LUNEDì 20 APRILE 2026

Lavoce.info

IL TERREMOTO TRA VERA PREVENZIONE E FALSA FATALITA’

I terremoti si possono prevedere. Non alla maniera di Giuliani, però. Si capiscono studiando i movimenti delle placche tettoniche, prendendo in esame una zona che tende a fratturarsi e esaminando la frequenza degli eventi in quella zona. Perché nei terremoti c’è una certa regolarità, un ritmo. Ma la previsione non serve a ordinare un’evacuazione, serve a sapere dove le case vanno costruite secondo criteri antisismici. E il problema più grave dell’Italia è proprio l’inadeguatezza delle infrastrutture anche di fronte a un sisma di dimensioni relativamente modeste.

DA ROMA A BRESCIA: GLI APPETITI DELLA POLITICA NON MUOIONO MAI

I sindaci di Milano e Brescia hanno deciso: Renzo Capra se ne deve andare dal vertice di A2A. Ai più questo nome non dirà molto. Si tratta di una persona ben oltre la soglia della pensione, che per decenni ha gestito ASM Brescia (da un paio di anni fusa con la AEM Milano in A2A), facendone probabilmente la migliore tra le imprese “municipalizzate” del paese. AllÂ’avanguardia per servizi quali il teleriscaldamento o lo smaltimento dei rifiuti, con profitti ragguardevoli, ecc. Non perfetta, forse, ma tra le imprese “politicizzate” forse una numero uno. L’ha guidata per decenni, passando attraverso amministrazioni di vari colori, che mai lo hanno messo in discussione. Ora, a un anno dalle elezioni che hanno segnato un ulteriore passaggio di mano del Comune di Brescia (dalla sinistra alla destra), viene allontanato. Pare non abbia più la fiducia dellÂ’azionista di riferimento.
Non si tratta di una impresetta. Bensì un’impresa quotata in Borsa, la maggiore impresa energetica del paese a parte Eni ed Enel. Se fosse avvenuto appena fatte le elezioni, forse sarebbe stato meno grave. Ma un’entrata a gamba tesa di questo tipo è ancora più grave.
E’ interessante vedere come segua una vicenda simile a Roma, dove il sindaco Alemanno ha allontanato l’amministratore delegato di un’altra impresa quotata, Acea, colpevole di …? Bah, forse di averla resa troppo “impresa” rispetto a quello che era in precedenza.
In questo periodo in cui l’intervento pubblico assume forme sempre più sguaiate, anche in queste imprese locali la politica avanza. E lo fa nei modi meno nobili e per fini, a dir poco, poco chiari.E’ necessario reclamare rispetto sia per i piccoli azionisti, sia per quanto di “imprenditoriale” si è riusciti a fare anche nel settore pubblico. Questa aria di restaurazione e di rinnovati appetiti spartitori preoccupa e non poco.

UN PROBLEMA DI ESTERNALITÀ FINANZIARIA

La crisi ci insegna non solo che un problema di esternalità finanziaria può condurre a effetti devastanti sui bilanci delle banche quando i prezzi degli asset cominciano a scendere. Ma anche che la necessità di svendere attività fortemente illiquide, può aggravare la situazione, esacerbando i problemi di liquidità. Ma come prevenire gli eccessi di espansione della leva e del credito? Ricordando che dove c’è un’esternalità, c’è una imperfezione del mercato. Che richiede una regolamentazione. E le nuove regole non possono prescindere dal concetto di rischio aggregato.

AFFIDO CONDIVISO: FA BENE A FIGLI E SOCIETA’ *

Ogni anno in Italia un numero rilevante di bambini e ragazzi è coinvolto nella dissoluzione del proprio nucleo familiare. La legge 54 del 2006 ha stabilito che la modalità ordinaria di affido dei minori fosse quella della condivisione tra i due genitori. Due recenti lavori econometrici riferiti agli Stati Uniti mostrano che si è trattato di un provvedimento lungimirante. Ha effetti positivi sull’andamento scolastico dei figli dei separati e più in generale sugli incentivi alle coppie affinché stabilizzino la loro relazione attraverso il matrimonio.

TERREMOTO, RISORSE E CONTROLLI

La redazione de lavoce.info partecipa al dramma della popolazione colpita dal terremoto e al lutto di chi ha perso i propri affetti, i parenti, gli amici. Le calamità naturali richiedono la mobilitazione tempestiva di ingenti risorse per i primi soccorsi e per la ricostruzione. Il Governo, sino a questo momento, ha stanziato 30 milioni di euro. Una goccia nel mare. In questi tempi di crisi è difficile reperire risorse. Facciamo nostra una proposta che ci arriva da un gruppo di lettori che vivono all’estero: chiediamo che il Governo non esiti nel raggruppare le tre scadenze elettorali di giugno stanziando subito per le aree disastrate i risparmi derivanti dal loro accorpamento in un unico election day. Si tratta, secondo il ministro Maroni, di 172milioni di euro (la nostra stima, analoga, aggiunge 200 milioni di costi indiretti sostenuti dalle famiglie). Siamo certi che tutti gli italiani apprezzeranno lÂ’uso di queste risorse e potranno essere incoraggiati dallo stesso Governo e dai media a devolvere allo scopo quanto risparmieranno personalmente con lÂ’election day.
Ricordiamo che per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976) lo Stato spese una cifra pari a 10 miliardi di euro, per quella dellÂ’Irpinia (1980) 32 miliardi, per quella in Umbria e Marche (1997) 4 miliardi.
Alla luce di questa catastrofe, in cui edifici recenti sono crollati come castelli di carte, è fondamentale rivedere il “piano casa”: questo riduce i controlli formali ex ante e non rivede affatto il sistema dei controlli sulle opere in costruzione e completate. Alle Regioni il compito, nel recepire il piano, di tenere alta la guardia sul rispetto dei requisiti antisismici, imponendocontrolli sui cantieri e ad opere completate .

LA RISPOSTA AI COMMENTI

La trasparenza funziona meglio se accompagnata da meccanismi di premio che garantiscano un buon uso dell’informazione, sia da parte delle organizzazioni che raccolgono e pubblicano informazioni sul proprio operato, sia da parte dei cittadini. E’ chiaro però che, senza informazioni che permettano di misurare e valutare ad esempio la qualità dei servizi pubblici, è impossibile pensare ad incentivi efficaci, meritocrazia, e meccanismi di premio. E questa riflessione è valida sia in regimi di trasparenza che di opacità.  “You can manage what you measure” e la trasparenza obbliga chi è sottoposto alla lente di ingrandimento a raccogliere dati ed informazioni che possono mettere in luce inefficienze organizzative ed incoerenza fra politiche pubbliche ed obiettivi. La raccolta di informazioni costringe a riflettere su problemi strategici di rilievo che vengono spesso accantonati a favore della gestione del quotidiano.
Condivisibile è anche la preoccupazione di sottoporre coloro che gestiscono la cosa pubblica a regimi di trasparenza particolarmente stringenti e costantemente aggiornati, non solo per verificare ex ante che vi siano le caratteristiche adatte agli incarichi pubblici, ma anche affinché al momento del voto l’accountability funzioni davvero.
Come riportare i prezzi dei prodotti al fine di dare ai consumatori la possibilità di confrontare i scegliere è un buon esempio per chiarire in quale formato l’informazione sia realmente utile ed utilizzabile. Spesso è proprio su questi dettagli che si combattono le battaglie più accese fra regolatori e regolati.

CI SONO ANCHE I DISOCCUPATI INVISIBILI

I dati sulle forze di lavoro relativi agli ultimi due trimestri del 2008 non segnalano solo l’aumento della disoccupazione. Evidenziano una crescita della sotto-occupazione e del tasso di inattività, soprattutto al Sud e anche fra gli uomini. Un fenomeno destinato a peggiorare nei prossimi mesi, ma nessuno ne parla. Il rischio è che l’abbassamento ulteriore del tasso di attività marginalizzi ancora di più proprio le regioni più povere e con più basso tasso di occupazione rispetto a politiche orientate esclusivamente a contrastare la disoccupazione.

IL VENTO DELL’EST SULLE BANCHE ITALIANE

Dopo Banco Popolare, anche Unicredit e Intesa San Paolo ricorrono ai Tremonti bond. Una decisione che non stupisce. Sulle due principali banche italiane si fanno sentire i contraccolpi dell’espansione nell’Europa centro-orientale. Con i nostri istituti in seconda posizione, assieme a quelli tedeschi, per esposizione verso i più importanti paesi dell’area. Fin quando il ciclo internazionale è stato favorevole, gli investimenti hanno dato ricchi frutti. Ma ora la crisi colpisce quelle economie, costringendole a chiedere aiuto all’Fmi e ad altre istituzioni europee.

BANCA E CLIENTE, UNA COPPIA IN CRISI

L’amministrazione americana ha predisposto un piano di rifinanziamento dei mutui eccessivamente onerosi, puntando su formazione, informazione e assistenza. E da noi? Le regole non mancano, anzi forse sono troppe. Tanto che la Banca d’Italia giudica necessario un intervento di semplificazione della documentazione. In modo da ridurre i costi e rendere le informazioni più chiare e più facilmente comparabili. E l’intermediario dovrà assistere il cliente nella comprensione di ogni aspetto rilevante. Ma la strada dell’educazione finanziaria è ancora lunga.

PERCHÉ ALL’ORDINE NON PIACE LA CONCORRENZA

A più di due anni dal decreto Bersani, i servizi professionali appaiono ancora assai poco concorrenziali. La riforma è stata sostanzialmente annullata dall’azione degli ordini, che hanno utilizzato i codici deontologici per ridurre al minimo i cambiamenti, soprattutto sulla disciplina delle tariffe e la pubblicità. Ma mettere all’indice i minimi tariffari ha un valore più simbolico che di sostanza. In ambito legale, la regola da smantellare è quella che determina l’onorario degli avvocati secondo il numero degli atti svolti. Per passare alla parcella a forfait.

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