SABATO 22 AGOSTO 2026

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Il costo della pena

Sicurezza dei cittadini, efficacia della giustizia, umanità della vita nelle carceri sono temi affrontati con atteggiamenti emotivi, senza un approccio scientifico. Tanto che in due anni sono state approvate due norme di segno opposto, una volta a vuotare automaticamente gli istituti penitenziari, l’altra a una espiazione solo carceraria della condanna. Si continua comunque a ignorare la necessità di accompagnare i provvedimenti con investimenti: per le strutture di sostegno e controllo agli ex carcerati in un caso, per l’edilizia penitenziaria nell’altro.

Professionalità dei magistrati tra riforma Castelli e proposte dell’Unione

Anche se le deficienze della giustizia italiana hanno molti padri, la qualità dei giudici è un fattore fondamentale. La legislatura si è chiusa con il varo di un’ambiziosa riforma dell’ordinamento giudiziario. Che impatto avrà? Se la Cdl verrà riconfermata, assisteremo probabilmente al tentativo, alquanto arduo, di mettere in pratica la riforma Castelli. Quanto all’Unione, il suo programma sottolinea ripetutamente la necessità di intervenire sull’organizzazione della giustizia per ridurre i tempi dei processi. Ma resta a un livello molto generale.

L’articolo 18 in tribunale

L’analisi empirica rivela che nelle cause di licenziamento relative all’articolo 18, la maggioranza delle decisioni prescindono dalla conoscenza delle situazione di fatto. Subordinare il licenziamento a un’autorizzazione amministrativa ovvero al placet del consiglio di fabbrica, come avviene in alcuni paesi europei, permetterebbe di rendere l’azione del tribunale più mirata sui contenuti e più efficace. E si creerebbe uno spazio importante per le trattative tra le parti, senza asimmetrie informative e atteggiamenti opportunistici.

Avvocati globalizzati

Il successo economico delle imprese multinazionali ha accentuato il ruolo degli studi transnazionali. Il mercato italiano dei servizi legali per le aziende subisce una forte colonizzazione da parte dei paesi anglosassoni. Anche se uffici di media dimensione sarebbero i migliori interlocutori delle piccole-medie imprese. Dannose sia le proposte di liberalizzazione estrema di Confindustria, sia il protezionismo del Consiglio nazionale forense. Rallentano il processo di modernizzazione dell’avvocatura e con esso l’evoluzione del diritto d’impresa.

Sommario 20 marzo 2006

Dovrà De Villepin, come Balladur, cedere alle pressioni della piazza e cancellare la sua riforma del mercato del lavoro? Nell’attesa di saperlo, forniamo alcune stime degli effetti occupazionali della riforma. E ci poniamo le vere domande sulle implicazioni della riforma.
Esaminiamo i programmi elettorali sulla giustizia. Nel programma della Casa della Libertà si accenna solo alla separazione delle carriere. Che ne sarà della riforma dell’ordinamento giudiziario? Speriamo che non venga attuata così perchè è piena di difetti di progettazione. Nel programma dell’Unione, molti principi condivisibili, ma solo principi. Temi importanti vengono perciò ignorati dalla campagna elettorale come lÂ’iter di definizione delle controversie, la modernizzazione del mercato dei servizi legali, che sta subendo la colonizzazione degli studi anglosassoni. Pubblichiamo un intervento di Alberto Marcheselli sulla sicurezza sociale ed efficacia della giustizia.
Un altro tema ignorato dalla campagna elettorale è il debito degli enti locali. Ci vuole un nuovo patto di stabilità interno.
Aggiorniamo la rubrica “Vero o Falso?” con una discussione sull’effetto del cambio lira-euro sull’inflazione. Grazie ai lettori per le loro segnalazioni.

Un new deal per gli enti locali

Il patrimonio immobiliare degli enti locali costituisce un insieme di beni identificati, omogenei, e alienabili senza effetti negativi sul saldo primario. L’operazione di dismissione dovrebbe affiancare le riforme strutturali, ma stime prudenziali indicano che sarebbe sufficiente a riportare il rapporto debito/Pil vicino al 100 per cento. Lo Stato dovrebbe garantire agli enti territoriali alcuni incentivi, come la revisione del Patto di stabilità interno e l’introduzione di meccanismi di compartecipazione competitiva alla crescita.

La Francia e le riforme del mercato del lavoro

Come si fa ad aumentare l’occupazione? I francesi che manifestano contro il Cpe sembrano ignorare i meccanismi economici quando chiedono di agire sui profitti delle imprese. Questo si trasformerebbe in perdita di investimenti e in meno assunzioni. Né è utile ridurre l’orario di lavoro. O aumentare gli impieghi pubblici. Per assicurare formazione e protezione sociale ai lavoratori, aumentando gli incentivi delle imprese a creare posti di lavoro, bisogna riprogettare l’intera struttura della tutela dell’occupazione superando i difetti dei nuovi contratti proposti da De Villepin.

Ma il deficit resta eccessivo

I giudizi europei rimangono severi sui programmi di rientro dei paesi con deficit eccessivo. Soprattutto per l’Italia. La Commissione calcola che nei prossimi tre anni dovremo varare misure aggiuntive permanenti di riduzione del deficit pari almeno all’1,5 per cento del Pil. Senza contare le correzioni all’Irap e l’aumento degli oneri finanziari dovuto alla risalita dei tassi di interesse. Ma proprio il Patto di stabilità potrebbe aiutarci a vincere le resistenze all’aggiustamento di gruppi politici e di pressione, come sta cercando di fare la Germania.

No, il dibattito no!

Un uomo surreale, sullÂ’orlo dellÂ’abisso

Discute con passione di temi alquanto triti

Monologhi esaltati, lo stile un poÂ’ prolisso

Cercando di animare spauracchi ormai ingrigiti

 

Incontra Diliberto, un vero comunista

Ma guarda che regalo, si frega già le mani

Stoccate assieme al solito sorriso che conquista

Vittoria assicurata, pensiamo già al domani

 

Ma poi si trova in studio un tipo che gli mostra

parlando di operai le loro buste paga

che quando lui propone la solita sua giostra

gli chiede una risposta, non qualche frase vaga.

 

Ritenta: comunista! Sei tu che grondi sangue!

E lÂ’altro: dove sta il suo taglio delle tasse?

Balbetta, sembra incerto, lo sguardo appare esangue

E se nellÂ’incalzare di colpo lui crollasse?

 

Poi ieri un altro giro, in casa di Rai3

I nervi a fior di pelle, domande irriguardose

Lui spiega all’Annunziata il come ed il perché

Durante il suo governo han fatto tante cose

 

Ma quella insiste ancora, mostrando tanti dati

Gli chiede pure conto di Biagi e di Santoro

Ma come si permette, ma guarda che sfacciati

Ti invitano e vorrebbero parlare pure loro!

 

Diluvio di commenti, agguato, onore leso,

ma a me quello che resta, la sintesi, la scheda,

è la fotografia di lui col braccio teso

di Silvio che si allunga, saluta e si congeda 

 

Si vede chiaramente la testa rimboschita

La gamba tesa libera lÂ’enorme zatterone

Sul volto lÂ’espressione perplessa e un poÂ’ stranita

Di chi viene tradito perfino dal cerone.

Cinque punti senza salti

La riduzione di cinque punti del cuneo contributivo sul costo del lavoro ha varie controindicazioni. Per superarle, si può ipotizzare una progressività per scaglioni del contributo: aliquota ridotta fino a una determinata soglia del salario, normale sull’altra parte. In termini di aliquota media, la riduzione contributiva sarebbe così decrescente in modo continuo al crescere del salario. Il costo della riforma sarebbe di 7,7 miliardi. Ma con effetti positivi sull’occupazione. E coinvolgendo gli autonomi, si andrebbe verso un sistema previdenziale più omogeneo.

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