MARTEDì 5 MAGGIO 2026

Lavoce.info

Quando l’Europa può darci un fischietto*

Quale potrebbe essere stato il risultato delle partite oggi al centro delle indagini della magistratura? Perchè proprio quelle?  Hanno davvero alterato l’esito del campionato? E che rapporto cÂ’eÂ’ tra il condizionamento degli arbitraggi e il crescente divario fra grandi e piccoli clubs? Proviamo a fornire alcune prime risposte a tali quesiti, sulla base di unÂ’analisi dei risultati degli ultimi campionati. Una superlega con selezione delle terne arbitrali a livello europeo potrebbe risolvere al contempo diversi problemi e ridare credibilità al calcio.

I nodi tornano sempre al pettine

C’è un versante previdenziale-assistenziale della riforma del mercato del lavoro che solitamente viene affrontato con scarsa attenzione non solo per i problemi di finanza pubblica, ma anche per alcuni aspetti tecnico-giuridici attinenti a importanti istituti del modello di protezione sociale, di quello pensionistico in particolare. Si parla dell’introduzione di nuovi ammortizzatori sociali, della ridefinizione e dell’armonizzazione delle aliquote contributive per le differenti tipologie di lavoro, del riconoscimento di agevolazioni fiscali alle imprese che assumono a tempo indeterminato.
Tutti questi obiettivi, poi, devono essere raccordati con la proposta di ridurre il cuneo contributivo di almeno cinque punti.

Interrogativi sul disegno strategico

Anche volendo accantonare le sfide economiche e finanziarie della complessa operazione in cui è impegnato il nuovo Governo (non si dimentichi che da almeno due legislature non è stato possibile, per mancanza di adeguate risorse, un riordino degli interventi a sostegno del reddito e dell’occupazione a favore di tutto il lavoro subordinato e, quindi, anche degli occupati nelle piccole imprese e non solo dei dipendenti delle aziende medie e grandi, come avviene adesso), è il disegno strategico di fondo a suscitare interrogativi tuttora carenti di adeguate risposte.
Con la proposta del taglio dei cinque punti, che deve necessariamente coinvolgere anche l’aliquota pensionistica perché è questa a “fare la differenza”, essendo nel contempo il minimo comune denominatore per tutte le tipologie di lavoro lungo una prospettiva di tendenziale armonizzazione, si arriva al cuore della riforma Dini del 1995: la correlazione tra aliquota di finanziamento e aliquota di accredito. A prescindere dagli esiti dellÂ’allineamento delle aliquote, un percorso comunque non facile che incontrerà la resistenza delle categorie interessate degli autonomi e degli atipici, nel caso del lavoro dipendente, quella di finanziamento è destinata a calare, per effetto, appunto, del “taglio”. Cosa accadrà alla seconda? Se essa si ridurrà in proporzione, vi saranno conseguenze negative sul calcolo della prestazione. In caso contrario, dovrà sopperire la fiscalità, facendo venir meno l’equilibrio tra quanto si versa e quanto si riceve. Sarebbe questa, pari pari, la situazione più volte denunciata in occasione del lungo iter legislativo della legge Maroni, quando lÂ’opposizione politica e sindacale, di fronte al progetto di decontribuzione fino a cinque punti (limitata alla fattispecie dei nuovi assunti con rapporto a tempo indeterminato) lamentava, appunto, il venire meno del sinallagma contributi/prestazione, con tutte le conseguenze del caso.
Per ovviare a tale inconveniente strutturale, nel dibattito (sempre interessante quello condotto da lavoce.info) è emersa l’ipotesi dell’istituzione graduale di una pensione di base, finanziata dal gettito fiscale, che si accompagni ai trattamenti obbligatori a carico di un sistema contributivo rivisitato in senso più uniforme per tutte le categorie, anche per quanto riguarda il tasso di sostituzione assicurato. Non si tratta di un’ipotesi del tutto peregrina, se si considera che, adesso, vi sono almeno 34 miliardi di euro in quota Gias che vanno a sostenere, a vario titolo, la spesa pensionistica.
Il Governo, nelle sue componenti riformiste (è rassicurante la nomina di Cesare Damiano al dicastero del Lavoro nonostante lo “spezzatino” subìto dal Welfare), ha in programma, poi, di stabilizzare il lavoro atipico, attraverso un irrobustimento delle protezioni. La parola dÂ’ordine è sempre la stessa: il lavoro flessibile sarà consentito, ma dovrà costare di più. LÂ’indicazione sembra corrispondere a una petizione di principio piuttosto che a unÂ’ipotesi realistica. Il lavoro parasubordinato rischierebbe – proprio per le sue caratteristiche di attività riservata ai settori deboli – di finire fuori mercato sotto la spinta di un sistema di regole oggettivamente insostenibili.
Ma se si volesse sperimentare tale percorso, sarebbe necessario usare molta cautela nel prevedere nuovi ammortizzatori sociali e i relativi criteri di finanziamento. La gestione dei parasubordinati presso lÂ’Inps ha sufficienti avanzi (5 miliardi lÂ’anno) per far fronte in maniera autonoma alla copertura di una più ampia gamma di tutele, senza dover ricorrere a trasferimenti dal bilancio statale. La medesima prudenza dovrebbe valere con lo strumento delle agevolazioni fiscali finalizzate alla “buona” occupazione. Non avrebbe proprio senso drogare, in maniera strutturale, il mercato del lavoro, alimentando posti finti, finalizzati a riscuotere il credito dÂ’imposta. Alla fine dei conti, poi, rimarrebbe a “fare la differenza” la questione della disciplina del licenziamento individuale. Come si vede, i nodi tornano sempre al pettine. E non a caso nelle proposte circolate nelle ultime settimane, compresa la ricetta Zapatero, ha rifatto capolino il problema delle regole della risoluzione del rapporto di lavoro, come cartina di tornasole della flessibilità.

Il fallimento del calcio senza regole*

Per decenni, il calcio italiano ha punito gli onesti e premiato i furbetti. Bisogna fare il contrario. Non sono necessarie nuove leggi, quanto il ripristino di quelle esistenti, troppo a lungo sospese. Come è accaduto al codice civile, “soppiantato” dal decreto salvacalcio. Da ripensare, e forse vietare, la quotazione in Borsa delle squadre. Lo Stato, poi, inizi a farsi pagare i 650 milioni di imposte arretrate. Chi deve fallire, fallirà. Ma entrerà aria nuova, e lo scandalo sarà servito a qualcosa.

Il premier in bicicletta: lettera a Michele Polo

Caro Michel ti scrivo,
ora che sei rimasto privo
del ritornello della tua canzone,
che sempre sÂ’intonava al Silvio Berluscone.

Perché so già chi ti potrà ispirare
è il professor che ben sa pedalare,
con la tutina che fascia la pancetta
e ride, ride andando in bicicletta.

Dove ci porterà questo novello Gino
che ha già voluto Fausto sul sellino
e che per poco non tirò sul colle,
non un gregario, ma or chi nel cuor suo ribolle?!

Quanto tempo è passato dal tour nel Borgognone
quando una bici fermò l’insurrezione
e il fiorentin che trionfò alla tappa
mandò a sentir la radio, tutto il fattore kappa.

Caro Michel a te dunque la rima
sul tuo Roman che è arrivato in cima
e or scende veloce, giù sul tre per cento,
rischiando un rotolon sul pavimento.

Dovrà scalar del disavanzo il tasso,
quindi imbucar di ValdAosta il passo,
poi con il Pil arrampicarsi in vetta
ed alla Cina in corsa trovare la ricetta.

Dovrà inseguire in fuga l’evasore,
dare una spinta al fiacco imprenditore,
mentre dal ciglio lÂ’applaude il pensionato
e viva evviva gli grida il sindacato.

Da Cuneo, la maglia ros(s)a giungerà a Milano
Â….a men che non lÂ’addenti, vorace un caimano.
Forza Romano con la pedalata
….ma che succede, la ruota s’è forata!?

Irta è la strada di buche e di sorprese,
la Cidielle non sarà cortese!
Forte è il distacco da quei che sono in testa:
questo è il campion o schiappa un pò modesta??

Digli Michel di andare come il vento,
ma a me però mi sembra lento, lento!

Quale ministro per l’Università

Nel lungo periodo, l’università e la ricerca sono fondamentali per la crescita del paese, ma negli ultimi decenni hanno conosciuto un inesorabile declino. L’Italia ha bisogno dunque di un taglio netto con il passato, e di un ministro competente e aperto alle migliori esperienze internazionali. Deve essere capace di modificare la struttura degli incentivi, in modo da premiare chi produce ricerca di alto livello. E di abbandonare la retorica dell’università gratuita. Tutte qualità che difficilmente si trovano in un ministro scelto con il manuale Cencelli.

Un Iit impegnativo

Per fare il punto sull’attività e gli obiettivi dell’Istituto Italiano di Tecnologia, lo scorso 28 aprile abbiamo sottoposto ai vertici dell’Istituto una scheda di sintesi degli impegni presi nel corso degli ultimi due anni. Ospitiamo oggi l’intervento di replica del Presidente
dell’IIT Vittorio Grilli; altre notizie sono disponibili sul sito www.iit.it  nei due comunicati stampa del 3 e del 9 maggio

SE UN ALIENO ATTERRASSE SULL’ACCADEMIA ITALIANA

Una seria riforma dell’università assegnerebbe allo Stato solo un ruolo di indirizzo e di regolazione degli strumenti per lÂ’accertamento dei requisiti necessari per entrare nel mondo del lavoro. Lo stanziamento di fondi adeguati per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo, dovrebbe essere seguito da una verifica dei risultati ottenuti. Abolito il valore legale del titolo, andrebbe favorita la concorrenza fra atenei così come la collaborazione con il mondo industriale. Ma per fare tutto questo serve, forse, un marziano.

Un giudizio sul Civr

Il Civr è stato un successo, riuscendo a valutare in breve tempo un gran numero di prodotti e contribuendo a mettere in moto un processo salutare all’interno dell’università italiana. Tanto che si suggerisce di renderlo annuale. Cosicché le strutture possano aggiustare politiche e incentivi con maggiore gradualità e vedere rapidamente l’esito del lavoro svolto. Non mancano però opinioni che invitano a inserire la valutazione Civr in un sistema di indicatori capaci di intercettare le diverse dimensioni della qualità di un dipartimento e la loro evoluzione nel tempo. Nuovi interventi di Franco Peracchi, Giovanni Abramo e Roberto Tamborini.

Sommario 15 maggio 2006

Università e ricerca negli ultimi decenni hanno conosciuto un inesorabile declino. L’Italia ha bisogno di un taglio netto con il passato, e di un ministro innovativo e aperto alle migliori esperienze internazionali. Potrà basarsi sul primo esercizio italiano di valutazione della ricerca, che può servire per incentivare la ricerca anche senza aumentare gli stanziamenti pubblici. Il punto anche sull’attività e gli obiettivi dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

 

Uno dei primi atti del nuovo Governo sarà probabilmente la promessa riduzione del cuneo fiscale. Le risorse sono poche.  Bene non fare errori.  Proseguiamo il confronto su come impostare questa misura. 

 

Un chiarimento, in risposta ai lettori, sull’affluenza alle urne alle elezioni del 9-10 aprile.

Tutto previsto

Questa nota sollecitata da lavoce.info ci consente di fare chiarezza sul reale stato di avanzamento del programma scientifico dell’Iit, anche alla luce dei recenti comunicati del 3 maggio e del 9 maggio 2006 sugli sviluppi delle attività della Fondazione Iit. (1)

Reclutamento degli scienziati: punti 1, 9, 10 de lavoce.info

L’annuncio pubblicato su Nature e Science da Iit (maggio 2005) per l’assunzione dei direttori di ricerca si è rivelato un successo di proporzioni inattese. Sono pervenute 155 application, di cui circa il 70 per cento da ricercatori stranieri o italiani operanti all’estero. È stato pertanto necessario costituire tre panel di scienziati internazionali di chiara fama per la valutazione dei curricula con una procedura completamente informatizzata basata su un sito web personale per ciascun valutatore. (2) Come indicato nel comunicato del 9 maggio 2006, i professori Benfenati, Caldwell, Fontaine e Sandini hanno concluso le trattative di assunzione con Iit nella prima settimana di maggio 2006. Per altri due ricercatori residenti negli Usa, le trattative dovrebbero completarsi entro la fine di maggio 2006. Con gli ultimi due ricercatori sono in corso di valutazione aspetti finali del loro rapporto con Iit.

Definizione laboratori: punti 1, 4, 8 de lavoce.info

Tra ottobre 2005 e febbraio 2006 sono state effettuate numerose riunioni tecniche con i ricercatori selezionati atte a definire in maniera quantitativa le strutture dei gruppi, dei laboratori e dei programmi di lavoro quinquennali, allo scopo di presentare: (a) il lay-out generale dei laboratori, (b) la pianta organica pluriennale dei diversi gruppi, (c) il budget quinquennale di previsione. Si noti che nonostante l’elevatissimo numero di candidati, tra l’altro di qualità eccezionalmente elevata, è stato già approntato un budget presentato in forma previsionale al consiglio di Iit del 4 aprile 2006.

Network tecnologico multidisciplinare: punti 1, 7 de lavoce.info

Iit ha lanciato nel 2004 il programma di dottorato di ricerca presso sei sedi: Università di Genova, Politecnico di Milano, Consorzio Ifom-Ieo di Milano, Ospedale San Raffaele, Scuola Normale Superiore di Pisa, Sant’Anna di Pisa e ha continuato nella sua strategia di collaborazione con primarie istituzioni di ricerca italiane iniziando a settembre 2005 la prima serie di incontri scientifici per la costituzione del Network tecnologico multidisciplinare della Fondazione Iit. Fra settembre 2005 e marzo 2006 sono state elaborate con i partner le convenzioni quadro per la costituzione di unità di ricerca Iit che svilupperanno parti del programma Iit presso le sedi di: Scuola Superiore Sissa di Trieste, Politecnico di Milano, Consorzio Ifom-Ieo di Milano, San Raffaele di Milano, Scuola Normale Superiore di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Istituto Ebri Roma, Università Federico II Napoli, Laboratorio nazionale nanotecnologia Cnr di Lecce. La riunione di avvio ufficiale della rete si è tenuta il 3 maggio 2006. (3)

Accordi con istituti esteri: punti 1, 2 de lavoce.info

È in fase di costruzione il programma bilaterale con Mit-Usa (prof. E. Bizzi, prof. E. Spector, prof. R. Cingolani) mentre l’accordo con Waseda, già siglato nel 2005, verrà avviato ufficialmente nei prossimi mesi dai direttori di ricerca della piattaforma robotica e dal polo Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. È in programma inoltre un incontro dei rappresentanti della rete multidisciplinare tecnologica di Iit con rappresentanti della rete Fraunhofer nei prossimi mesi.

Sede per i laboratori: punti 1, 8 de lavoce.info

Contestualmente alle attività per la selezione degli scienziati e la costruzione della rete, fra la fine del 2005 e il 2006, con l’aiuto efficacissimo della Regione Liguria, è stata identificata una nuova sede per i laboratori centrali di Genova molto più adeguata alle necessità dei laboratori high-tech rispetto alla sede precedentemente individuata a Genova Quarto (ex-ospedale psichiatrico). Come segnalato ampiamente in passato dal direttore scientifico di Iit, la sede di Genova Quarto, per quanto molto bella, non era ideale per le trasformazioni necessarie per i laboratori di Iit. La nuova sede è stata identificata a Morego, e consiste di circa 30mila mq, inclusi gli spazi esterni, con caratteristiche strutturali, impiantistiche e logistiche ideali per lo sviluppo di grandi laboratori. (4)

I direttori di ricerca stanno attualmente progettando i laboratori e i relativi impianti. Gli acquisti delle macchine, le licitazioni private, gli appalti per le gare di grande strumentazione e per lÂ’impiantistica sono in parte iniziati e in parte in corso di ultimazione. (5)

Internet: punto 3 de lavoce.info

Il sito Internet della Fondazione è in rifacimento e pensiamo di fare coincidere la presenza fisica dei laboratori a Morego con il suo rinnovamento.

Business plan: punti 1, 4, 5, 6 de lavoce.info

Confermiamo che è stato già stilato un business plan quinquennale che recepisce il piano di investimenti dei direttori di ricerca, della rete e delle spese logistiche che verrà reso disponibile dopo l’approvazione finale degli organismi della Fondazione.

Personale: punti 1, 9 de lavoce.info

Confermiamo lÂ’obiettivo di avere, entro fine 2006, 6 direttori di ricerca, 35 dottorandi al secondo anno, circa 45 nuovi dottorandi (bando 2006), e circa 30 nuovi ricercatori e post doc assunti dai suddetti direttori di ricerca. Questo porta a un team provvisorio a fine 2006 di circa 115 ricercatori (su tutte le fasce), cui si sommano circa 150 ricercatori distribuiti nella rete multidisciplinare di Iit e dedicati al suo programma.

Governance della Fondazione

È opportuno ricordare ai lettori de lavoce.info anche la rinnovata composizione degli organismi di governance della Fondazione che si sono di recente arricchiti con nuove personalità che apporteranno la loro esperienza nei settori di competenza. Il consiglio della Fondazione è composto da: Gabriele Galateri di Genola (presidente di Mediobanca) con funzione di chairman, Roger Abravanel (direttore di Mc Kinsey), Alberto Alesina (chairman del dipartimento di economia di Harvard), Konrad Osterwalder (rettore Eth Zurich), Remo Pertica (condirettore generale di Finmeccanica), Gianfelice Rocca (presidente Gruppo Techint), Paolo Scaroni (amministratore delegato Eni), Giuseppe Vita (presidente di Ras e del consiglio di sorveglianza di Schering). Il comitato esecutivo della Fondazione è composto da Vittorio Grilli con funzioni di presidente della Fondazione, Roberto Cingolani nel ruolo di direttore scientifico e Giuseppe Cerbone in qualità di vicepresidente.

Impegni mantenuti

Crediamo, pertanto, che gli impegni siano stati mantenuti, senza riserve e con il massimo impegno. A fronte di un ritardo di circa quattro mesi sulla tabella di marcia sono state reperite risorse logistiche migliori in qualità e dimensione e, soprattutto, sono stati assunti ricercatori di fama internazionale in numero ben superiore alle previsioni e con profili scientifici multidisciplinari di valore assoluto. La rete, infine, è partita garantendo una formidabile spinta propulsiva alle attività di ricerca dell’Istituto nella fase complessa e delicata di costruzione della sede centrale. Tutti gli operatori sono già al lavoro per costruire proposte di progetto ad agenzie ed enti nazionali e internazionali.

Per concludere, ci teniamo a sottolineare la nostra continua disponibilità a condividere, in qualsiasi momento, con tutti gli stakeholder, le principali informazioni sullo stato di avanzamento del progetto; così come siamo aperti al dialogo e alla collaborazione con le comunità scientifiche e di pensiero sia italiane che internazionali. Ciò al fine di coinvolgerle attivamente nella costruzione dell’Istituto che, a queste condizioni, crediamo possa davvero contribuire a rafforzare la competitività internazionale della ricerca italiana.

(1) Entrambi i comunicati sono reperibili su http://www.iit.it/news.

(2) Per fare alcuni nomi dei componenti dei panel, basti ricordare Rita Levi Montalcini, Ruzena Baycsi (Harvard), Fabio Beltram (Scuola Normale Superiore di Pisa), Emilio Bizzi (Mit), Paolo Calabresi (Tor Vergata), Federico Capasso (Harvard), Jean Antoine Girault (Francia), Jacopo Meldolesi (San Raffaele Milano), Xie Ming (Singapore), Sandro Mussa-Valdi (Northwestern Univ. Chicago), Michael Pepper (Cambridge), Pierpaolo Puliafito (Univ.di Genova), Mario Rasetti (Politecnico di Torino). Alle procedure di selezione ha partecipato anche Roberto Cingolani quale direttore scientifico dell’Iit. La valutazione dei curriculum ha richiesto circa due mesi, e ha permesso di stilare una short list di 23 scienziati selezionati per i colloqui. Tutti i 23 scienziati short listed sono stati intervistati individualmente a Roma dai panel, fra luglio e settembre 2005 in sessioni dedicate, durante le quali sono stati presentati programmi scientifici e discusse tutte le richieste e le proposte tecnico logistiche per l’attivazione delle piattaforme scientifiche. L’esito dei colloqui è stata l’individuazione di otto ricercatori che i panel hanno unanimemente riconosciuto meritevoli della posizione di direttore di ricerca, in settori affini e complementari alle linee del programma Iit.

(3) Sono stati inoltre elaborati in dettaglio i programmi scientifici di tutte le Unità di ricerca, con definizione di milestones e deliverables per cinque anni, breakdown dei costi, team di lavoro e strategia di networking che saranno disponibili in rete appena possibile.

(4) Nei mesi fra ottobre 2005 e aprile 2006 si è provveduto a risolvere con l’aiuto della Regione Liguria tutte le questioni burocratiche e tecniche relative all’affidamento dell’edificio a Iit, nonché tutte le questioni strutturali, logistiche, di ripristino e di layout dell’edificio. I lavori sono iniziati ai primi di maggio 2006 e una prima parte dell’edificio sarà consegnata a Iit il 30 giugno per ospitare la prima unità di ricercatori (circa 40 postazioni), mentre la parte dell’edificio che consentirà l’impianto dei primi laboratori sarà consegnata entro fine settembre 2006.

(5) Allo stato attuale sono pronti e già in fase di acquisto/indagine di mercato una dozzina di grandi laboratori: camere pulite, micro e nanofabbricazione, chimica colloidale, analisi chimica, officine meccaniche a controllo numerico, officine elettroniche, microscopia elettronica, spettroscopia e ottica, varie unità di robotica, super computer e server. Altri laboratori sono attualmente in fase di disegno da parte dei direttori di ricerca.

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