DOMENICA 3 MAGGIO 2026

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Se la Tav nasce già vecchia

Mentre l’Italia si divide sulla Tav, la tecnologia apre nuove prospettive. Per esempio, hanno superato la fase sperimentale linee adatte al trasporto veloce di persone a grande distanza mediante convogli leggeri di dimensioni ridotte. Necessitano di una sede propria, ma è ragionevole ipotizzare che i costi di costruzione siano sensibilmente inferiori a quelli richiesti dall’alta velocità. E l’attuale rete ferroviaria potrebbe essere adeguata alle necessità del trasporto locale e merci, liberati dallÂ’esigenza di agevolare il traffico veloce.

Un’agenzia pubblica per la Pedemontana

La carenza di fondi pubblici è il maggiore ostacolo alla costruzione di nuove autostrade in Italia. D’altra parte, lo Stato ricava dalle reti autostradali un gettito fiscale. Se vi rinunciasse, molte opere potrebbero essere autofinanziate senza bisogno di contributi statali. A partire da Pedemontana e Tem: la loro realizzazione potrebbe essere affidata a una agenzia pubblica esente da imposte sul reddito, eliminando inoltre l’Iva sui pedaggi. E le critiche alla “rinazionalizzazione” sono spesso interessate.

Le “utilities” e la regola del profitto

Se la regolazione pubblica fosse efficiente, le fusioni di concessionari dovrebbero mirare a ottenere economie di scala o di scopo, che avvantaggino i consumatori attraverso tariffe inferiori. Per queste operazioni si pone dunque un doppio problema regolatorio. Occorre evitare la formazione di posizioni dominanti che alterino il funzionamento della concorrenza. Ma è anche necessario tutelare l’utenza tramite il controllo tariffario e di accesso alle reti. Un caso recente di danneggiamento esplicito degli utenti.

Lettera aperta all’amministratore delegato di Fs

Un appello a Mauro Moretti, da “ferroviere a ferroviere”. Il risanamento dell’azienda può partire anche da una riflessione sulle norme di sicurezza, oggi molto restrittive. Tanto che la nuova tecnologia Scmt, che su di esse è tarata, ha prodotto un drastico calo della velocità commerciale e di conseguenza una diminuzione della capacità della rete. Con il ripristino della regole preesistenti al disastro del Pendolino la circolazione dei treni resterebbe altrettanto sicura, ma si potrebbe ottenere una riduzione del deficit di bilancio compresa tra il 16 e il 24 per cento.

Sommario 29 gennaio 2007

Per una volta un Governo ha voluto dare retta all’Antitrust: il pacchetto liberalizzazioni varato dall’ultimo Consiglio dei ministri risponde a molte raccomandazioni dell’Authority. Ragione in più per non rimandare ulteriormente la riforma delle autorità di regolamentazione dei mercati: servirà a colmare le non poche omissioni nel processo di liberalizzazione.
Dopo l’allarme sui conti delle Ferrovie, è arrivato l’aumento della tariffe. Ma si è ignorata la procedura e non si è considerata la scadente performance di Trenitalia. Bisogna ora definire il meccanismo tariffario futuro e istituire un’Autorità di regolazione indipendente. E mentre l’Italia si divide sullÂ’alta velocità, la tecnologia apre nuove prospettive. Per esempio treni passeggeri leggeri con linee ad hoc che liberino lÂ’attuale rete a favore del traffico locale merci. Che cosa ostacola la costruzione di nuove autostrade? La carenza di fondi pubblici, certo, ma anche le imposte sui pedaggi. Se lo Stato vi rinunciasse, molte opere potrebbero essere autofinanziate. Nel settore delle “utilities”, le fusioni di concessionari dovrebbero mirare a economie di scala o di scopo con vantaggi anche per i consumatori. Occorre evitare le posizioni dominanti e tutelare l’utenza tramite il controllo tariffario e di accesso alle reti. Una lettera aperta allÂ’amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti: il risanamento dell’azienda può partire da una riflessione sulle norme di sicurezza, oggi molto restrittive.

Aggiornamento: Sud chiama sud di Federico Bonaglia e Andrea Goldstein
Come riordinare i servizi pubblici locali di Franco Osculati e Andrea Zatti

Bersani 2: anche i puzzle hanno una logica

l pacchetto Bersani raccoglie molte indicazioni dell’Autorità antitrust e comprende tanti interventi, alcuni buoni, altri forse solo di facciata. Agisce su settori ad alto impatto sull’economia, come quello assicurativo o la distribuzione di carburanti, o nell’avvio di una borsa all’ingrosso del gas naturale. Discutibili invece i provvedimenti sulla ricarica dei cellulari e sui mutui. Sembra un quadro frammentato, ma assomiglia piuttosto a un puzzle, ove alla fine i diversi pezzi acquisiscono una loro coerenza. Da perfezionare, ma per ora bene così.

L’equità in tre riforme

Tre interventi sull’Irpef in pochi anni. Con obiettivi distributivi diversi. Qual è l’impatto totale sui redditi degli italiani? Stime calcolate su un campione rappresentativo di famiglie ci dicono che il primo modulo è stato favorevole ai redditi medio-bassi e ha interessato poco gli altri. Il secondo ha beneficiato in modo particolare la coda superiore della distribuzione. La Finanziaria 2007 avvantaggia i redditi medio-bassi, ma in misura trascurabile i poveri, e riduce quelli alti. Gli incrementi delle addizionali e l’obiettivo di una maggiore equità.

Pil, fondi pensione e Tfr

La capitalizzazione nazionale estende a tutti l’accesso a uno stesso tasso di rendimento a rischio basso o nullo, grazie al finanziamento a ripartizione e al patto intergenerazionale su cui si regge. Al contrario, la capitalizzazione reale indirizza i capitali previdenziali verso le opportunità migliori, entrando direttamente nel processo di produzione di ricchezza reale. E’ necessario costruire un modello nuovo, fondato su di un mix dei criteri di calcolo e finanziamento, per produrre effetti positivi sia per il lavoratore-investitore sia a livello aggregato.

Perché il figlio resta unico

I risultati di un’indagine campionaria Istat sulle nascite. Più della metà delle donne intervistate desidera un secondo bambino, ma rinuncia. Perché i figli costano e perché è difficile conciliare famiglia e lavoro. Mentre aumentano le preoccupazioni per le responsabilità di cura. Per le quali ci si affida all’aiuto dei nonni, mentre i padri contribuiscono assai poco al lavoro familiare. Ma sono soprattutto le madri del Sud a trovarsi in maggiore difficoltà: hanno a che fare con un mercato del lavoro più difficile e con un sistema dei servizi più carente.

Alla previdenza complementare serve autodisciplina

Undici milioni di lavoratori sono chiamati a decidere sulla destinazione del loro Tfr. Una scelta complessa per diversi motivi. Alla previdenza complementare spetta infatti il compito di compensare il minore livello di copertura fornito dal pilastro pubblico obbligatorio. Utile guardare all’esperienza degli Stati Uniti. Ma ancor di più sarebbe auspicabile il varo di un codice di autodisciplina volto a dettare norme di comportamento omogenee e tutti i soggetti che sollecitano l’adesione ai fondi pensione dovrebbero impegnarsi a osservarle.

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