La campagna di adesioni alla previdenza complementare registra un eccellente risultato nel comparto delle imprese medio grandi, i cui lavoratori hanno dato prova di nutrire la massima fiducia nel sistema. Al contempo si registra una preoccupante arretratezza nelle piccole imprese nelle quali è peraltro impiegata la maggioranza dei lavoratori dipendenti italiani. Nei prossimi mesi i policy makers dovranno elaborare proposte che consentano alla previdenza privata di allargare la propria offerta, attraverso strumenti e soluzioni innovative che ne accrescano visibilità e affidabilità .
I lavoratori delle grandi imprese hanno scelto a maggioranza di destinare il Trattamento di fine rapporto alla previdenza integrativa. Ma non quelli delle piccole imprese, in cui sono concentrati i piu’ giovani, quelli che hanno maggiore bisogno di crearsi una previdenza integrativa. Ecco il primo bilancio, parziale, della decisione sul Tfr che scadeva il 30 giugno scorso.
Conviene ridurre le tasse sul lavoro straordinario, come ha fatto Sarkozy in Francia e come propone il protocollo d’intesa firmato il 23 luglio scorso in Italia? Molti i dubbi a riguardo.
Lo sportello unico per le imprese non ha funzionato. Ora sono all’esame del Parlamento alcune norme di semplificazione dello start-up di attività produttive. Che cosa promettono e a quali condizioni funzioneranno.
Una tradizionale regola antitrust americana vietava l’imposizione da parte del produttore di un prezzo minimo alla distribuzione. La Corte Suprema l’ha cancellata. Ora si valuterà caso per caso. Come si tutelano meglio i consumatori? E che orientamento prenderà l’Europa?
C’è una forte differenza tra regione e regione nei test d’ingresso alla facoltà di Medicina. Forse sarebbe più equo e conveniente fare un’unica graduatoria nazionale. Per il reclutamento dei ricercatori universitari il ministro Mussi vuole cambiare le regole. Bene alcune innovazioni sul modello anglosassone. Ma non bastano e in tutto l’impianto si coglie la diffidenza verso il mercato.
Aggiornamento: Il passaporto delle imprese italiane di Emilio Roncoroni
Quando il lavoro è intermittente di Bruno Anastasia
La Francia non utilizza efficacemente le sue risorse di mano d’opera. La scelta delle 35 ore di lavoro settimanale ha arrecato danni al paese, strangolando le attività . Ma la legge appena varata sulla soppressione degli oneri fiscali e dell’imposta sul reddito delle ore straordinarie non è una soluzione efficace: giocherà a sfavore delle nuove assunzioni; e rischia di costare più del previsto perché molte aziende dichiareranno ore straordinarie fittizie per beneficiare dell’assenza di prelievi.
Una scelta del genere dovrebbe prima essere sperimentata su alcuni settori.
Lo sportello unico avrebbe dovuto risolvere gran parte dei problemi connessi alla lentezza e farraginosità dell’avviamento delle attività produttive nel nostro paese. Dopo dieci anni le imprese continuano a lamentarsi dell’eccesso di burocrazia, nonostante le numerose modifiche e gli aggiustamenti. Ora, sulla materia sono stati presentati due disegni di legge. Esiti e contenuti finali sono, ovviamente, incerti, ma la direzione intrapresa sembra quella giusta. In ogni caso, rimane il delicato problema dell’efficace attuazione amministrativa.
Con una recente sentenza, la Corte Suprema ha eliminato il divieto “per se” per il produttore di imporre un prezzo minimo al dettaglio al distributore, che pur con alterne vicende resisteva dal 1911. Si procederà d’ora in avanti con la logica del caso per caso. Eppure, la letteratura economica mette molto più l’accento sui rischi anticompetitivi che sui vantaggi sociali del prezzo minimo imposto. E dunque la vecchia regola avrebbe forse tutelato meglio i consumatori. Rimane adesso da vedere quale orientamento prenderà la Commissione europea.
EÂ’ un Documento di programmazione economica e finanziaria da fine legislatura quello appena varato dal Governo. Guarda alle esigenze politiche immediate e trascura il futuro. A chi governerà nel 2009 e 2010 viene passata la patata bollente di un aggiustamento per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2011. Insomma, a meno di un cambiamento radicale nella capacità del Governo di contenere la spesa, alla fine avremo più spesa e più tasse. E ancora una volta non vi sono politiche prioritarie per l’ambiente, malgrado gli alti costi che comportebbe la mancata applicazione del Protocollo di Kyoto.
I dati Inail dicono che gli infortuni stradali sono di gran lunga la prima causa delle cosiddette morti bianche. A essi è riconducibile circa la metà dei morti sul lavoro. La circolazione stradale è mediamente più rischiosa anche quando si fanno confronti con i settori produttivi a più alta frequenza di infortuni. Grandi le differenze fra la cultura della sicurezza sul lavoro e quella della sicurezza stradale, in termini di allarme sociale, di risorse umane e finanziarie devolute a formazione, prevenzione e controlli, di conseguenze giuridiche.
Da almeno settant’anni il gettito dell’imposta di successione è in costante calo nei paesi Ocse. La tendenza si spiega con la sempre minore concentrazione della ricchezza e la sua diversa composizione, con il crescente ruolo del reddito da lavoro a scapito di quello da proprietà . In Italia il livello delle entrate è particolarmente moderato e stabile nel tempo. Anche per effetto di evasione ed elusione. La richiesta di riduzione si deve al fatto che nel comparto casa la differenza tra la ricchezza dell’elettore mediano e quella media è molto ridotta.
Il dibattito sul governo delle società quotate si è concentrato attorno a tre punti critici: presenza di gruppi piramidali e scatole cinesi, controllo tramite patti di sindacato, debolezza della normativa sull’Opa. Problemi di contendibilità delle società e di tutela delle minoranze esistono davvero. Per risolverli, gli interventi di tipo regolamentare sono preferibili a quelli per legge. Ma debbono essere efficaci e non solo formali. Appellarsi all’agire del mercato, che opera con tempi lunghi, e al “mito” della difesa di piccoli azionisti, non basta più.
Il programma elettorale (2006) dell’Unione di centro-sinistra proponeva una modifica profonda della Legge Obiettivo, varata dal Governo di centro-destra. Oggi la logica di quella legge viene confermata dall’Allegato infrastrutture al Dpef. Elenchi di opere prioritarie, la cui priorità non è mai stata valutata; venti di finanza creativa; evocazione della “golden rule” e mega-finanziamenti a F.S.. Qualche ipotesi sul perché le cose vadano in questo modo.