La nazionale francese di calcio, che affronterà lÂ’Italia in finale, è la più “vecchia” dei mondiali. Il riflesso di un fenomeno più generalizzato nella società francese, e non solo. Dall’analisi statistica emerge che l’età media delle squadre che partecipano a Germania 2006 è tanto più elevata quanto più è difficile per i giovani del paese di provenienza ottenere il primo impiego. I “titolari” nel mercato del lavoro come nel calcio hanno approfittato della loro posizione di forza per proteggersi dalla concorrenza, erigendo barriere che rendono difficile l’accesso alle loro posizioni.
Scarso attaccamento alla maglia azzurra? Un errore. Perché la convocazione in Nazionale ha un effetto sulla remunerazione del calciatore superiore a quello del numero di stagioni giocate in serie A nel corso della carriera. Una possibile spiegazione è che rappresenti un segnale che contribuisce ad aumentare la reputazione del giocatore. Ed è coerente con ricerche condotte in altri contesti, che hanno dimostrato come la reputazione sia un asset intangibile molto importante, perché difficilmente replicabile e con un elevato potenziale di creazione di valore.
Liberalizzando aspirine, panifici, assicurazioni e atti notarili, il decreto Bersani mira a ridare potere d’acquisto a chi lo ha perso negli ultimi anni e ridurre i costi dele imprese che usano i servizi dei professionisti. Ma offre anche qualche compensazione a chi, occupato a bloccare i piazzali degli aeroporti e delle stazioni, non ha avuto modo di leggere con calma il testo del decreto.
Nel calcio come nel mercato del lavoro. Difficile accedere a un posto di titolare dove i giovani sono ostacolati nel trovare lavoro, giocare nella nazionale e’ un buon affare per la carriera. E ci vogliono nuove istituzioni e autorità imparziali nel fissare le regole.
Oltre agli scandali, ci sono anche altri modi di toccare il Fondo. Sui giornali italiani non se ne parla, ma all’estero si discute sempre più spesso di cambiare i meccanismi di rappresentanza e di finanziamento di un Fondo Monetario Internazionale che non può più funzionare come era stato pensato nel 1944 a Bretton Woods.
Sergio Bologna e Anna Soru intervengono, nel dibattito sulla riforma della legge Biagi.
Marcello Basili commenta l’intervento di Tito Boeri sui taxi.
Per i taxisti la licenza è come una pensione: quando decidono di ritirarsi dalla vita attiva la vendono e, col ricavato, si procurano un reddito per il resto dei loro giorni. Comprensibile dunque che si oppongano alla perdita in conto capitale che potrebbe seguire dalla liberalizzazione. Ma chi protesta non si è reso conto che il provvedimento varato dal Governo prevede misure di compensazione, tanto che la perdita sarebbe molto contenuta. Certo non sarà così se continueranno con le loro esasperate forme di lotta.
Volevo brevemente, come si confà a chi lavora a Metro, salutare la redazione che celebra in questi giorni il quarto compleanno. E dirvi anche che il successo della vostra iniziativa non è dovuta esclusivamente allÂ’originalità del vostro forum permanente sui temi dellÂ’economia e dello sviluppo; alla scelta del web e delle sue grandi potenzialità in anni, era il 2002, in cui Internet viveva la sua crisi più profonda; o alle posizioni riformiste e moderne dei vostri editorialisti, che in questi anni sono stati un riferimento costante per la politica e per lÂ’informazione in questo Paese spesso al di là di quegli steccati ideologici e opportunismi di giornata così condizionanti per la nostra agenda politica. No, la voce.info ha funzionato anche perché è stata capace di parlare a tutti, di utilizzare un linguaggio accessibile e non tecnicistico utile alla comprensione dei fatti anche per coloro che non hanno in tasca un master in Economia politica o che non sono interessati a “leggere tra le righe”, ma semplicemente a leggere e capire. Metro ha ripreso e pubblicato le vostre analisi riscuotendo tra i suoi lettori (che sono in gran parte “non lettori” abituali di giornali) consenso e aprezzamento. Le parole sono importanti, per dirla col regista, specie se lÂ’obiettivo è farsi comprendere dai più. Bravi, continuate così.
Giampaolo Roidi
Direttore responsabile di Metro
Cento giorni stan passando C’è Mastella smemorato, E la Bindi bella figlia? Per Rutelli sarà dura C’è anche Mussi in confusione Quanto al Prodi deve dire, Il Tremonti ha manovrato, Ed infin qui rendo onore
e se guardo al risultando,
pur munito di una lente,
cosa vedo: poco o niente.
che l’Ovidio ha già graziato,
in Consiglio ne fan senza,
pel Clemente un c’è clemenza!
Un collega con gran scatto
ha ibernato la Moratto,
poi s’è fatto un sonnellino:
è un Fiorone o un fiorellino?
Or le unioni fan famiglia!?
La Melandri è riapparita,
Â….sulla spiaggia e alla partita.
di capir che la cultura
sta su in alto, con le stelle,
non in mezzo a palombelle.
tra la cellula e embrione,
poi DÂ’Alema col Parisi
che a scappar si son decisi.
e dÂ’Aosta acconsentire,
se da Scilla oltre lo stretto,
si va in ponte o col traghetto.
fu perciò scomunicato,
il Tommaso fa altrettanto
e lo fanno quasi santo!
al Bersani innovatore,
lui scoprì, gran riformista,
che il problema…. è nel tassista!!
Io elettor dei CidielListri
dubbi avea su miei ministri,
ma a veder quei dellÂ’Unione,
sì … aridatece er Puzzone!
Il gruppo riformista degli economisti italiani ha ben presto suffragato la tesi del declino italiano. Lasciando solo chi chiedeva di liberalizzare il liberalizzabile, comprimere dolorosamente la spesa pubblica corrente, e contemporaneamente governare in deficit nella scommessa che i mercati, se non Bruxelles, avrebbero capito e ratificato la scelta di tirare la crescita con un radicale abbattimento della pressione fiscale compensato e sostenuto da un audace e inedito riformismo strutturale. Così scrive il direttore del Foglio per il nostro quarto compleanno.
Finora il Fondo monetario internazionale ha finanziato la sua attività di sorveglianza e assistenza tecnica con gli interessi sui prestiti ai paesi in difficoltà economica. Ovvero grazie alle crisi che per altro verso cerca di prevenire. E’ uno schema strutturalmente sbagliato e occorre trovarne uno nuovo che garantisca entrate stabili. Al di là delle diverse possibili soluzioni, il problema è politico: la comunità internazionale crede davvero nel bene pubblico della sorveglianza di un’istituzione multilaterale, e quanto è disposta a pagare per averla?
Al di là dei contenuti, è il metodo che rappresenta la vera, piacevole sorpresa del decreto Bersani: il Governo nato sbandierando il ritorno della concertazione ha esordito con il suo opposto. Il nuovo esecutivo deve però dimostrare ora di sapersi smarcare dai sindacati, da Confindustria, e da altre categorie professionali, quali giornalisti, professori universitari e piloti dell’Alitalia, finora risparmiate da tutti i governi. Altrimenti anche la meritoria iniziativa di questi giorni rimarrà troppo isolata per incidere effettivamente.
Analizziamo i punti principali del decreto Bersani. La norma sui rapporti tra banca e cliente introduce maggiore trasparenza e ha un positivo impatto sulla concorrenza. Potrebbe però irrigidire la gestione dei tassi d’interesse. Aumentare l’offerta di servizio taxi è il primo passo per eliminare una significativa anomalia italiana. Ma i comuni si avvarranno effettivamente delle possibilità loro concesse? Per le libere professioni sarebbero necessarie alcune integrazioni. Come la tariffa a forfait per i professionisti e la liberalizzazione delle licenze delle farmacie.