LUNEDì 4 MAGGIO 2026

Lavoce.info

La felicità secondo gli economisti

Elemento decisivo per la definizione della politica economica è l’identificazione corretta di ciò che rende felici i cittadini. In mancanza di osservazioni empiriche affidabili, gli economisti hanno per lungo tempo definito a priori le preferenze degli individui sulla base di una propria visione antropologica. Ora, i dati empirici esistono e danno alcuni risultati costanti per periodi e paesi diversi. Si ripropone, però  l’antica discussione sullÂ’utilizzo di criteri oggettivi o soggettivi di benessere. Risolvibile con la definizione di indicatori misti.

Libri a Ferragosto

Anche in vacanza si pu?riflettere sul futuro dell’Unione europea, che sembra aver bisogno del protagonismo attivo e paziente dei suoi cittadini come dei suoi Stati per continuare a essere catalizzatore del progresso economico e sociale e divenire un soggetto politico autorevole sullo scenario mondiale. Oppure si pu?capire meglio perch?nel calcio italiano ?scoppiato lo “scandalo per eccellenza”, leggendo un ritratto impietoso del sistema negli ultimi ventiquattro anni. Due letture estive proposte da Pierangelo Donatello Martinelli e Stefano Tasselli.

Sommario 7 agosto 2006

La nostra classe politica, subito dopo gli scandali Cirio e Parmalat, ha dichiarato all’unanimita’ di voler rafforzare le sanzioni contro i reati finanziari. Ma oggi vota, quasi all’unanimita’, un indulto che include i reati economici. Certo non svuotera’ le carceri, mentre dara’ nuovo impulso a chi vuole truffare milioni di risparmiatori.

A molti di noi e’ capitato tante volte di osservare come le nostre attitudini culturali incidono su comportamenti e scelte economiche. E non sono la politica o la religione a far si’ che in paesi così diversi come il Giappone lÂ’Italia o lÂ’Argentina ci sia un alto tasso di risparmio. Il nesso tra cultura ed economia si regge su di una “istituzione culturale” fondamentale: la famiglia. Ne parliamo. Il disegno di legge approvato dal Governo sulla cittadinanza degli immigrati ha riaperto il dibattito su se e come favorire in Italia lÂ’assimilazione delle minoranze etniche e religiose. Cosa ci insegnano i dati riguardo ai processi di assimilazione degli immigrati? Cosa ci dicono i precedenti storici circa la possibilita’ che l’Italia diventi davvero un paese multi-etnico?

A tutti i nostri lettori gli auguri di un Ferragosto felice, il che non vuol dire necessariamente ricco. Prendiamo anche noi qualche giorno di vacanza, ma terremo come sempre gli occhi ben aperti, anche sott’acqua. E vi forniamo alcune indicazioni per letture sotto l’ombrellone. Ci rivediamo il 21 agosto.

La famiglia, innanzitutto

Società in cui la famiglia svolge un ruolo dominante tendono ad avere un tasso di risparmio più alto, lavorano meno, hanno attitudini diverse nei confronti del ruolo redistributivo dello Stato e meno mobilità sociale. Ma è la famiglia a dettare il comportamento economico o la struttura economica e a stimolare la nascita di una certa struttura sociale? Uno studio dimostra che gli immigrati di seconda generazione hanno comportamenti molto simili agli abitanti dei loro paesi di origine.

Le vie dell’integrazione

La famiglia svolge un ruolo centrale nella trasmissione dei tratti etnici e culturali. Ma quali sono i motivi che spingono i genitori nei loro sforzi di socializzazione? Tanto più appartengono a una minoranza etnica o religiosa, tanto più rigidi saranno nel tramandare la loro identità ai figli. Ma proprio per questo, con il crescere dell’immigrazione e il rafforzamento delle comunità etniche, i comportamenti più conflittuali tenderanno naturalmente a scomparire. Questo vale anche per i gruppi religiosi più coesi, come i mussulmani.

Autostrade – Abertis: non s’ha da fare?

Il governo italiano proibisce la fusione fra Autostrade e Abertis. Cosa ne dirà la Commissione Europea? E non era meglio regolare il mercato anzichè interferire negli accordi fra aziende private? Riproponiamo ai lettori gli interventi di Xavier Vives, Andrea Boitani con Carlo Scarpa e Francesco Coco con Marco Ponti su questo tema.

La Borsa delle alleanze

Il processo di consolidamento delle Borse ha subito un’improvvisa accelerazione. Perché ciascun attore sta cercando di creare il “polo dÂ’attrazione” vincente, attraverso la costituzione di una Borsa transatlantica. Borsa Italiana punta a promuovere una federazione allargata, che non escluda gli americani e raggruppi quelle maggiori dell’area-euro. Ma il compito più impegnativo spetta alle autorità di vigilanza e di tutela della concorrenza. Che devono riuscire a far arrivare almeno parte degli eventuali benefici agli utilizzatori. E non è un obiettivo banale.

La macchia d’olio

Gli abusi di mercato, per la loro pervasività, sono capaci di “inquinare” i mercati finanziari, minandone i meccanismi di funzionamento. Lo ha ben colto l’autorità giudiziaria. Altrettanto non si può dire della Consob, che sembra quasi timorosa di esercitare i suoi poteri. Soprattutto quando gli abusi nascono da comportamenti plurioffensivi, ovvero che hanno altri moventi, come il falso in bilancio. O nel perseguire l’ostacolo alle sue funzioni di vigilanza, come nel caso di una rappresentazione falsa o incompleta di fatti che incidono sulla formazione del prezzo.

Una Consip per la finanza locale

Cresce il ricorso al mercato degli enti locali, anche per compensare i minori finanziamenti statali. Finora, le amministrazioni si sono avventurate sui mercati nazionali e internazionali in ordine sparso, ricavandone alti costi dei finanziamenti e pericoli da non sottovalutare. Si potrebbe invece costituire, sull’esempio della Consip, un’agenzia cui gli enti locali siano tenuti a chiedere consulenza e valutazione del rischio. Non è un ritorno alla centralizzazione. E’ un modo per impedire focolai di sofferenza finanziaria nel settore pubblico.

Sommario 31 luglio 2006

Il cambio della guardia in via Nazionale è stato salutare. Ora servono nuovi segnali di discontinuità perché questa istituzione torni ad occupare il posto che le spetta. La riforma dello statuto approvata dal Consiglio superiore della Banca apre la strada a un ricambio anche nelle posizioni di vertice che è prevista dalla stessa legge di riforma (che lascia peraltro tempo fino al 2010 per rinnovare il direttorio). E’ bene che Mario Draghi e lÂ’esecutivo diano subito lÂ’avvio ad un ricambio deciso, scegliendo fra i non pochi dirigenti di grandissima caratura anche internazionale che la passata gestione aveva colpevolmente messo in ombra. EÂ’ questa la mossa decisiva per riportare la Banca nel solco della sua grande tradizione. Dopo le vacanze bisognerà anche occuparsi di scelte cruciali per il sistema finanziario italiano che sono trattate negli articoli di oggi: dalla concentrazione in atto nei mercati di borsa, allÂ’informazione fornita dalle imprese in occasione del collocamento dei titoli, alla razionalizzazione delle incursioni degli enti locali nelle insidie dellÂ’innovazione finanziaria per finire con la prevenzione e la repressione degli abusi da parte delle autorità.

Pubblichiamo i messaggi di solidarietà a Francesco Giavazzi e Pietro Ichino nella rubrica Per un conflitto più tollerante.

Andrea Boggio replica all’intervento di Alberto M. Musy; Simone Landini e Renato Lanzetti ampliano la discussione sul pubblico impiego. 

Pagina 1244 di 1415

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén