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Riforma fiscale verso lo status quo

Con un nuovo testo concordato tra i partiti della maggioranza, riprende il percorso parlamentare della legge delega sulla riforma fiscale. I cambiamenti apportati rischiano di far prevalere uno status quo che tutti giudicano complesso, iniquo e inefficiente.

Tassa sugli extra-profitti: giusta, ma con un difetto

Limitare il “contributo straordinario contro il caro bollette” alle sole imprese che producono o commerciano prodotti energetici è corretto. I problemi nascono dalla definizione della base imponibile, con il riferimento alle operazioni ai fini Iva.

Combattere l’evasione con un compromesso tra fisco e privacy*

Per la riforma del fisco sarà fondamentale la capacità dell’amministrazione di incrociare le banche dati (fiscali e finanziarie) al fine di individuare i possibili evasori. Occorre però trovare un modo per farlo rispettando la privacy degli utenti.

Al Sud il problema è la poca fiducia nello stato

Gli italiani del Sud non sono meno propensi a pagare le imposte di quelli del Nord, a parità di condizioni. L’aumento della spesa pubblica, però, li preoccupa meno. È dunque il rapporto tra stato e cittadini che va migliorato, soprattutto nel Meridione.

Azzerare l’Irpef ai giovani? Un’idea sbagliata

L’ipotesi di azzerare o dimezzare l’Irpef per i giovani non sembra convincente perché avrebbe un effetto regressivo. Verrebbe redistribuita ricchezza, ma solo a chi ha già un lavoro e un reddito abbastanza alto da pagare una imposta superiore a zero.

Il Punto

La disuguaglianza tra uomini e donne non riguarda solo i salari, ma anche i redditi, soprattutto quelli più alti. Lo si ricava dal Bilancio di genere pubblicato dalla Ragioneria generale dello stato. Preoccupano governo, famiglie e imprese i rincari della bolletta dell’energia elettrica. Non basta un decreto per affrontare la questione, va rivisto il meccanismo europeo che determina i prezzi all’ingrosso. Attraverso i dati delle comunicazioni obbligatorie si può tracciare un primo profilo di coloro che in questo periodo hanno lasciato il lavoro: serve a circoscrivere meglio il fenomeno delle grandi dimissioni in Italia. La pandemia fa sentire i suoi effetti anche su premi di produzione e contrattazione territoriale: nel 2020 sono nettamente calati, in particolare nelle aziende più piccole, accentuando divari già esistenti. Il successo del Pnrr, con il raggiungimento degli obiettivi che si prefigge, dipende anche dalla capacità della politica italiana di dimostrarsi stabile e credibile. A partire dalla scelta di una figura di alto profilo ed europeista per il Quirinale. Con un iter lungo e tortuoso, il decreto flussi permetterà l’ingresso in Italia di più di 60mila lavoratori extra-Ue. In buona parte si tratta però ancora di stagionali.

Sono online i cinque episodi de L’anno che verrà, il nuovo podcast de lavoce che racconta i temi più importanti tra quelli trattati dalla legge di bilancio 2022. Potete ascoltarli sul nostro sito e sulle principali app di podcast.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

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Congiura del silenzio sulla tassazione delle rendite immobiliari

La tassazione delle trasformazioni urbane è così bassa da rendere il nostro paese un paradiso fiscale in questo campo. Ma dal 2014 una legge consente di tassare le grandi rendite immobiliari. Ignorata dalle regioni, sarà ripresa dalla riforma fiscale?

Assegno unico per i figli: qualche dubbio sull’equità

L’assegno unico per i figli partirà a marzo 2022. È una razionalizzazione del supporto pubblico alle famiglie con figli. Ma rimangono alcune criticità. In particolare, suscita dubbi la scelta di garantire il contributo anche a chi non presenta l’Isee.

Togliamo di circolazione il contante*

La fase espansiva della spesa pubblica e il Pnrr muovono molto denaro. E c’è il timore che le risorse vengano distratte dall’interesse della comunità. Potrebbe essere il momento per passare a un sistema di pagamenti intrinsecamente sicuro, quello digitale.

Legge di bilancio, si può fare ancora meglio

Licenziato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge per il Bilancio 2022-2024, il primo del governo Draghi. Ora comincia la lunga sessione parlamentare che porterà, entro la fine dell’anno, all’approvazione della legge. Che può ancora essere migliorata.

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