GIOVEDì 20 AGOSTO 2026

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L’ISTAT, LE RILEVAZIONI E UNA DISCUSSIONE SENZA DATI *

L’Istat ha affidato ad una società privata, tramite gara, alcune fasi della rilevazione delle forze di lavoro. Nulla cambia rispetto alla piena titolarità dell’indagine, che resta all’Istituto. Sempre Istat determina i contenuti e le metodologie della rilevazione ed effettua i necessari controlli di qualità in tutte le fasi del processo. La scelta ha comunque suscitato un acceso dibattito. Ma i problemi della statistica sono altri: dal continuo taglio di risorse che mette l’Italia all’ultimo posto per spesa pro-capite tra tutti i paesi europei alla scarsa flessibilità organizzativa.

L’INFORMAZIONE STATISTICA? MEGLIO PUBBLICA

L’affidabilità, imparzialità e accessibilità delle rilevazioni statistiche sono di fondamentale importanza per un sistema d’informazione democratico. Solleva perciò perplessità la decisione dell’Istat di affidare alcune fasi della rilevazione delle forze di lavoro a una società privata di ricerca. In casi simili, non ci sono garanzie istituzionali dell’autonomia e indipendenza delle ditte private esterne, sulle quali potrebbero esercitarsi pressioni indebite. E l’esternalizzazione potrebbe accrescere i costi e peggiorare la qualità delle rilevazioni.

AUTO ROTTAMATA, AUTO SALVATA. MA DOPO?

Il problema fondamentale del settore automobilistico è la capacità produttiva in eccesso. L’effetto degli incentivi è semplicemente di rinviare la resa dei conti fra i produttori europei. Almeno, negli Stati Uniti gli aiuti sono stati condizionati a un piano draconiano di ristrutturazione del settore che apparisse sostenibile nel medio periodo. In Europa invece le rottamazioni sono state decise dai singoli governi, senza forme di coordinamento esplicito. Il rischio è che i costi sociali saranno molto più alti e concentrati geograficamente quando il gioco al rinvio non sarà più possibile.

FIAT BATTE CASSA. UN FILM GIÀ VISTO

La politica europea sugli aiuti di Stato è ricca di ipocrisie: ancora oggi sono quasi trenta i canali attraverso i quali i governi possono finanziare le imprese nazionali. Tra l’altro, le rottamazioni per l’auto sono considerate aiuti ai consumatori e quindi non conteggiate. Quanto alla Fiat, ha già ricevuto oltre 300 milioni di aiuti di Stato ufficiali proprio per gli stabilimenti del Sud che ora minaccia di chiudere. Dovrebbe perciò cercare sul mercato le risorse per superare le difficoltà dovute alla crisi. Ed elaborare un piano industriale di rilancio delle produzioni italiane.

IL GIOCO DI PECHINO NELLA PARTITA DEL CLIMA

Al summit sui cambiamenti climatici di New York la Cina si è impegnata a ridurre la propria intensità carbonica, ovvero il rapporto emissioni-Pil, di un “margine notevole” entro il 2020. Una misura simile porta solo in linea teorica a un calo delle emissioni. Perché gli incrementi del Pil possono ampiamente compensare le riduzioni che derivano dai miglioramenti di efficienza. E se la crescita economica è per i paesi in via di sviluppo una variabile incomprimibile, è chiaro che alla conferenza di Copenaghen non si potrà trovare nessun accordo sui livelli di emissione.

UN’AMNISTIA DI FATTO DIETRO LO SCUDO FISCALE

Non necessariamente lo scudo fiscale servirà a fare tornare i capitali in Italia, perché il rimpatrio è obbligatorio solo se le somme sono presso paradisi fiscali. In ogni caso, il gettito raccolto è una tantum e non potrà finanziare interventi permanenti. Ma il timore è che i capitali rientrati grazie allo scudo non appartengano a piccoli evasori intenzionati a rifinanziare la propria impresa in difficoltà. Potrebbero invece essere di grandi organizzazioni mafiose che ottengono così denaro pulito per le loro attività economiche, compresa l’acquisizione di imprese in difficoltà.

LE CICATRICI DELLA CRISI

Le grandi crisi finanziarie del passato hanno lasciato importanti eredità sulla struttura economica e politica dei paesi interessati. L’analisi statistica mostra che le recessioni hanno un impatto significativo sulle opinioni degli individui, specialmente se questi hanno tra i 18 e 25 anni. Per esempio, chi ha vissuto durante un periodo di crisi economica tende a credere che il caso conti più dell’impegno personale per il successo nella vita. E si aspetta perciò una maggiore redistribuzione da parte dello Stato. Gli americani diverranno dunque più “europei”?

QUOTE ROSA: UN FALLIMENTO DELLA POLITICA

Il Tar ha imposto di cambiare la giunta provinciale di Taranto composta solo di uomini. In generale, le quote rosa mandano il segnale sbagliato che il merito non conta, ma in politica sono probabilmente più utili che altrove. Ma la mancanza di donne è una manifestazione di un punto più generale, che la politica opera come un filtro fra le preferenze degli elettori (in questo caso presumibilmente per più donne) e le persone che finiscono per prendere le decisioni (tutti uomini). La mancanza di donne in politica è dunque un sintomo di un più generale “fallimento della politica”. Ed è di questo, forse, che dovremmo discutere.

SETTE TESI SUL PLURALISMO IN TELEVISIONE

Non mancano i segnali preoccupanti per quanto riguarda il sistema dell’informazione e le garanzie del pluralismo in Italia. Derivano da una struttura di mercato estremamente concentrata, da una governance del gruppo pubblico che non garantisce una adeguata indipendenza dal governo e dai partiti politici e da un modo di fare informazione estremamente prono alle influenze politiche. Per comprendere e affrontare il problema proponiamo qui sette tesi. Tra problematiche condivise da altri paesi e peculiarità tutte italiane.

I SERVIZI PUBBLICI LOCALI E IL VICOLO CIECO DELLA GARA

La riforma dei servizi pubblici locali crea più problemi di quanti ne risolva. Il legislatore ha stabilito che la gara è lo strumento virtuoso per eccellenza. Ma la pretesa uniformità tra i servizi locali è una ipotesi grossolana. Ora si può uscire dall’impasse solo ampliando la gamma di soluzioni contrattuali ammesse, per adattarsi alle specificità dei vari settori. Oppure si lascia che i comuni scelgano liberamente il vincitore della gara, pagando però le conseguenze delle loro scelte grazie a regole chiare. Meglio se definite e applicate da un soggetto indipendente.

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