GIOVEDì 20 AGOSTO 2026

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CRISI BANCARIE: CI VUOLE UNA PROCEDURA CONDIVISA

L’Unione Europea dovrebbe prevedere un’unica procedura di risoluzione delle crisi bancarie, in modo da rendere possibile la prevenzione e la gestione della crisi in modo unitario e sotto la responsabilità di un’unica autorità amministrativa. Si svolgerebbe secondo il diritto del paese in cui ha sede la società capogruppo e sotto la responsabilità dell’autorità di vigilanza competente, ma sotto il controllo di un collegio dei supervisori rafforzato. Ecco le sue caratteristiche principali nel terzo dei quattro interventi (1, 2) di sintesi del Rapporto Ceps-Asssonime.

UN INDICE PER CAPIRE CHI VINCE LE ELEZIONI

I risultati elettorali si prestano a più letture, il che consente spesso a tutte le coalizioni di dichiararsi comunque vincitrici. Nelle elezioni regionali, per esempio, si può guardare al numero di Regioni conquistate, oppure a quelle passate da uno schieramento all’altro. Oppure si può considerare il totale dei voti ottenuti. Per capire chi ha vinto davvero si può invece usare un indice che coniughi più sistemi di analisi. Se ne ricava una valutazione più equilibrata. E acquista importanza la soglia del 50 per cento.

DOVE VANNO GLI INCENTIVI

Alla fine il governo ha varato il decreto incentivi di sostegno ai consumi. Era ora. Si tratta di 300 milioni di veri e propri incentivi temporanei all’acquisto di una varietà di beni di consumo durevole e di 120 milioni di sgravi fiscali per la cantieristica e per il settore tessile. Nella sua attuale formulazione, però, il provvedimento mette in campo poche risorse, dura troppo e assegna i fondi con criteri poco trasparenti. Ma non è troppo tardi per rimediare.

IDENTIKIT DI UN FONDO PER L’EUROPA

L’Europa ha bisogno di un Fondo monetario europeo? E se sì, quali caratteristiche dovrebbe avere? Quello che non funziona oggi è la procedura per deficit eccessivo. Andrebbe sostituita da regole auto-imposte che assicurino la disciplina di bilancio senza però compromettere la possibilità di politiche moderatamente anticicliche. Dovrebbe funzionare sostanzialmente come un fondo di ammortamento sulla base di un sistema di crediti accumulati, in modo da incentivare i governi a risparmi di bilancio durante le fasi di espansione. In caso di crisi, potrebbe concedere una garanzia sul debito pubblico estero.

DILEMMI GRECI

Il rifinanziamento sui mercati è a costi ritenuti insostenibili, ma finché quella dei mercati resta un’opzione aperta, dalla Unione Europea non arriverà nessun aiuto. Per uscire dallo stallo la Grecia potrebbe rivolgersi al Fondo monetario internazionale. Con quali vantaggi? Un risparmio, ma neanche troppo significativo, sul servizio del debito. Sull’altro piatto della bilancia c’è però il fatto che cosi facendo la Greci brucia i ponti verso i suoi partners Europei e che le somme offerte dall’Fmi non sarebbero sufficienti a risolvere la situazione.

IL DIBATTITO POLITICO IN TV

Rossi, azzurri oppur verdini
a me sembran burattini
quando a sera nei talk show
fingon litigare ( o no? )

sui programmi, sugli eventi,
sui costumi un poÂ’ indecenti,
sui bisogni del paese,
su chi stenta a fine mese,

sulle spese da tagliare,
sui migranti da fermare,
sugli appalti a mano bassa,
su quellÂ’alta e odiosa tassa,

sulla legge elettorale,
sullÂ’Italia federale,
su calunnie irriverenti,
sul perché siamo perdenti,

sul prodotto nazionale,
sul perché va così male,
sui processi lunghi o brevi,
sulle pene gravi o lievi,

sulla scuola da innovare,
sui somari da bocciare,
su risorse per la scienza,
sul perché non c’è sapienza,

sui rapporti con la Chiesa,
sul paniere della spesa,
sulle grandi infrastrutture,
sulle italiche brutture.

E al dibattito assistendo
odo toni in gran crescendo,
mentre il conduttor fazioso
un po’ è serio, un po’ è scherzoso

coÂ’ suoi ospiti famosi
che si guardano altezzosi,
recitando con bellÂ’arte
lÂ’assegnata loro parte.

Ma poi sciolgonsi dÂ’incanto
le tensioni nel momento
in cui ha fin la trasmissione
e si spostan le poltrone.

Si son dati sulla voce,
ora sembran tutti in pace.
Solo in me resta il tremore
dÂ’un politico furore.

Se a calmarmi non riesco
debbo uscire a prender fresco.
Ma un ricordo ed un desio
si riaffacciano al cuor mio:

oh, Politiche Tribune
soporifere, talune,
come “Espressi Bonomelli”,
voglio Jader Jacobelli!

UN NUOVO SISTEMA DI GARANZIA DEI DEPOSITI

L’assicurazione dei depositi è efficace nella prevenzione del panico bancario, ma indebolisce la disciplina di mercato su management e azionisti e crea azzardo morale. Necessario dunque un nuovo schema europeo di garanzia dei depositi per i gruppi bancari cross-border. Se ne analizzano i principi nel secondo dei quattro interventi di sintesi del Rapporto Ceps-Assonime: garanzia limitata ai soli depositi retail, fondo finanziato con contributi basati sul rischio intrinseco delle banche e meccanismi non discrezionali di intervento delle autorità di vigilanza se il gruppo non è adeguatamente capitalizzato.

LA PASSIONE DI AL-QAIDA PER GLI AEREI

Dopo l’11 settembre, tutti i tentativi di attentati terroristici ad aerei sono falliti: perché allora al-Qaida continua a progettarli? Tanto più che avrebbe un’ampia scelta di obiettivi occidentali meno protetti. Certo, facendo cadere un aereo si ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo. Ma forse la ragione sta proprio nel fatto che per rassicurare i propri cittadini, i governi occidentali si sono esplicitamente concentrati sul rafforzamento delle misure di sicurezza negli aeroporti e sui voli. Mostrare che sono ancora vulnerabili è già di per sé un successo.

IL TEMPO DELLE RELAZIONI PERICOLOSE TRA POLITICI E IMPRESE

Gli appalti pubblici sono vulnerabili alla corruzione. Ma come si sviluppano quelle relazioni preferenziali tra politici e imprese che possono esserne l’anticamera? Nelle amministrazioni locali un fattore decisivo è il numero dei mandati ricoperti da un sindaco. Se viene rieletto per una seconda volta si verifica una sistematica riduzione nel numero di partecipanti alle aste, a cui corrisponde un maggior costo per la realizzazione dell’opera e un maggior aggravio per le finanze pubbliche.

FONDO MONETARIO EUROPEO, UNA PESSIMA IDEA

Chi sostiene la necessità di creare un Fondo monetario europeo non si rende conto delle sue implicazioni e delle condizioni necessarie per un buon funzionamento. Al di là del fatto che il Trattato europeo impedisce che un paese sia salvato dagli altri stati membri, i fautori dell’Fme dovrebbero rispondere a una domanda fondamentale: cosa accade se un paese in difficoltà non rispetta gli impegni assunti? Perché si corre il rischio di arrivare a una totale indisciplina di bilancio. Da non sottovalutare la questione del finanziamento.

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