In occasione della festa dei lavoratori si è tornato a parlarne. Ma sulle morti bianche si dicono e scrivono una marea di ipocrisie. E’ un problema di lunga data del nostro paese, non un’emergenza degli ultimi giorni. Affrontarlo con nuove leggi non serve, perché nasce dalla disapplicazione delle leggi già in vigore, peraltro allineate a quelle di paesi con il numero più basso di incidenti mortali sul lavoro. Se il sindacato non si fosse opposto a suo tempo alla riconversione del personale del collocamento, avremmo ora un corpo di ispettori del lavoro in grado di effettuare molti più controlli. Si è ancora in tempo di farlo, basta che il sindacato lo consenta.
Il dibattito su Telecom Italia si incentra per lo più su questioni societarie e economico-finanziarie, lasciando in secondo piano gli aspetti industriali. Invece la strategia industriale della società è un fattore importante per lo sviluppo del paese. E nel medio-lungo periodo ne è necessaria una che sappia coniugare la piena valorizzazione delle nuove tecnologie, la possibilità di rilanciare gli investimenti nel settore, la nascita di nuove imprese e la promozione del patrimonio di competenze e asset già acquisiti.
E’ passato quasi un anno e far sì che a concorrenza Ma il ministro un po’ stempiato al settore dell’impiego che per scarso rendimento Il ministro riformista mentre al figaro sancì e per nulla m’è cambiata Sale la tariffa ferroviaria, e se vengo processato
dal decreto del Bersanno,
che promise mari e monti
circa i costi cui far sconti
più nessun restasse senza,
onde il pio consumatore
del mercato sia signore.
lÂ’obiettivo ha inver sbagliato
ché col fare suo beffardo,
lui non volse mai lo sguardo
che fa capo, ora lo spiego,
alla pubblica gestione
dove regna il fannullone
mai subì licenziamento,
ove spreco e incuria impera
ed il merito dispera.
riformò solo il tassista,
e di tutti i nostri guai
dette colpa ai benzinai,
che stia aperto il Lunedì.
Io però mi sono accorto
che il lenzuolo è proprio corto
la mia vita travagliata.
Cresce lÂ’imposizion locale
e quanto costa la spa municipale!?
del politico la diaria,
fa difetto competenza,
sempre aspetto lÂ’efficienza
dal solerte magistrato,
io nel nostro tribunale,
ci festeggioÂ…. il decennale!
Il problema delle piramidi societarie torna di attualità con la vicenda Telecom. Rappresenta indubbiamente un freno alla crescita e allo sviluppo dei mercati finanziari, perciò è stato più volte affrontato in sede comunitaria ed è tuttora oggetto di discussioni. Alcuni interventi sono stati realizzati, anche nel nostro paese. Ma è l’autoregolamentazione che può fare di più, in attesa di un ripensamento complessivo della disciplina degli assetti proprietari.
Si discute molto dell’infrastruttura di rete di proprietà Telecom e del destino che potrebbe subire nell’eventualità dell’arrivo di At&t. Il controllo pubblico non sembra desiderabile proprio perché si tratta di un’infrastruttura complessa e “intelligente”, che condiziona il tipo di servizi erogabili. E perché si invoca ora una “soluzione inglese”? Gli interessi degli utenti e del sistema paese richiedono operatori che abbiano adeguati incentivi, know-how e risorse finanziarie per investire nello sviluppo delle componenti hardware e software di rete.
I casi Autostrade e Telecom ridanno voce ai critici delle privatizzazioni. In particolare, per la mancata liberalizzazione e regolazione delle utilities e per l’inefficienza della struttura proprietaria. Il processo di dismissione si realizzò infatti sotto i vincoli della crisi finanziaria e del timore di fallire l’ingresso nell’euro. E’ così mancata una profonda revisione delle istituzioni economiche che influenzano il mercato dei diritti proprietari. Ma non è lasciando un ruolo attivo allo Stato nel controllo delle imprese che si realizza una economia aperta.
Vent’anni fa, il 15 aprile 1987, Federico Caffè scompariva senza lasciare traccia della sua presenza fisica. Ha lasciato invece tracce incisive nella memoria dei suoi allievi, del mondo degli economisti, di chi lo ha conosciuto. Lo ricordiamo pubblicando un suo articolo tratto da un libro che esce oggi per le edizioni manifestolibri, “Federico Caffè. Scritti quotidiani” (160 pagine, euro 7,90), una raccolta di interventi di Caffè pubblicati su il manifesto tra il 1976 e il 1985. Il libro è curato da Roberta Carlini e ha una prefazione di Pier Luigi Ciocca. Lo scritto, del 25 settembre 1984, commenta criticamente la decisione del governo Craxi di studiare l’introduzione della “lira pesante”. Le sciocchezze si ripetono nel corso del tempo: dalla lira pesante alla moneta da un euro.
L’Austria sarà la prima in Europa ad abbassare il voto ai 16 anni. I motivi che hanno spinto il governo austriaco al “rivoluzionario” cambiamento valgono ancor di più per l’Italia. Ma le trasformazioni demografiche in atto sono tali che anche un allargamento così significativo dell’elettorato giovanile avrebbe di fatto solo un valore simbolico. Costituirebbe però un primo passo importante verso la valorizzazione delle nuove generazioni in un paese che finora investito poco sui giovani e, quindi, sul proprio futuro.
Gli americani di At&t vogliono acquisire Telecom e subito nasce da più parti la proposta di scorporare le infrastrutture di rete e porle sotto il controllo pubblico. Ha senso unÂ’operazione del genere? O non è altro che una pillola avvelenata per gli “stranieri”? Il vero nodo di cui discutere, in realtà , è la disponibilità a investire nella rete. Il suo sviluppo richiede per il futuro da 12 a 14 miliardi di euro in un quadro chiaro di regole. Il caso Telecom riporta lÂ’attenzione sugli effetti perversi delle piramidi societarie, che accentuano la divaricazione fra diritto di controllo e partecipazione alla creazione di valore dell’impresa, frenando la crescita del mercato azionario. In attesa di una nuova disciplina sugli assetti proprietari, lÂ’autoregolamentazione può fare qualcosa. Vengono al pettine i nodi delle privatizzazioni fatte senza favorire lo sviluppo del mercato dei capitali e la nascita di investitori istituzionali.
Vent’anni fa Federico Caffè scompariva senza lasciare traccia della sua presenza fisica. Lo ricordiamo con un suo articolo del 1984 critico sul progetto di lira pesante. Un intervento de lavoce.info del 2002 riecheggia il tema.
Il programma de de lavoce.info al Festival dellÂ’Economia di Trento.
Primo concorso fotografico opensource de lavoce.info. L’esposizione al Festival dellÂ’Economia di Trento.
Tre stralci dellÂ’ultimo World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale; vengono trattati temi di particolare rilievo per gli sviluppi dellÂ’economia mondiale nei prossimi mesi: dalle possibili variazioni nei tassi di cambio, anche in considerazione di una riduzione del deficit della bilancia commerciale statunitense, alle conseguenze della frenata dellÂ’economia americana. Infine, gli effetti della globalizzazione della forza lavoro, unita a rapidi cambiamenti tecnologici, e le politiche necessarie per governare il fenomeno.