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Si affaccia lo spettro della stagflazione

Nuove nuvole si stagliano sull’orizzonte internazionale: quelle della stagflazione. Non sarà probabilmente forte e duratura come negli anni Settanta, ma l’economia mondiale potrebbe rallentare e una moderata inflazione durare più a lungo del previsto.

Sull’inflazione il rischio è nelle aspettative

La crescita dell’inflazione è determinata da due fattori: la pressione sui costi delle imprese e le aspettative sul futuro. È proprio questo secondo aspetto quello più critico. E le banche centrali si trovano davanti a un delicato crocevia.

Microchip introvabili, effetto a catena della pandemia

I microchip sono prodotti in Asia con un lungo processo di lavorazione. La pandemia ne ha aumentato la domanda, ma anche rallentato la produzione a causa delle misure di contenimento del virus. Tutte le soluzioni del problema richiedono tempo.

Economia o salute: il dilemma che non c’è

La seconda ondata di Covid-19 ha riaperto il dibattito fra chi vorrebbe concentrarsi solo sul contenimento del virus e chi invece pensa si debbano limitare le già forti ricadute sul tessuto economico. Ma è un dualismo che i dati sembrano smentire.

La crisi delle compagnie aeree in cinque grafici

La più intensa recessione di sempre in Usa, Europa e Italia

Nel peggior trimestre di sempre nelle economie occidentali, il Pil dell’Eurozona si contrae più di quello americano. Ma, nonostante il lockdown e l’efficacia solo parziale degli aiuti, l’Italia riesce a contenere il calo a un -12,4 per cento.

La recessione non si risolve, bisogna fare di più sul 2020

Le nuove, peggiori, stime del Fondo monetario internazionale sull’economia mondiale rendono ancora più urgente che i governi europei si mettano d’accordo sul Recovery Fund e che l’Italia faccia subito qualcosa per rilanciare i consumi.

Dall’università al lavoro: quel recupero prima della nuova recessione

Il Punto

Del Vecchio scala Mediobanca ma punta all’egemonia nelle Generali. E c’è da scommettere che metterà mano alla strategia della compagnia, oggi poco redditizia per i suoi azionisti.
Politici populisti e autoritari, ovunque nel mondo, hanno minimizzato il Covid-19. Ma i cittadini, in maggioranza, hanno apprezzato gli interventi dei governi che si sono invece mossi con rigore e tempestività. Nell’Eurozona, l’Italia ha stanziato più risorse per contrastare la recessione figlia della pandemia. Su tempistiche e burocrazia, però, siamo maglia nera. La ripresa passa anche dalla mobilità. E, a giudicare dai chilometraggi rilevati con scatole nere e telepass, la voglia di lasciarsi alle spalle i mesi di lockdown sembra forte.
Quote e doppia preferenza di genere non bastano: nonostante la rappresentanza femminile in politica sia in aumento, le donne continuano ad avere difficoltà a ottenere ruoli apicali. Più incoraggiante il mondo delle imprese individuali: qui la percentuale di donne è in crescita e aumentano di pari passo anche le imprenditrici immigrate. Un sistema industriale, quello italiano, che si basa ancora molto sulla proprietà familiare e che stenta a farsi trovare pronto di fronte alle sfide dell’economia globale.

È online il podcast del Festivaleconomia, realizzato da lavoce.info in collaborazione con l’Università di Trento. Prima puntata delle “Parole chiave dell’economia”: Ripartenza, con Francesco Daveri.

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Recessione da pandemia: i ritardi italiani

Tutti i principali paesi dell’Eurozona hanno adottato misure per contrastare la recessione causata dal coronavirus. In termini di entità delle risorse stanziate l’Italia fa meglio degli altri. Ma continuano a mancare velocità di decisione e procedure efficaci.

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