SABATO 22 AGOSTO 2026

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Sommario 19 dicembre 2005

Meglio tardi che mai. Ma non basta cambiare il Governatore. Bisogna anche cambiare le regole per evitare che situazioni del genere si ripetano in futuro. Nel frattempo occorre identificare una persona di rilievo internazionale e con competenze di economia monetaria e mercati finanziari. Speriamo che le considerazioni di carattere religioso o – peggio – i gruppi di interesse restino alla porta. Quanto ai banchieri, rimasti colpevolmente alla finestra, devono fin da subito rafforzare la tutela di azionisti e risparmiatori e puntare sulla trasparenza. E soprattutto le banche popolari devono cominciare ad adottare fin da subito misure che permettano un controllo sul loro operato.

La sospensione dei lavori permette una pausa di riflessione sul progetto di linea ferroviaria Torino-Lione. Si potrebbe rimodularlo in funzione della sola domanda merci e della sua realizzazione graduale nel tempo, rinunciando all’alta velocità e ai suoi costi elevati. In ogni caso, l’esame deve essere affidato a soggetti indipendenti. Quanto contano i “valori di opzione” dell’opera? Occorre precisare cosa effettivamente passerà sulla ferrovia del futuro e a quali condizioni.
L’eredità di Paolo Sylos Labini.
Il Presidente di Autostrade per lÂ’Italia, Gian Maria Gros-Pietro, commenta l’intervento di Boitani e Ponti sulle tariffe autostradali.
In una settimana abbiamo raccolto 2.500 euro; grazie del vostro sostegno. Coloro che verseranno un contributo entro il 2005 riceveranno un piccolo omaggio dalla redazione.

Aggiornamento: Pietro Garibaldi commenta i dati dell’ultima indagine Istat sulle forze lavoro.

Come migliorare la linea storica

Invece di costruire il tunnel per l’alta velocità Torino-Lione, si può intervenire sulla linea ferroviaria attuale. E’ un progetto altrettanto efficace per soddisfare la domanda di traffico merci, ma assai meno costoso. Fa leva su un programma di interventi mirati a incrementare radicalmente la capacità della linea storica, agendo anche sull’offerta di servizi di trasporto e non solo sull’infrastruttura, secondo standard internazionali consentiti dalla moderna tecnologia. Secondo calcoli prudenti si potrebbero così trasportare 48 milioni di tonnellate di merci all’anno.

Per chi vota il risparmiatore

Il testo della Finanziaria prevede l’istituzione di un fondo per indennizzare i risparmiatori danneggiati dai crack finanziari, obbligazioni argentine comprese. Molto probabilmente finirà per risolversi in una distribuzione generalizzata delle risorse. Una scelta sbagliata perché non tiene conto di principi base fondamentali per il fisiologico funzionamento di un mercato finanziario, come l’oggettiva rischiosità di alcune operazioni. Accantonata invece la class action, lo strumento più adatto per far valere le ragioni dei risparmiatori “traditi”.

Un bilancio in rosso

Al Consiglio europeo si è trovato un accordo sul bilancio dell’Unione per il periodo 2007-2013. Grazie alla mediazione della Germania. La discussione è stata pregiudicata dalla decisione del 2002 di mantenere invariati i tetti per la spesa agricola. Il compromesso raggiunto in extremis non cancella la delusione per un negoziato che poco innova nel bilancio comunitario e rinvia tutte le decisioni al prossimo round, dopo il 2013. Una postilla all’intervento già apparso su questo sito.

Tutto quello che non sappiamo della Pac

Non è vero che la Pac è l’unica forma di finanziamento all’agricoltura. Nel nostro paese, per esempio, i trasferimenti “visibili” e “invisibili” al settore sono quattro volte superiori a quelli garantiti dal bilancio dell’Unione. Non dovremmo perciò seguire i francesi nella strenua difesa della Politica agricola comunitaria, ma farci promotori di una sua riforma che incida sulle strutture produttive e riduca i costi di produzione della miriade di aziende agricole troppo piccole per poter utilizzare efficientemente la loro dotazione di terra, capitale e lavoro.

Il cinismo della Francia*

Il primo ministro britannico ha provato a utlizzare il bilancio per imporre una profonda riforma dell’Unione Europea. Non ci è riuscito e ora assistiamo ai soliti mercanteggiamenti venati di nazionalismo. Eppure, la Commissione va liberata dalle procedure burocratiche pesantissime che le impediscono di agire. Così come bisogna rinunciare alla distribuzione a pioggia delle risorse. Pac e ai fondi strutturali non sono altro che enormi spechi di denaro. Eliminarle non avrebbe alcun effetto sul recupero e sulla coesione dei paesi all’interno dell’Unione.

Sommario 15 dicembre 2005

Una vigilanza efficace è fondamentale per assicurare la stabilità e l’affidabilità del sistema bancario. Il Governatore Fazio ha fallito palesemente nei suoi compiti di vigilianza. Affinché il sistema bancario recuperi credibilità, Fazio deve lasciare il suo posto. Esistono oggi le condizioni perchè il Governo possa rimuoverlo per manifesta incapacità, richiedendo l’intervento del Consiglio Superiore e, in alternativa, revocando il decreto di nomina.

Il Consiglio europeo discute il Bilancio dellÂ’Unione per il 2007-2013. Le proposte della presidenza britannica, mirate a un trasferimento delle risorse dallÂ’agricoltura ad altre spese strutturali, non piacciono a molti paesi: forte il rischio che si rimandi tutto al 2013. Le scelte sono vincolate dalla infelice decisione di tre anni fa di mantenere intatti i tetti per gli aiuti allÂ’agricoltura. LÂ’Italia dovrebbe promuovere una riforma che incida in modo efficace sulle strutture produttive, abbassando i costi di produzione delle piccole aziende. Il cinismo della Francia nell’opporsi a questa riforma è imbarazzante.
La Finanziaria prevede l’istituzione di un fondo per indennizzare i risparmiatori danneggiati dai crack finanziari, obbligazioni argentine comprese: finirà per risolversi in una distribuzione generalizzata delle risorse?
In tre giorni abbiamo ricevuto 1.500 euro; grazie per aver raccolto il nostro appello, continuate così!

Risparmio, una riforma da buttare

Il testo di legge sulla tutela del risparmio approvato al Senato non affronta i veri nodi del sistema finanziario italiano. Non ha un disegno efficiente delle autorità di vigilanza, in campo bancario non scalfisce una disciplina assolutamente discrezionale e nemica del mercato, non uniforma il modus operandi della Banca d’Italia al modello europeo. Il centrosinistra ha buone idee in proposito. Se vincerà le elezioni, dovrà essere capace di metterle in pratica, incidendo su problemi delicati che sul piano politico hanno costi certi e vantaggi aleatori.

All’amministratore fa difetto l’indipendenza

La Commissione Preda è impegnata ad aggiornare il codice italiano di corporate governance. Intanto, i risultati di una recente ricerca rivelano che il codice non è solo inadeguato rispetto agli standard europei. E’ anche molto poco rispettato. Eppure, gli amministratori indipendenti sono uno dei principali strumenti per prevenire comportamenti in danno agli azionisti di minoranza, l’ostacolo principale per lo sviluppo del mercato azionario. Ma chi deve verificare quanto dichiarato dalle società quotate sulla indipendenza dei propri amministratori?

Quanto costa la corruzione

In Italia la corruzione “percepita” è al livello dei paesi emergenti, con costi enormi per la nostra economia. Il problema non è disgiunto da quello della supervisione bancaria. I due schieramenti politici dovrebbero porre la lotta alla corruzione come tema prioritario della campagna elettorale, insieme alla questione morale e alla governance della Banca d’Italia. Non solo per motivi etici. Ma perché la corruzione diffusa è un ostacolo allo sviluppo e una determinante della sempre più bassa competitività del nostro paese.

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