Rendere più sicuri i percorsi professionali e più efficace il sistema di indennità di disoccupazione cambiandone il finanziamento. Oltre a razionalizzare le procedure di licenziamento. Si tratta di riforme possibili per il mercato del lavoro francese. A patto di realizzarle contemporaneamente per ottenere l’assenso delle parti sociali. Una volta in atto, permetterebbero di ridurrebbe il numero dei senza lavoro, aprirebbero prospettive più stimolanti per i giovani. Soprattutto, garantirebbero una maggiore crescita economica.
L’esenzione Ici, come attualmente configurata, non appare legittima alla luce del divieto di aiuti di Stato. L’esperienza comunitaria è infatti rigorosa nel ritenere sufficiente il mero rafforzamento della posizione dell’impresa beneficiata rispetto all’inserimento sul mercato nazionale dei concorrenti comunitari. Ma è un problema destinato a impallidire rispetto alla questione delle agevolazioni Onlus. Un regime che detassa completamente il reddito d’impresa realizzato da soggetti che operano in settori di rilievo sociale.
Quanto fa l’Union tristezza, Quest’è Veltro e questa è Rosi, Ballan ninfe e satiretti, chi vuol esser lieto sia, e che giova aver tesoro così fiacco è spento e ameno, Questa Unione non risana, Han bruciato il tesoretto, Non dan scampo i prezzi cari, Ma l’Unione, che bellezza,
il suo tempo fugge via,
se vuol essere lieta sia,
di doman non ha certezza.
belli, lÂ’un dellÂ’altra ardenti,
nel PiDi staran focosi,
sorridendo, a stretti denti.
Livie, Anne, Franceschetti,
Bersanbacco suona il zufolo alla Cooppe,
è vestito col lenzuolo tutto toppe:
di doman non han certezza.
Schiopa va presso a costoro,
ciò che fa crea lo sgomento
s’Epifano è poi scontento?
Questa soma che vien drieto
sopra l’asino è Prodeno
pien dÂ’acciacchi e dÂ’anni pieno,
ride e gode tuttavia,
chi vuol essere lieto sia.
il suo Pil a stento sale,
la ripresa sÂ’allontana,
ma c’è tregua…per il deficit statale.
l’Alitala è un fallimento,
le riforme nel cassetto,
alla barca falla barra e manca vento.
le viscose tassazioni;
chi si affanna pei precari,
chi licenzia i fannulloni?
al più presto vola via,
di domani è la certezza,
chi vuol esser lieto sia.
La maggior parte delle analisi sulla recente crisi finanziaria si è concentrata sui rischi di instabilità dei mercati e sulla pericolosità del “credito facile”. Pochi si sono soffermati sul destino di chi quel credito l’ha utilizzato e ne sta pagando le amare conseguenze. Eppure i subprime rappresentano il sintomo dell’affacciarsi sul mercato del credito di sempre più estese fasce di popolazione che non hanno i normali requisiti di “bancabilità ”, ma non per questo possono rimanere escluse dai circuiti finanziari.
L’altra faccia della crisi finanziaria: il popolo dei subprime, coloro che non hanno requisiti di solvibilità , sottoscrivono contratti con clausole molto penalizzanti senza saperlo. Importante investire non solo nell’alfabetizzazione finanziaria ma anche nell’assistenza e consulenza nei confronti dei mutuatari. La crisi sembra di tipo estensivo-benigno: un rischio limitato sparso su un grande numero di paesi ed investitori. Le iniziali reazioni dei mercati forse segnalano la novità della crisi piuttosto che la sua oggettiva gravità . Anche se le banche potrebbero essere piu’ esposte di quanto si ritenga perche’ fino a 200 miliardi di dollari di loro crediti (per lo piu’ a private equity) sono a rischio.
Come i fondi pensione possono servire allo sviluppo di un mercato finanziario: l’esperienza dell’Australia. Bene prendere nota. Cresce la concentrazione e il potere di mercato nell’editoria scientifica. Così nonostante le innovazioni tecnologiche che abbattono i costi, i prezzi continuano a salire.
In ricordo di Bruno Trentin, scomparso nei giorni scorsi, riproponiamo un suo dialogo con Pietro Ichino di grande attualità .
Aggiornamento: Ici, Chiesa e privilegi, di Andrea Carinci e Thomas TassaniÂ
Come e perché la favilla relativamente piccola di un’impennata di insolvenze sui prestiti subprime ha potuto innescare la grande fiammata di una crisi finanziaria dalle possibili conseguenze sistemiche? Il sistema bancario, diversamente da quanto ci si attendeva, è stato un portatore del contagio, mostrando sintomi di fragilità che meritano attenzione. Se ne accorgono ora banche centrali e autorità di vigilanza. Che cercano di appurare quale sia, dietro le quinte dei bilanci e per il tramite di terzi, l’esposizione effettiva delle banche.
Sembrano eccessive le reazioni alla crisi dei mercati finanziari. La crescita dei cosiddetti mutui subprime è un fenomeno fisiologico in mercati finanziari ad alta capacità di diversificazione del rischio. Stati Uniti ed Europa potranno anche registrare un raffreddamento dei tassi di crescita di consumi e produzione nel prossimo futuro, ma la dimensione del fenomeno sarà probabilmente contenuta grazie ai benefici del risk-sharing internazionale. Diversa e più importante è la questione delle ricadute sull’economia reale. Ma se dovessero esserci, la Fed saprà senz’altro anticiparle con un taglio dei tassi di interesse.
Nel sistema pensionistico australiano la presenza privata è molto estesa. La pensione di anzianità è pagata dal governo federale indipendentemente dalla durata della vita lavorativa, ma solo se al di sotto di certi parametri massimi di reddito e di patrimonio. La “superannuation”, invece, è un conto individuale i cui contributi sono obbligatori per il datore di lavoro e volontari per il dipendente, e gestiti da fondi pensioni di vario tipo. Ha avuto una grande importanza nello sviluppo del mercato finanziario del paese, in particolare di quello azionario.
Secondo un rapporto della Commissione europea il prezzo medio delle pubblicazioni degli editori scientifici commerciali è cresciuto tra il 1975 e il 1995 a un tasso superiore di oltre 300 punti percentuali rispetto al tasso di inflazione. E tra il 2001 e il 2005 la crescita è stata superiore all’inflazione del 26 per cento negli Stati Uniti e del 29 per cento in Europa. Proprio mentre l’innovazione tecnologica permetteva di scaricare una parte crescente dei costi sugli stessi autori. Nel breve periodo, l’unica soluzione è un maggiore coordinamento tra gli acquirenti.
Vengono al pettine i nodi della politica dei bassi tassi d’interesse seguita per troppo tempo da Alan Greenspan, ex-presidente della Federal Reserve. E’ questa, infatti, la causa principale dell’attuale crisi dei mercati finanziari. Speriamo che Bernanke non ripeta lo stesso errore. Per meglio capire il terremoto originato dai prestiti subprime, una serie di domande e risposte su come intervengono le banche centrali. Una dieta del credito era necessaria, ma quelli che pagheranno il conto più salato rischiano di essere gli investitori finali, non le banche che negli anni passati hanno realizzato profitti da record.
I manager d’impresa americani lavorano meglio di quelli europei: la loro attività ha un forte impatto sulla produttività delle aziende. Di qui una delle cause della maggiore crescita degli Stati Uniti. Ci sono invece tre miti sulla ricerca in America che vanno sfatati per impostare correttamente il dibattito sulla ricerca in Italia.
Il Governo ha rimesso mano al dossier sul federalismo fiscale. Ne uscirà una buona legge? Ecco i pro, i contro e i rischi del nuovo progetto.