 per cento. Cresce anche il divario tra Nord e Sud. Il confine tra benessere e povertà è spesso molto labile. Il rischio povertà è più alto per le famiglie con bambini piccoli, si abbassa quando il capofamiglia raggiunge l’apice della carriera e torna a salire per i pensionati. Colpa anche di un sistema di welfare tra i più inefficaci in Europa. Così come deludenti sono stati i tentativi di aumentare i redditi familiari con i tagli all’Irpef.

Sommario 13 ottobre 2005

Il Nobel per l’economia torna ad essere assegnato a studiosi di teoria dei giochi. Forse

Robert Aumann meritava più il premio di Thomas Schelling. Mettiamo in luce il contributo dei due grandi economisti.
Mentre si profila una manovra correttiva per il 2005, la copertura della Finanziaria 2006 appare sempre più debole, man mano che si riesce a saperne di più sulla manovra. In particolare suscitano interrogativi le entrate da vendite di immobili, la regolazione dei flussi di Tesoreria, il co-finanziamento dei progetti comunitari, la lotta all’evasione e la riforma della riscossione. Preoccupa la filosofia della Finanziaria sui tagli a Regioni ed enti locali. Porre un limite alla spesa rappresenta infatti un’indebita interferenza del centro sull’autonomia della periferia. Ed è concettualmente incompatibile con il federalismo che ammette solo il controllo sul saldo di bilancio.

La quota di famiglie povere è aumentata di un punto percentuale nel 2004, salendo all’11,7 per cento. Cresce anche il divario tra Nord e Sud. Colpa anche di un sistema di welfare tra i più inefficaci in Europa. Così come deludenti sono stati i tentativi di aumentare i redditi familiari con i tagli all’Irpef.
La cordata Impregilo ha vinto la “gara” (due soli partecipanti!) per costruire il Ponte sullo Stretto. Lasciando da parte la congruità dellÂ’offerta, restano fortissimi dubbi sullÂ’utilità dellÂ’opera, e sulle inevitabili esigenze di risorse pubbliche nel prossimo futuro, per tacere dellÂ’incubo paesistico-ambientale di un ponte lasciato a metà.

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Quando è il diritto sindacale a fermare i trasporti

La frequenza media bimensile degli scioperi in tutti i comparti dei trasporti pubblici in Italia è una anomalia nel panorama internazionale. Alla radice del fenomeno sono, tra l’altro, la norma che favorisce il frazionamento delle rappresentanze sindacali aziendali e l’orientamento giurisprudenziale che limita gli effetti giuridici della clausola di tregua. Entrambi premiano il modello conflittuale di relazioni sindacali, soprattutto nei servizi pubblici, dove il regime di monopolio consente di far pagare agli utenti il costo dell’inefficienza del sistema.

Il commercio di aeroporti

Un decreto legge accoglie le ripetute richieste di Alitalia di intervento dello Stato per ridurre i costi aeroportuali e del controllo del traffico aereo, i cosiddetti “requisiti di sistema”. Non si hanno ancora stime precise degli effetti sui conti dei gestori aeroportuali e di Enav. Anche il comune di Milano dovrà rifare i conti sul valore della sua quota della privatizzando Sea. Potrebbe essere l’occasione per ripensare alla contraddizione tra tutela delle rendite monopolistiche come concessionari e difesa degli interessi degli utenti-cittadini.

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