SABATO 4 APRILE 2026

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LA PAROLA AI NUMERI: RAPPORTO DEBITO/PIL

 

 

BERLUSCONI DEVE ANDARE IN AFGHANISTAN

Il 2010 se ne è andato. Un anno duro per molti aspetti e che si è chiuso male, con la morte di un altro militare italiano in Afghanistan. Il tredicesimo di questo anno e il trentacinquesimo dall’inizio della missione. Tra i tanti desideri che ciascuno di noi esprime per il nuovo anno sarebbe facile includere il ritiro delle nostre truppe. Ma sarebbe un desiderio sbagliato. I nostri soldati sono in Afghanistan per cercare di aiutare lo sviluppo della pace e della democrazia in quel Paese. Obiettivi forse parzialmente irrealistici, ma nei quali è giusto sperare ancora. C’è però un piccolo desiderio che è lecito esprimere per il nuovo anno e che è alla nostra portata a differeza dei molti che si sento fare in questi giorni. Che il Premier vada a visitare le nostre truppe in Afghanistan. Cameron lo ha fatto pochi mesi dopo la sua elezione, Zapatero è andato lo scorso novembre e Obama questo dicembre. Berlusconi invece risulta assente ingiustificato. Certo, nelle scorse settimana è stato molto impegnato a convincere i parlamentari di Fli e Idv a votargli la fiducia. Ieri mattina era ancora impegnato su Canale 5 a bombardare gli italiani con le sue fluviali esternazioni. Ma nei due anni e mezzo in cui è stato Primo Ministro ha trovato il tempo per andare ai compleanni di minorenni a Casoria, per far rilasciare dalla Questura di Milano la presunta nipote di Mubarak e per frequentare la signora D’Addario. Senza alcun moralismo, crediamo sarebbe ora che tra le sue visite includesse quella alle truppe italiane in Afghanistan. Sarebbe solo un gesto simbolico, è vero, ma anche i simboli sono importanti.

Numeri in libertà sul federalismo

Giorni di festa con i giornali pieni di stime degli effetti del federalismo sulle entrate dei comuni capoluogo di provincia italiani, con tanto di vincitori e vinti. Ma hanno senso questi numeri? Difficile rispondere. Il vero problema è l’ambiguità dello schema di decreto sul quale quelle stime si basano. Dice poco su quello che avverrà da qui al 2014 e nulla su quello che succederà dal 2014 in poi. Un nuovo esempio di federalismo annunciato, senza che i problemi siano veramente affrontati.

 

Quel venture capital che fa crescere le imprese

Per la loro capacità innovativa, le giovani imprese ad alta tecnologia possono giocare un ruolo importante nell’economia europea. Una recente ricerca mostra che con finanziamenti di venture capital la loro produttività aumenta nettamente, soprattutto in confronto a quella registrata da aziende con caratteristiche simili, ma che beneficiano di investimenti di tipo diverso. L’Italia, con i suoi gravi problemi di crescita, dovrebbe avviare azioni che favoriscano l’incontro tra domanda e offerta di venture capital.

 

Facili le diagnosi, difficile la terapia

In corsia dell’ospedale
c’è un mondo che sta male!
S’ode il Sarko che si lagna,
Zapatero piange in Spagna,

si lamenta il Camerone,
un po’ meglio è la teutone,
mentre in USA anche Barack
geme a letto, dopo il crack.

Ha la febbre pur l’Itaglia
e a sentire Iren Tinaglia
Silvio va verso il collasso,
grazie al Fini del salasso.

Sol Bersani ha la ricetta,
ce l’ha pure Enrico Letta,
anche l’hanno alla Sapienza
e in Bocconi non fan senza.

Nei giornali d’opinione,
sul declino e stagnazione
nelle diagnosi si abbonda,
per salvare chi sprofonda:

s’incrementi il pensionato,
ed in busta l’impiegato.
si dian soldi ai cercatori,
no all’accordo a Mirafiori,

che si faccia innovazioni,
stop ai pubblici spreconi,
si riduca accise e tasse,
più salari per le masse.

La ricetta non sorprende,
sì allo Stato che più spende!
Ma nessuno non si accorse
che non bastan le risorse,

che il debito pregresso
sempre è lì, riman lo stesso,
che non siam competitivi
e di slancio alquanto privi??

La cura è il riformare,
ma sian gli altri ad iniziare:
non potate il mio giardino,
bensì quello del vicino.

Mah!?La nostra medicina
non è certo l’aspirina!

Infortuni sul lavoro tra povertà e sommerso *

Gli incidenti sul lavoro in Italia sono apparentemente meno della media europea, anche se il tasso effettivo è probabilmente più elevato. La discrepanza è dovuta all’esistenza di una fiorente economia sommersa e all’influenza della criminalità organizzata nelle regioni del Sud, che impedisce la denuncia degli infortuni. Sempre nel Mezzogiorno vive circa il 67 per cento delle famiglie in povertà relativa. L’obiettivo primo dovrebbe essere perciò la riduzione del tasso di povertà, sia combattendo il sommerso, sia con stanziamenti ad hoc gestiti dalla Conferenza delle Regioni.

 

La concorrenza, questa sconosciuta

La legge antitrust ha rappresentato un importante punto di svolta dell’economia e della regolazione italiane. Tuttavia, il nostro paese è caratterizzato da una imprenditoria diffusa e da una quota elevata di piccole e medie imprese, non sempre attente a questo tipo di norme. Ciò implica che le pratiche di cartello, probabilmente diffuse come altrove, siano messe in atto senza una piena consapevolezza del fatto che sono vietate e che comportano sanzioni elevate, se scoperte. Per questo sarebbe utile promuovere attivamente la cultura della concorrenza. Il caso Alitalia.

 

Favole e tragedie nel Golfo del Messico

Milioni di barili di petrolio si sono rovesciati nel Golfo del Messico per la rottura della piattaforma Bp. Ma come si calcolano i danni di un simile disastro? Le incertezze e i fattori che potrebbero entrare in gioco sono moltissimi. Tanto che un investitore dopo aver considerato ex-ante la probabilità di un evento catastrofico e constatata l’impossibilità di produrre una stima credibile del danno associato, potrebbe decidere di investire poco in sicurezza degli impianti per privilegiare altri obiettivi. Alterando così la struttura stessa di probabilità della catastrofe.

 

Un civil servant al ministero dell’economia

Tommaso Padoa-Schioppa è stato ministro dell’Economia e delle finanze solo per un biennio, vivendo la breve parabola del secondo Governo Prodi. Egli lascia però un’eredità politica ed etica di grande spessore. Il titolo del suo ultimo libro, “La veduta corta”, riassume bene la sua diagnosi sui mali del paese. Da circa 12 anni l’Italia cresce poco e comunque molto meno dei paesi occidentali con cui ci si confronta.

Questa è vera classe dirigente

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