SABATO 2 MAGGIO 2026

Lavoce.info

Sommario 15 maggio 2007

Perchè i paesi europei non chiedono le dimissioni del presidente della Banca Mondiale, Paul Wolfowitz? I francesi hanno conferito a Nicolas Sarkozy un mandato per il cambiamento. Ma quali saranno le sue priorità politiche? E come si ripercuoteranno sull’Europa?
Un bilancio di come il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha utilizzato il decreto Bersani sui taxi: la corporazione dei tassisti si è rafforzata e l’esempio rischia di essere seguito da Milano.
Bisogna conservare o abbandonare la soglia del 30 per cento che fa scattare l’Opa? Una proposta che vuole dare certezza agli investitori e selezionare con un criterio diverso le società a cui si applica l’obbligo.
Vero o falso? lavoce.info verifica alcuni numeri detti nei giorni scorsi in Tv. Al vaglio le affermazioni del ministro Mussi, del senatore Marino e di Michele Santoro.

Andrea Ichino e Alberto Alesina commentano l’intervento di Tito Boeri e Daniela Del Boca sulle pari opportunità. La controreplica degli autori.

Un chiarimento di Carlo Podda segretario della CGIL Funzione Pubblica riguardo al contratto integrativo del MEF. Di questi temi si parlera’ in un incontro al festival dell’economia di Trento.

Vero o falso? Capitolo “università”

Si è discusso di università in una puntata di AnnoZero. Conduttore, ministro e ospiti hanno elencato qualche cifra in libertà. Sulla spesa per studente dei vari paesi e su quella di singoli atenei, soprattutto americani. E anche le “classifiche” delle migliori università hanno riservato notevoli sorprese. Come sempre, cerchiamo di fare chiarezza.

Si apre l’era Sarkozy*

Il neo-presidente ha ricevuto dai francesi un mandato esplicito per il cambiamento. La sua filosofia e le sue priorità sono molto chiare: un mercato del lavoro più flessibile, uno Stato più snello e meno tasse. Però, per avere successo le sue proposte dovrebbero essere accompagnate dalla liberalizzazione dei mercati dei prodotti e finanziari. Quanto all’Europa, giocherà una partita difficile: più andrà avanti con le riforme all’interno, più dovrà apparire lontano dall’ortodossia di Bruxelles fatta di disciplina di bilancio, riforme liberali e libero commercio.

Sommario 11 maggio 2007

Per sostenere davvero la famiglia bisogna aiutare le donne meno abbienti a trovare tempo per un lavoro retribuito. Oggi, tra cura dei figli, dei famigliari non autosufficienti e della casa, le donne hanno meno tempo libero degli uomini. E l’ultimo contratto delle colf fa aumentare di molto il costo delle badanti. Ma di questi problemi non trattano nè il Family Day, nè i Dico. Apriamo il confronto su di una proposta: un credito di imposta per la cura dei figli e dei famigliari non autosufficienti. La componente femminile nel parlamento è una delle più basse dÂ’Europa.
Autostrade e Telecom: due casi di intervento della politica nelle società che operano in base a concessioni di Stato. Si bloccano operazioni con norme non scritte. Pagano, come sempre, i consumatori.
Gli aiuti allo sviluppo promessi dal G8 non si materializzano. L’Italia fa peggio: il suo contributo è stato tagliato del 30 per cento nel 2005-2006 ed è meno efficace della media.

Primo concorso fotografico opensource de lavoce.info. L’esposizione al Festival dellÂ’Economia di Trento. Il programma allo stand de lavoce.info.

Chi lavora in famiglia?

E’ l’anno delle pari opportunità e si sostiene da più parti che occorre aumentare il lavoro delle donne. Ma in Italia già oggi lavorano più degli uomini. Lo fanno senza essere pagate, nella cura della casa e dei famigliari. E quando lavorano per un salario spesso rinunciano ad avere figli. Se vogliamo davvero aumentare il benessere di più della metà degli italiani c’è bisogno di misure che riconcilino lavoro e responsabilità famigliari per le famiglie a basso reddito. Proponiamo di introdurre un contributo alle spese per i servizi di cura dei bambini piccoli e/o degli anziani. Non convince invece nè l’idea di diminuire le tasse delle donne e alzare quelle degli uomini nè quella di introdurre un quoziente famigliare.

Se la badante non conviene più

Il nuovo contratto delle colf ha notevolmente alzato i minimi retributivi per le assistenti familiari. Un costo quasi proibitivo per le famiglie. Determinerà un aumento del mercato nero e un ritorno ai servizi pubblici, residenziali e domiciliari. Diventa sempre più urgente decidere come aiutare chi sceglie di tenere in casa una persona non autosufficiente, pur disponendo di mezzi limitati. Detrazioni più incisive, sostegni diretti e assegni di cura sono gli strumenti su cui occorre investire. Ma è fondamentale avere un disegno coerente.

Dai telefoni alle autostrade: la strana storia del “decreto fantasma”

Per bloccare la fusione Autostrade-Abertis, due ministri sono giunti a evocare una norma dello Stato che non esiste. Per niente chiari i motivi delle interferenze sulla vendita Telecom. Possedere un’impresa espone quindi a rischi diversi dai mutamenti delle condizioni di mercato o della tecnologia: il rischio politico costituisce un fattore autonomo e anche molto concreto. E diventa rapidamente un problema dei consumatori, quando si traduce in un maggiore costo del capitale e, di conseguenza, in un aumento, o in una minore diminuzione, delle tariffe.

Senza le donne

Scarsa la rappresentanza femminile in Parlamento e ancor più bassa nelle istituzioni locali. E’ un fenomeno che interessa tutti i paesi sviluppati. Ben vengano dunque gli interventi per aumentarne il numero. Ma la posta in gioco è un’altra: l’inclusione di caratteristiche, conoscenze, competenze e attitudini storicamente collegate alle donne e finora solo marginalmente integrate nella politica italiana. La socializzazione del genere nella sfera pubblica deve rappresentare un vero e proprio processo di apprendimento per la società politica.

E sugli aiuti allo sviluppo solo promesse mancate

Nonostante le dichiarazioni del leader al G8 di Gleneagles, non si materializzano i 50 miliardi entro il 2010 necessari al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio. Anzi nel 2006 il livello totale degli aiuti è diminuito. Anche la loro qualità lascia a desiderare. Quanto all’Italia, i nostri contributi sono scesi del 30 per cento nel periodo 2005-06 e sono fermi allo 0,20 del Pil. In più, sono meno efficaci della media e non rispettano i principi della Dichiarazione di Parigi. Non è ancora arrivata la svolta promessa dal governo Prodi.

Sull’immigrazione ci vuole coerenza

Varato il disegno di legge delega sull’immigrazione. Il successo della proposta dipende dalla definizione di un quadro completo e coerente. L’esperienza passata, anche di altri paesi, insegna che l’inadeguata considerazione di alcune importanti tessere del complesso mosaico migratorio può minare l’efficacia degli interventi. Benefici da sistemi a punti sia all’ingresso che in itinere, schemi di return finance e di premialità per i paesi di origine e dall’applicazione delle sanzioni ai datori di lavoro che assumono clandestini.

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