Rossi, azzurri oppur verdini
a me sembran burattini
quando a sera nei talk show
fingon litigare ( o no? )
sui programmi, sugli eventi,
sui costumi un poÂ’ indecenti,
sui bisogni del paese,
su chi stenta a fine mese,
sulle spese da tagliare,
sui migranti da fermare,
sugli appalti a mano bassa,
su quellÂ’alta e odiosa tassa,
sulla legge elettorale,
sullÂ’Italia federale,
su calunnie irriverenti,
sul perché siamo perdenti,
sul prodotto nazionale,
sul perché va così male,
sui processi lunghi o brevi,
sulle pene gravi o lievi,
sulla scuola da innovare,
sui somari da bocciare,
su risorse per la scienza,
sul perché non c’è sapienza,
sui rapporti con la Chiesa,
sul paniere della spesa,
sulle grandi infrastrutture,
sulle italiche brutture.
E al dibattito assistendo
odo toni in gran crescendo,
mentre il conduttor fazioso
un po’ è serio, un po’ è scherzoso
coÂ’ suoi ospiti famosi
che si guardano altezzosi,
recitando con bellÂ’arte
lÂ’assegnata loro parte.
Ma poi sciolgonsi dÂ’incanto
le tensioni nel momento
in cui ha fin la trasmissione
e si spostan le poltrone.
Si son dati sulla voce,
ora sembran tutti in pace.
Solo in me resta il tremore
dÂ’un politico furore.
Se a calmarmi non riesco
debbo uscire a prender fresco.
Ma un ricordo ed un desio
si riaffacciano al cuor mio:
oh, Politiche Tribune
soporifere, talune,
come “Espressi Bonomelli”,
voglio Jader Jacobelli!